9 settembre 2026

Chiara Garavelli, da Cremona alla Lunigiana per inseguire un sogno: una bottega dove recuperare e trasformare vecchi mobili ed oggetti per dare loro una nuova vita

La storia di Chiara Garavelli arriva dal borgo di Bagnone, poco meno di duemila anime, nell'alta Lunigiana e all'interno del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano. Ma prima di arrivare lì, parte da Cremona, dove Chiara è nata e cresciuta.

La incontriamo virtualmente attraverso le pagine di un quotidiano on-line, Lunigiana World, dove racconta la sua scelta di dedicarsi a tempo pieno alla sua passione, aprendo una bottega in quel borgo dove ora si occupa di recuperare vecchi oggetti e mobili per ridare loro vita trasformandoli in pezzi unici, con nuovi colori, finiture e tecniche decorative. Ma il vero segreto è la sua sensibilità, il suo tratto artistico e una passione riscoperta col tempo, ma sempre coltivata fin da giovane, anche se la vita l'ha portata ad intraprendere altre strade.

"La vita, mi ha inizialmente condotta verso studi giuridici, seguendo un percorso diverso da quello che il cuore sembrava suggerirmi. - così si racconta Chiara sulla pagina facebook di Lunigiana World - Con il tempo quella passione ha trovato il modo di riaffiorare. Ho frequentato corsi di decorazione presso lo Studio Quadrature di Milano, dove ho appreso tecniche decorative, finiture materiche e l’antica arte dell’anticatura. Da quel momento ho iniziato a costruire il mio percorso creativo, aprendo a Cremona un piccolo laboratorio, Lo Studiolo, uno spazio dedicato alla ricerca artistica e al recupero degli oggetti".

Ma questo sogno che si realizza sembra però destinato a finire presto, con l'arrivo del periodo del Covid che costringe Chiara a chiudere il suo amato laboratorio. Eppure la vita ha sempre in serbo una sorpresa per chi crede nelle proprie passioni e quando tutto sembra ormai destinato a finire: "È arrivata la Lunigiana, con la sua autenticità, la sua semplicità e la sua dimensione profondamente umana. Con mio marito abbiamo scelto di vivere in un piccolo borgo che sembrava dimenticato dal tempo, e invece abbiamo trovato una comunità accogliente, generosa e sorprendentemente viva".

La loro casa diventa presto un mondo colorato, dove mobili e oggetti trovano nuova vita e nuovi significati passando dalle mani di Chiara: "Ogni pezzo raccontava una storia, ogni trasformazione diventava un legame tra passato e presente. Attraverso i social ho poi scoperto un laboratorio in Franciacorta dove prendevano forma creazioni artistiche e artigianali proprio come quelle che avevo sempre sognato di realizzare. Ho conosciuto Arianna Carpano e ho frequentato i suoi corsi, approfondendo tecniche, materiali e visioni creative. La sintonia nata con questa insegnante e il patrimonio di competenze costruito negli anni mi hanno dato la fiducia necessaria per fare il passo che desideravo da tempo: aprire una mia bottega".
Un angolo speciale che non è solo un luogo di lavoro, ma un mondo in cui la creatività di Chiara trova il suo spazio e la sua massima espressione e dove la sua passione artigiana diventa a tutti gli effetti una professione. "Così è nata L’Anima delle Cose, la mia bottega a Bagnone". Già, perchè da quelle cose, da quegli oggetti senza più valore, Chiara ne legge un'anima, un significato più profondo che va oltre l'oggetto e diventa espressione di un nuovo significato, un nuovo spazio nel mondo: "Qui accolgo oggetti che custodiscono ricordi, frammenti di storie familiari e piccoli tesori che meritano una seconda vita. Attraverso la decorazione, il recupero creativo e il lavoro fatto a mano, li trasformo in pezzi unici, capaci di conservare la loro anima e raccontare ancora qualcosa di voi. Portatemi un frammento della vostra storia e lo trasformerò in un oggetto unico, capace di custodirne la memoria e accompagnarla nel futuro".

Una scelta, quella di Chiara, che insegna quanto sia importante saper riconoscere, coltivare e tenersi strette le proprie passioni, imparando a guardare oltre le apparenze dei singoli oggetti e, a volte, anche delle situazioni che la vita ci mette davanti, perchè non sempre è necessario buttare via quello che è "vecchio" e "il passato": per costruire qualcosa di nuovo, spesso bisogna provare ad osservarlo da un punto di vista diverso. 

Michela Garatti


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