15 giugno 2026

Trekking cittadino sulla ciclabile di via Giuseppina: le segnalazioni dei cremonesi e le foto che mostrano lo stato di degrado delle piste ciclabili, diventate pericolose per chi si muove in bici

Passeggiata rilassante in bici? Non sulle ciclabili di via Giuseppina, che in certi tratti sembrano vere e propri trcciati per il trekkin e se proprio si devono percorrere, meglio farlo in mountain bike: divertimento assicurato e niente danni alle gomme. Sempre però facendo attenzione agli incroci, perchè in molti tratti la pista prosegue diretta, senza interruzioni, pertanto il ciclista procede spesso attraversando l'intersezione senza fermarsi. Oltretutto le famose (o famigerate) strisce rosse che accompagnavano il tracciato come un tappeto da cerimonia, oggi sono ormai consumate e invisibili.

Insomma, tra radici che spuntano insidiose, buche che si affossano, pozzanghere quando piove, segnaletica usurata, fogliame sparso e incroci stradali pericolosi la vita del ciclista cremonese e del pedone di via Giuseppina diventa difficile e insidiosa: dove la pista ciclabile è sul marciapiede, delimitata dalla striscia rossa a terra (dove esiste), bici e pedoni viaggiano spalla a spalla e se ora aggiungiamo anche qualche e-bike lanciata a velocità da motorino o qualche monopattino a zig-zag tra le buche, la convivenza diventa oltremodo complicata. Anche perchè spesso i ciclisti, alla ricerca di un tratto non sconnesso o rovinato, si spostano all'esterno della corsia ciclabile e viaggiano sul marciapiede, dove passeggiano anziani, mamme coi passeggini, bambini e ragazzi, schivandosi a vicenda.

Eppure quella di via Giuseppina avrebbe potuto diventare davvero una pista ciclabile strategica, un collegamento tra le periferie di Bagnara - Bonemerse o San Felice e il centro della città, un percorso piacevole e facile da sfruttare se correttamente valorizzato e manutenuto, mentre oggi chi percorre quei tratti di "marciapiede-ciclabile" forse farebbbe prima a piedi che in bici, disincentivando quindi quella mobilità leggera e sostenibile che invece avrebbe dovuto essere valorizzata proprio dall'infrastruttura e di cui la nostra inquinata città avrebbe un gran bisogno.

Foto Francesco Sessa Ventura


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commenti


marco

15 giugno 2026 19:09

Una ciclabile che era ben visibile mentre ora il rosso è quasi del tutto scomparso... Ritornerà?
Invito l'Assessore di competenza a percorrere le ciclabili in città per rilevare le criticità (tante) che le contraddistinguono con strozzature, plateatici, parcheggi su entrambi i lati, vie laterali che intersecano piste ciclabili senza riduttori di velocità dei ciclisti ( che e' la costante dei kamikaze che vanno convinti della propria immortalità),accessi a negozi, quelle totalmente assenti ecc.ecc.

Costantino

16 giugno 2026 02:52

Riprendo il commento del signor Marco che condivido in pieno. Mi permetto solo di aggiungere che il nostro caro e amato da tutti preposto dovrebbe fare un giretto anche sulle corsie ciclabili (quelle dalla linea tratteggiata giusto per chiarezza) tipo quella di via Massarotti e tentare di spiegare come mai è sempre occupata dai mezzi a quattro ruote che costringono i ciclisti a sorpassi invadendo così la carreggiata e mettendo a rischio la propria incolumità.
Invito altresì l'assessore a farsi un giretto in Via Dante e a tentare di spiegare come mai il marciapiede antistante le banche e gli esercizi pubblici sia diventato la terza corsia di marcia per biciclette, monopattini, e bike elettriche. L'invito lo estendo anche al nostro sempre patinato preposto (che ne è perfettamente a conoscenza) ed al nostro Comandante della Polizia Locale (anche lui perfettamente edotto del problema). Sicuramente in quel tratto di zona i nostri gabellieri mascherati rimpingurebbero le casse del Comune. Grazie

Gianluca

16 giugno 2026 05:27

Il problema di via Dante è dato dal fatto che per metà è ancora con lo spartitraffico ed il controviale mentre da via Platani in avanti è tutto aperto con i marciapiedi a percorrenza promiscua. Si era detto che una volta terminato il nuovo parcheggio multipiano si sarebbe provveduto a sistemare tutta la via, ma stiamo ancora aspettando ed aspetteremo in eterno perché di soldi ghe nè minga (bastava evitare di spendere milioni per quella vaccata della riviera di via dell’Annona). Ma evidentemente va bene così.

Alessandra

16 giugno 2026 03:41

Un altro specchio di una città allo sbando,sporca piena di buche senza sicurezza ma l'importante è togliere il manifesto e far venire quella specie di cantante che offende le donne ecco a Voi Cremona

Manuel

16 giugno 2026 06:45

L’articolo mi sembra esagerato nel descrivere la ciclabile di via Giuseppina.
Io la percorro spesso e così pericolosa non mi pare.
Vero che si incontrano gobbette, fenditure, ma d’altronde organizzare nuova viabilità in spazi angusti, con filari strutturati, servitù laterali, non è così facile. In più non si può incaricare il personale a disposizione perché non c’è più: è quasi tutto esternalizzato.
Il problema principale, a me, risulta l’utilizzo improprio la pista. Molti non sanno (o fanno finta di non sapere) che la direttrice è a senso unico e, con la vicina corsia pedonale, potrebbe risultare un pericolo. Migliorerebbe la situazione la rivitalizzazione la segnaletica orizzontale, la tanto criticata striscia rossa, ma mi accontenterei di classiche righe bianche ed indicatori di direzione.
Come in altre occasioni, si constata la mancanza di vigilanza ed oltre a e-bike sfrontate, ciclisti contromano, sarebbe da rimarcare la sosta selvaggia quotidiana di auto e furgoni, specialmente nei pressi la scuola elementare, l’ufficio postale, il bar sull’incrocio. Persone, anche apparentemente distinte, non si fanno scrupolo ad occupare ciclabile, marciapiedi o anche la carreggiata veicolare fin sotto il semaforo: questo sì è pericoloso ed incivile.

marco

16 giugno 2026 17:20

Bravissimi tutti, a proposito delle e-bike modificate con l'acceleratore dopo i primi due controlli"pubblicitari" per fare vedere che finalmente si interveniva, a parte qualche controllo dietro i giardini non è cambiato nulla
Girano monopattini ed e-bike modificate in centro, nei quartieri,sulle ciclabili ,sul ponte di Po.....ma perché non si vuole dedicare una settimana intera con tutte le forze disponibili.a controlli sulle principali piazze e vie anche in ore serali?
Si darebbe il colpo decisivo al fenomeno e si bloccherebbero centinaia di mezzi fuorilegge.
Domanda: perché non obbligare i servizi di delivery all'utilizzo di scooter elettrici più sicuri e controllabili?