Pizzighettone, nuova truffa con un falso SMS. I consigli dei Carabinieri per difendersi dalle insidie digitali
Ancora una truffa è andata a segno utilizzando falsi SMS ai quali la vittima ha risposto, iniziando un colloquio con degli interlocutori che si sono finti operatori della polizia postale e della società NEXI ed effettuando più bonifici per una somma complessiva di oltre 6.000 euro. E il Comando Provinciale dei Carabinieri di Cremona mette in guardia e fornisce dei consigli su come evitare di cadere nella trappola di abili truffatori che hanno messo in atto una tecnica elaborata per sottrarre denaro alla vittima: spesso, infatti, le tecniche di questo genere di truffe fanno leva sull’urgenza, sulla pressione psicologica e sull’abuso del nome delle Istituzioni o di società conosciute per indurre le vittime ad agire senza riflettere.
Il fatto è il seguente: la mattina del 17 aprile i Carabinieri di Pizzighettone hanno ricevuto una denuncia di truffa da una donna del posto che ha riferito di avere ricevuto i giorni precedenti un sms sul proprio telefono cellulare che la avvisava che dal suo conto corrente era stato predisposto un bonifico di quasi 3.000 euro e, in caso non fosse stata lei ad eseguire tale movimento, avrebbe dovuto contattare un numero di telefono, che era indicato, di un presunto ufficio antifrode che avrebbe fornito l’assistenza necessaria. La vittima, disconoscendo l’operazione, aveva contattato il numero indicato nel messaggio e l’interlocutore si era spacciato per un operatore dell’antifrode e le aveva riferito che qualcuno tentava di effettuare il bonifico. Il falso operatore le aveva fatto scaricare sul telefono l’App della sua banca e poi aveva convinto la vittima a recarsi presso uno sportello bancomat per l’autenticazione a tale App.
La donna si era recata presso lo sportello bancomat della sua banca e aveva seguito le istruzioni che le erano state fornite dal falso operatore antifrode, effettuando solo una semplice operazione di verifica. Era stata contattata il giorno seguente dallo stesso falso operatore che l’aveva convinta a fare dei bonifici del valore equivalente alla cifra che le volevano sottrarre, bonifici che poi sarebbero stati stornati. Quindi, era tornata in banca e aveva effettuato due bonifici, ma aveva iniziato ad insospettirsi.
A quel punto il falso operatore antifrode le aveva passato al telefono un uomo che si era spacciato per un agente della polizia postale di Cremona che le aveva detto che stava effettuando un’attività di indagine su alcuni soggetti che tentavano di effettuare delle truffe e di avere una delega della Procura della Repubblica di Cremona per svolgere tale indagine. Quindi, con un altro numero di telefono, il finto agente della polizia postale le aveva mandato su Whatsapp un documento che risultava essere una delega di indagine per presunte truffe, ma ovviamente si trattava di una falsa delega perché mai emessa dalla Procura della Repubblica di Cremona.
Credendo nella buona fede dell’agente della postale e avendo ricevuto ulteriori SMS che la informavano di ulteriori tentativi di sottrazione del denaro dal suo conto, la donna si era convinta a seguire quello che le dicevano di fare. La donna aveva quindi effettuato sei bonifici per una somma superiore ai 6.000. Poi il finto operatore della postale le aveva detto di presentarsi il giorno seguente presso gli uffici della Polizia Postale di Cremona per gli atti e le firme relative a quanto effettuato ed era stata avvisata che avrebbe ricevuto le notifiche dello storno di tutti i bonifici. Ma non ha ricevuto lo storno dei bonifici e ha capito di essere stata truffata, presentando la denuncia.
L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito, rivolto in particolare alle persone anziane e ai loro familiari, a diffidare di richieste di denaro e bonifici e a segnalare senza esitazione al N.U.E. 1-1-2 qualsiasi episodio sospetto, ricordando che:
- le Forze dell’Ordine non chiedono mai soldi o bonifici telefonicamente o a domicilio;
- la Procura della Repubblica e le Forze di Polizia non trasmettono e non inviano ai cittadini atti o deleghe di indagine attraverso applicativi di messaggistica;
- in caso di persone che al telefono si presentano come operatori delle forze dell’ordine od operatori antifrode e chiedono di eseguire dei bonifici perché sono in corso delle indagini su qualcuno, si deve chiudere la conversazione e chiamare subito il numero di emergenza 1-1-2, per segnalare il fatto;
- non si devono diffondere sui social o per email i dati e le informazioni personali come password o dati bancari.
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