1 giugno 2026

Raid Pavia-Venezia, giornata di sport sul Po, in tanti lungo le sponde. Modifica del tracciato per carenza idrica

E’ stata soprattutto una bellissima giornata di sport vissuta a contatto diretto con il fiume quella che ha caratterizzato ieri la  73esima edizione del Raid motonautico Pavia Venezia, la storica competizione in acque interne (dal 1929 la più lunga gara di motonautica al mondo in acque interne) che ha visto la partecipazione di quasi un centinaio di imbarcazioni. Significativa, soprattutto, ancora una volta, la partecipazione di tante persone, giovani e meno giovani, che si sono portate direttamente su entrambe le rive del Grande fiume per assistere al passaggio dei “bolidi d’acqua”. C’è chi si è organizzato coi classici pic nic ma ci sono stati anche locali e associazioni che hanno dato vita a pranzi in riva al fiume.

Un fiume che ha bisogno di eventi come questo della Pavia – Venezia ma anche di altre iniziative per portare sempre più persone a viverlo e farlo vivere, rispettandolo. Chissà che in futuro non si possa dar vita ad appuntamenti e progetti in grado di “salutare” ed accogliere ancora meglio il passaggio del celebre raid. L’edizione 2026 è stata caratterizzata da un’importante modifica del tracciato dovuta alla carenza idrica del Ticino. La partenza in acqua è stata spostata a San Nazzaro d’Ongina, nel Piacentino, circa cento chilometri più a valle rispetto al percorso tradizionale. Una scelta resa necessaria dalle numerose secche che rendono difficoltosa la navigazione nel tratto iniziale, consentendo comunque di disputare regolarmente la gara evitando un annullamento come accaduto in passato. Il Raid è iniziato comunque ufficialmente da Pavia anche se su strada. I team sono partiti dalla sede dell’Associazione Motonautica Pavia con imbarcazioni e mezzi di assistenza diretti verso il punto di alaggio sul Po. Dopo il passaggio alla Conca di Isola Serafini, i concorrenti hanno affrontato un primo tratto cronometrato di 146 chilometri fino al rifornimento facoltativo di Torricella di Sissa Trecasali. Da lì è scattata la seconda parte di gara, lunga 215 chilometri fino a Voltagrimana, comprendente anche il celebre tratto Revere-Pontelagoscuro valido per l’assegnazione della prestigiosa Coppa Montelera. L’arrivo finale è stato come da tradizione a Brondolo, nel comune di Chioggia, presso il Club Nautico Marina del Sole. Per quanto riguarda i risultati, che doverosamente si danno (ma per il pubblico del medio Po contano le emozioni, le suggestioni e la bellezza che questa manifestazione sa dare più che i risultati), a vincere è stato  Tomas Čermák, pilota slovacco che vive e gareggia in Italia ed ha confermato le previsioni della vigilia impiegando 1h26’59” alla media di km. 181,41 a coprire la i km. 313 del percorso, ridotti rispetto al passato proprio per le carenze idriche. Il pilota slovacco ha anche vinto la Coppa Montelera ed ha corso con una barca di circuito di Formula Due realizzata nei cantieri Dac di Mariamo Comense, motorizzata Mercury. Secondo posto per la barca da diporto categoria 3.1 condotta da Elia Pellegatti e Daniele Bonfatti, scafo Tullio Abbate, motore Mercury. Terzo gradino del podio, quindi, per il pavese Paolo Romagnoli, dellAssociazione Motonautica Pavia, che ha gareggiato con un racer motorizzato Alfa Romeo cc. 2000. Romagnoli si è anche aggiudicato la prima edizione del premio alla memoria di Ruggero Borelli scomparso lo scorso anno.  La pavese Laura Manfredini è stata la prima donna a tagliare il traguardo insieme al pilota Antonello Sala, scafo Focchi, motore Mercury. Da evidenziare che l’accorciamento di circa 100 chilometri a causa della carenza d’acqua non ha influito sul fascino della storica gara. La competizione fluviale più lunga al mondo è stata ancora una volta avvincente ed affascinante. Il basso livello basso dell’acqua ha richiesto molta attenzione e non sono mancati coloro che sono rimasti “intrappolati” dai banchi di sabbia e sono stati costretti al ritiro a causa di avarie ai motori o anche a problemi causati dal forte caldo.  

Eremita del Po

 

Paolo Panni


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