15 giugno 2026

La Fiaccola della Pace conclude il suo cammino a Isola Dovarese. Quattro giorni per ricordare che la pace comincia da un passo

Si è conclusa ieri sera, nella suggestiva cornice di Piazza Matteotti a Isola Dovarese, la prima edizione di “Sorella Pace – I Comuni Uniti per la Pace”, il progetto che dal 10 giugno ha unito territori, comunità e persone attorno a un messaggio tanto semplice quanto necessario: la pace è una responsabilità che appartiene a tutti.

Un primo appuntamento significativo, capace di raccogliere attenzione, partecipazione e consensi ben oltre le aspettative. Un percorso nato per invitare a riflettere sul significato della pace in un tempo storico complesso, nel quale le cronache internazionali continuano quotidianamente a raccontare guerre, sofferenze, divisioni e crisi che sembrano lontane ma che, in realtà, interrogano profondamente anche le nostre comunità.

Da questa consapevolezza è nata Sorella Pace, un'iniziativa che ha visto il Comune di Isola Dovarese nel ruolo di capofila e che ha potuto contare sul sostegno del Giro d'Italia per la Pace, della Provincia di Cremona, del GAL Oglio Po e dei numerosi Comuni aderenti al progetto.

Il cammino ha preso avvio il 10 giugno ad Assisi, città simbolo della fraternità e del messaggio francescano, dove la delegazione isolana ha partecipato all'accensione della Fiaccola della Pace presso la Basilica di San Francesco. Da quel momento la fiamma ha iniziato il proprio viaggio accompagnata da un gruppo di camminatori e ciclisti che hanno scelto di trasformare il percorso in una testimonianza concreta di impegno civile e umano.

La prima tappa ha portato il gruppo verso Riccione, dove i pellegrini sono stati accolti dall'affetto della comunità locale e dai saluti istituzionali dell'Assessore al Turismo Matteo Guidi. Un momento intenso che ha confermato come il messaggio della pace sia ancora capace di unire persone e territori.

Successivamente il cammino ha raggiunto Ferrara, continuando a suscitare interesse e curiosità nelle comunità attraversate. La terza giornata si è conclusa presso il Santuario della Beata Vergine Maria delle Grazie di Curtatone, uno dei luoghi più significativi della spiritualità lombarda, dove il gruppo ha trovato accoglienza e raccoglimento prima dell'ultima tappa.

In ogni luogo attraversato, la Fiaccola della Pace ha saputo generare dialogo, partecipazione e riflessione. Un segnale importante che dimostra come il desiderio di pace non appartenga soltanto alle grandi istituzioni internazionali ma viva ancora nel cuore delle persone, delle associazioni e delle comunità locali.

Particolarmente suggestivo e carico di emozione è stato l'arrivo finale a Isola Dovarese. La Fiaccola della Pace ha fatto il suo ingresso in Piazza Matteotti accompagnata dal suono profondo dei tamburi e dalla maestria degli sbandieratori che, nel più autentico stile isolano, hanno saputo trasformare l'accoglienza in un momento di grande impatto emotivo.

L'ultimo tratto del percorso è stato affidato a Nico e Carlo dell'Associazione Isola di Nico, una scelta dal forte valore simbolico. L'associazione, nata per promuovere inclusione, autonomia e socializzazione per ragazzi con disabilità e disturbi dello spettro autistico, rappresenta oggi una delle realtà più significative del territorio e testimonia quotidianamente come la pace possa essere costruita attraverso gesti concreti di solidarietà, attenzione e vicinanza agli altri.

L'arrivo della Fiaccola ha rappresentato il culmine di quattro giorni di viaggio ma anche l'inizio di una riflessione collettiva che ha coinvolto istituzioni, associazioni e cittadini.

Particolarmente toccante è stato l'intervento del Sindaco di Isola Dovarese Gianpaolo Gansi, ideatore e promotore dell'iniziativa, che ha invitato tutti a costruire una vera cultura della pace. Un richiamo forte a non fingere di non vedere ciò che accade nel mondo e a non considerare i conflitti come qualcosa di distante dalla nostra quotidianità.

Il Sindaco ha sottolineato come probabilmente non saranno le piccole comunità a cambiare da sole il pensiero dei potenti della Terra, ma che ogni cambiamento nasce sempre da una scelta individuale e collettiva. Anche un piccolo passo può fare la differenza. Anche una piccola comunità può contribuire a costruire una sensibilità diversa.

Profondo e partecipato anche l'intervento del Consigliere Regionale Matteo Piloni, che ha condiviso con i presenti una riflessione sul valore della pace come scelta quotidiana e sulla necessità di esserci quando si parla di pace. Una presenza che non deve essere data per scontata ma che rappresenta un dovere civile e morale per le persone, le istituzioni e le comunità.

Uno dei momenti più emozionanti della serata è stato senza dubbio quello dell'accensione delle piccole fiammelle distribuite ai presenti. Per la prima volta la pace è diventata un gesto condiviso. Decine di luci hanno illuminato la piazza ricordando che la pace non può essere delegata ad altri ma deve essere custodita ogni giorno attraverso le nostre parole, le nostre scelte e i nostri comportamenti.

A guidare la cerimonia conclusiva è stata la giornalista Beatrice Ponzoni, che ha accompagnato il pubblico in una riflessione intensa sul valore delle parole e sulla responsabilità individuale. Un invito a ricordare come le prime forme di odio spesso nascano proprio dal linguaggio che utilizziamo, dai pregiudizi che alimentiamo e dai silenzi che scegliamo di mantenere.

Un richiamo forte anche alla consapevolezza di vivere nella parte più fortunata del mondo. Un privilegio che comporta responsabilità verso chi oggi vive il dramma della guerra, della paura e della perdita della libertà.

Quando le bandiere hanno terminato la loro danza, quando il suono dei tamburi si è spento e la Fiaccola della Pace ha raggiunto la sua destinazione finale, è rimasta una domanda semplice ma necessaria.

Che cosa possiamo fare noi, piccole comunità di provincia, davanti ai grandi conflitti che attraversano il mondo?

Probabilmente non saremo noi a fermare le guerre. Non saremo noi a decidere il destino delle nazioni. Ma possiamo scegliere di non essere indifferenti.

Possiamo educare al rispetto, difendere il valore delle parole, insegnare ai più giovani che l'odio non nasce all'improvviso ma cresce lentamente nei pregiudizi, nelle divisioni e nell'abitudine a considerare normale la sofferenza degli altri.

La Fiaccola della Pace è arrivata a destinazione. Il suo messaggio, però, continua il suo cammino.

Perché la pace non è un evento. È una scelta perché, oggi come ieri, la pace comincia da un passo.

 

 

 

BP


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