Partiti oggi i lavori preliminari per il recupero del Politeama Verdi voluto dalla Stauffer: sarà la casa della liuteria. Tra i primi interventi la messa in sicurezza della grande cupola
Sono partiti i lavori per restituire il Politeama Verdi alla città. Infatti da questa mattina è al lavoro l'impresa edile Musoni per conto della Fondazione Stauffer per dar corso ai primi lavori del progetto dell'architetto Angelo Micheli. Dunque dopo tanti anni di attesa ci siamo, un pezzo storico di Cremona (pur manomesso, con tanto cemento al posto degli stucchi) ritorna a vivere. Ancora si conoscono pochi dettagli del progetto ma, da quello che emerso durante la prima presentazione avvenuta in Sala Maffei, sarà una sorta di casa della Liuteria. Certo non è più quella straordinaria opera dell'architetto Achille Sfondrini, un genio nella costruzione dei teatri (suoi sono il Lirico di Milano, lo Storchi di Modena, il Verdi di Padova, l'Opera di Roma o l'Apollo di Lugano) ma gli spazi, una piccola parte degli stucchi, alcuni affreschi, la cupola e l'imperdibile storia ci sono ancora. E i primi lavori saranno proprio quelli di messa in sicurezza dell'esistente "con indagini conoscitive e ispettive delle strutture storiche e degli apparati decoratrivi sopra il proscenio dell'ex teatro Politeama" si legge nel cartello apposto all'esterno. Ovviamente il progetto d'intervento sarà sottoposto al parere della Soprintendenza che, purtroppo, in passato ne ha permesso l'alterazione profonda ma su cui ha poi apposto un "vincolo della spazialità". E proprio quella enorme cupola che domina il centro di Cremona e che ne illustra la spazialità sarà uno degli interventi immediati ma solo per salvaguardarla. I lavori preliminari (con ingresso da via Arisi, quindi non dall'ingresso principale di via Cesare Battisti) dureranno 40 giorni ed avranno termine l'8 di agosto. Sostanzialmente si tratterà di un intervento in tre fasi: il restauro conservativo di quello che rimane del passato, poi l'intervento sulla struttura in cemento (che ha stravolto il vecchio caro teatro) e quindi gli interventi per permettere di nuovo la fruizione del Politeama. L'architetto Micheli ha spiegato che la pavimentazione sarà in legno, la parte in cemento sarà pulita ed eventualmente tinteggiata mentre il ripensamento del teatro avrà come centro la fruibilità. Ovviamente del "nuovo" Politeama faranno parte il palcoscenico, la platea, i due ordini di palchi rimasti e l'interrato. Il foyer sarà una sorta di sala d'accoglienza con al centro il protagonista, uno strumento su cui si vuole attirare l'attenzione. Il palco sarà la parte espositiva dell'arte liutaria, così il secondo e il terzo piano. Mentre quello che un tempo era il loggione diventerà una biblioteca a tema liutario e musicale. La platea accoglierà la gente, sia liutai che musicisti che invitati agli eventi. L'intervento sarà effettuato dalla Stauffer in collaborazione con il Consorzio dei Liutai che però non avrà l'esclusiva espositiva in quanto il Politeama diventerà la casa di tutta la liuteria cremonese.
Dunque il vecchio Politeama ha mille vite: è rinato un anno dopo (1898) il fuoco distruttore (1897), poi però devastato e abbandonato nel silenzio generale per tanti anni. Un tempo quel teatro faceva invidia al Ponchielli e, in alcuni anni ad inizio Novecento, le compagnie di giro più importanti passavano di qui saltando il principale teatro, perchè qui il pienone era assicurato. Prosa, concerti, opere liriche, spettacoli di circo, persino incontri pugilistici (in uno si esibì persino Walter Chiari prima di diventare attore). Infine cinema, poi la chiusura e il declino. Più di trent’anni fa l’idea del recupero utilizzando una legge regionale sciagurata (la Verga) che ha permesso di togliere al teatro gli spazi dei palchetti, le gallerie, parte del palcoscenico, i camerini e i locali accessori per farci appartamenti. E’ così rimasto questo “matitone” centrale con la splendida cupola rifatta (non più in rame ma in vetro), la platea, un misero palcoscenico, la prima fila di palchi e niente altro. Lo spazio è abbandonato dal 1969. Un disastro. Sparite tutte le decorazioni, i gessi, il sipario del Rizzi, gli arredi. Uno squallore totale. Ma la struttura è lì, in pieno centro con la sua "spazialità" conservata come richiesto dalla Soprintendenza. A ricordarci com’era la Cremona di fine Ottocento quando l’arte, la cultura, il buongusto, lo spettacolo erano di casa in città. Altri tempi, altri uomini, altra cultura. Adesso, grazie alla Fondazione Stauffer (che l'ha acquistato all'asta per 55mila euro) e pronto a risorgere. E Cremona non può che applaudire.
Le foto del Politeama di Francesco Sessa Ventura sono di repertorio. L'ordinanza di occupazione di luogo pubblico e l'avvio dei lavori questa mattina.
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