Polesine Zibello, da quattro giorni un intero territorio isolato dalle comunicazioni. Attività in ginocchio e anziani ammalati in stato di abbandono.
Polesine Zibello di nuovo e totalmente “al buio” nelle comunicazioni da questa mattina. E’ una situazione davvero incresciosa quella che si sta verificando nel paese della Bassa Parmense dove, da lunedì, sono totalmente saltate le linee telefoniche fisse e quelle legate ad internet. Ieri sera, mercoledì 1 aprile, tutto era stato ripristinato ma nemmeno 12 ore dopo quello che sembra essere un "pesce d’aprile" di pessimo gusto si è di nuovo materializzato in tutta la sua interezza. Dalle 9 di questa mattina il disastro tecnologico si è di nuovo materializzato con un black out tecnologico che sta mettendo in ginocchio famiglie, imprese, anziani. Senza telefoni fissi e senza connessioni le attività commerciali non possono usare il POS né inviare fatture; chi lavora da casa è bloccato e rischia sanzioni e ritardi; gli anziani e le persone sole sono totalmente isolate con difficoltà anche solo per chiamare un medico o segnalare una emergenza. Una situazione del tutto inaccettabile di fronte alla quale la gente è esasperata e le proteste abbondano. Insorge il comitato Amici del Grande fiume che chiede, con forza e a gran voce “interventi immediati al fine di risolvere nella immediatezza e definitivamente questa situazione che è a dir poco grottesca. Nel terzo millennio, nell’era della tecnologia – prosegue il comitato – è inaudito lasciare un intero territorio senza connessioni e senza poter comunicare telefonicamente. Chiediamo alle autorità preposte di intervenire con la massima rapidità, con interventi capaci di dare soluzioni definitive, Chiediamo alle forze dell’ordine di individuare eventuali responsabilità con la massima e più assoluta intransigenza. Chiediamo, ed è un nostro diritto, di riferire pubblicamente il motivo di questo disastro, la sua origine e da che cosa è stato causato. Diversamente sarà ora di tornare a sistemare i famosi e tristemente noti cartelli di Zona Depressa che un tempo campeggiavano in chiara evidenza su questi territori”.
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