Pizzighettone: amianto, topi e degrado nella cascina diroccata. Le segnalazioni dei residenti inascoltate da tempo: ora si valuta l'esposto in Procura, dopo il contatto con Forestale ed enti preposti
Da anni la situazione è border line. Una vecchia cascina, abbandonata e in stato di completo degrado, appena fuori dall'abitato di Roggione ma dirimpetto alle villette del quartiere residenziale: a separarle infatti solo la via Virgilio, che in quel tratto diventa sterrata e prosegue nei campi.
Topi, sporcizia, strane frequentazioni, via vai incontrollato di gente e soprattutto, creando pericolo immediato per la salute pubblica, ampi tratti di coperture di amianto che si stanno sgretolando. Un'emergenza che da tempo i cittadini segnalano ma che, ad oggi, non ha ancora avuto alcun riscontro sul piano pratico. Al punto che ora i residenti hanno detto basta e, dopo l'ennesima segnalazione al Comune, rimasta senza risposta, hanno deciso di alzare l'asticella rivolgendosi prima all'ATS, quindi al Corpo Foresta e all'ONA - Osservatorio Nazionale Amianto- di Roma, arrivando anche a valutare di presentare un esposto in Procura, pur di arrivare in tempi brevi ad una soluzione che salvaguardi la salute pubblica.
"Questa cascina da tempo ormai è pericolante e priva di qualsiasi protezione -ci racconta Carmen De Leo, che si è fatta portavoce dei residenti del quartiere- motivo per il quale chiunque può entrare ed uscire liberamente. Pensi che abbiamo trovato anche dei veri e propri "kit" dei tossicodipendenti, con cucchiaini, alluminio, siringhe.... Ma non solo, perchè ci sono stati anche molti furti in queste case, le ultime del paese. Pensi poi che qui intorno vediamo topi, bisce e animali selvatici di ogni tipo. Tempo fa c'era una rete di plastica arancio che delimitava l'area, ma ora è stata completamente sfondata".
Dunque un evidente e crescente degrado, che già così richiederebbe un intervento rapido, ma la situazione ancora più grave è che sopra quello che resta di quei muri ci sono coperture in amianto in evidente e preoccupante stato di deterioramento, con pezzi già caduti, buchi e crepe che mettono in serio pericolo la salute pubblica, vista l'estrema pericolosità e l'elevata cancerogenicità del fibrocemento che, rompendosi, crea microfibre sottilissime e volatili che, se inalate, possono danneggiare il DNA e causare gravi tumori come il mesotelioma e il cancro ai polmoni.
"Ci siamo naturalmente rivolti più volte al Comune e all'ufficio tecnico comunale, ma di fatto ci è stato detto che non è compito loro. Lo scorso 25 agosto abbiamo avuto un incontro, nel quale abbiamo fatto presente ancora una volta lo stato di grave pericolo e degrado igienico sanitario di questa cascina abbandonata e ci siamo sentiti rispondere che l'intervento non sarebbe di competenza del Comune,ma dell ATS Val Padana.
Abbiamo naturalmente contattato ATS che ha risposto con una Pec sia a me che, per conoscenza al Comune, specificando che invece la competenza ad intervenire con ordinanza è del Sindaco", racconta ancora De Leo, che ci mostra il documento ricevuto da ATS, sul quale è riportato chiaramente "preso atto di quanto esposto, si ricorda che è competenza dell'amministrazione comunale emanare eventuale ordinanza sindacale o invito a rimuovere le cause che generano inconveniente igienico e pericolo. Nel merito alla segnalazione di eventuale presenza di cemento amianto, si fa presente che "Il protocollo operativo per la gestione delle segnalazioni di presenza amianto in edifici", pone in capo al Comune la richiesta al proprietario di provvedere alla stima dello stato di conservazione della copertura, attraverso l'Indice di Degrado, che dovrà essere prodotta a spese del proprietario e firmata da soggetto terzo abilitato, da presentare sia al Comune che all'ATS".
Nel frattempo i cittadini si sono rivolti anche all'ONA - Osservatorio Nazionale Amianto- che ha sede a Roma, per capire come muoversi per tutelare la propria salute dai rischi concreti di esposizione all'amianto: "Pensi che durante l'ultimo temporale alla mia vicina sono arrivati in cortile dei pezzi di copertura di amianto e ha dovuto portarli via lei. Comunque, dall'ONA ci hanno suggerito di tentare anche la strada dell'esposto in Procura, nel caso il Comune non intervenga o non intenda muoversi nemmeno dopo la comunicazione dell ATS, emettendo un'ordinanza di messa in sicurezza e di disinfestazione e derattizzazione nei confronti della proprietà. Restiamo in attesa di un reso scritto e ci riserviamo di inviare tutta la documentazione alle Autorità competenti e agli organi di Stampa per tutela della salute pubblica".
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