22 luglio 2026

Il Po in leggera risalita (-7,90) ma la situazione resta critica e alla sezione idrometrica di Cremona si è in condizione di "siccità severa"

Gli ultimi temporali che hanno interessato il Nord Ovest ed hanno causato, anche e soprattutto nel Cremonese e nel Cremasco i danni che ormai tutti purtroppo conosciamo, hanno contribuito ad un leggero aumento del livello del Grande fiume che ha guadagnato alcune decine di centimetri.

Da alcuni giorni il segno “meno 8” sotto il livello idrometrico è sparito, oscillando tra i meno 7,80 ed i meno 7,90 sotto lo zero idrometrico a Cremona. Un aumento, va subito evidenziato, di poco conto e che sarà spazzato via ben presto se non ci saranno altre piogge. La situazione infatti resta critica, in tutta l’area del medio Po e non solo.  Nonostante il progressivo allentamento dell’anticiclone africano ed i temporali sparsi, purtroppo anche molto violenti, stiano favorendo un progressivo abbassamento delle temperature, diverse aree del Distretto del Po continuano a fare i conti con gli effetti delle recenti ondate di caldo: alle sezioni idrometriche di Cremona e Borgoforte le portate di Po continuano ad essere ampiamente sotto media e a caratterizzarsi come tipiche di una condizione di “siccità severa”; il livello di riempimento del Lago Maggiore ha ormai raggiunto il suo limite inferiore per cui, in assenza di afflussi significativi, il regolatore sarà costretto a ridurre al minimo le erogazioni per non compromettere la funzionalità del sistema. Tutto questo, e non solo, è emerso nel corso dell’ultima riunione del’Osservatorio coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po. In Piemonte– dove sono a rischio i raccolti del mais, i prati, i frutteti e le coltivazioni del riso – la situazione permane critica, specie sul Sesia (area che coinvolge anche parte della Lombardia), mentre sul Delta le portate del Po, per quanto in lieve risalita, non hanno ancora raggiunto un livello tale da contrastare con il necessario vigore l’avanzata dell’intrusione salina, che interessa ormai stabilmente anche il ramo del Po di Goro (Ferrara).

Rimangono pertanto pressoché inalterate in tutto il Distretto le difficoltà per le colture che necessitano di ulteriore irrigazione per arrivare a completa maturazione. Ma è l’idropotabile il settore che comincia a preoccupare seriamente. Secondo i dati forniti da Utilitalia sarebbero già numerosi i comuni interessati dal servizio straordinario di fornitura di acqua con autobotti: già interessati il Rodigino, dove si registra una condizione di severità idrica alta,il Pavese, il Vercellese, il Novarese, l’Alessandrino e il Cuneese. In particolare sofferenza anche molteplici comuni nell’alto Marchigiano. In Valle d’Aosta la portata della Dora Baltea è scesa a circa 115-120 metri cubi al secondo, mentre i bacini artificiali fanno registrare un volume di accumulo complessivo pari a circa 42 milioni di metri cubi,corrispondente a circa il43% del volume di riempimento (tra i valori più bassi mai registrati). Dal Piemonte è pervenuta una richiesta ufficiale alla Regione Valle d’Aosta per un rilascio aggiuntivo dai bacini montani che possa offrire aiuto aiterritori in forte difficoltà (si rilasciano, ad oggi, circa mezzo milione di metri cubi al giorno). La richiesta è ora al vaglio dell’amministrazione regionale valdostana. La Liguria comunica alcune criticità zonali sporadiche e invasi al di sotto del livello di riempimento tipico per il periodo (l’invaso del Brugneto è al 61% di riempimento).

Ancora numerose le ordinanze, da parte delle amministrazioni comunali locali, per sensibilizzare i cittadini ad un uso maggiormente responsabile dell’acqua evitando ogni forma di spreco. In Lombardia il deficit di risorsa cumulata è attualmente pari al 43%, con maggiore sofferenza nel bacino del Ticino. Il tavolo regionale sulla crisi idrica ha annunciato un accordo con i gestori idroelettrici in favore dei bacini di Adda, Brembo e Serio, Oglio. Anche qui si registrano criticità all’idropotabile, con 5 province coinvolte: sono 50 i comuni in difficoltà, di cui 17 in emergenza con autobotti.

In Emilia-Romagna le dighe di Mignano e Molato sono in progressivo svuotamento (percentuale di riempimento rispettivamente al 30% e 23%). In controtendenza il Bolognese, con Suviana al 93%, ad oggi una risorsa florida e Brasimone al 67%.A nche sul Riminese le condizioni sono buone sia per Ridracoli (72%) che per Conca (49%). Grazie ai recenti temporali, risalgono i livelli del Grande Fiume presso l’impianto di Palantone, dove la presa del Consorzio CER sta continuando ad operare regolarmente. 

In Veneto si continua a fronteggiare l’emergenza generata dal fenomeno dell’intrusione salina: l Consorzio di Bonifica Adige Po continua ad operare in emergenza per far fronte all’impossibilità di prelevare risorsa direttamente dai numerosi sistemi che insistono sui diversi rami del Po. L’attuale aumento delle portate a Pontelagoscuro sta consentendo la riattivazione di alcune delle prese a fiume, ma la situazione continua ad essere costantemente monitorata.  Anche nelle Marche il quadro è peggiorato a causa della scarsità di precipitazioni e dell’incremento delle temperature. L’invaso di Mercatale ha un volume d’invaso pari al 58%, in evidente riduzione nelle ultime settimane e vicino ai valori minimi. In peggioramento,inoltre, il quadro dell’idropotabile a causa del progressivo esaurimento dei sistemi sorgentizi: ad oggi ben 32 i comuni in cui si sta operando con le autobotti. In Toscana i territori appenninici a ridosso del confine emiliano vedono una situazione di criticità bassa, ma la tendenza è comunque incline al peggioramento, soprattutto nel Pistoiese. Non si rilevano infine particolari criticità nella Provincia autonoma di Trento.

Questi i valori registrati nelle stazioni di riferimento al 19 luglio: Piacenza 210 metri cubi al secondo; Cremona 285 m3/s; Boretto (RE) 351 m3/s; Borgoforte (MN) 374 m3/s; Pontelagoscuro (FE) 348 m3/s (ma nelle ultime ore i valori hanno raggiunto i430m3/s). Alla data del 20 luglio il quadro dei Grandi Laghi Regolati continua a mantenersi difficoltoso, in particolare per il Lago Maggiore, che è ormai al 13% del riempimento (attestandosi, ad oggi, a -0,26 cm sotto lo Zero Idrometrico di Sesto Calende);intorno al 13% anche il riempimento del Lago di Como (pari a 17 centimetri in meno nell’ultima settimana);si mantengono stabili il Lago d’Iseo (-1% nell’ultima settimana, dove precipitazioni attualmente in atto lasciano presagire una minima risalita che dovrebbe aiutare però solo per qualche giorno) e il Lago d’Idro (-3% nell’ultima settimana),mentre il Lago di Garda (-4% nell’ultima settimana) èconsiderato oggi una sorta di “ultimo baluardo” dei rilasci cui il Distretto possa attingere in casi di difficoltà estremi.

Alla luce delle condizioni osservate e dei modelli previsionali elaborati, la severità idrica a scala distrettuale viene dunque confermata “Media in assenza di precipitazioni”. Nell’ottica del prosieguo del costante monitoraggio delle situazioni più critiche sulle diverse aree del Bacino, l’Osservatorio tornerà a riunirsi il prossimo 30 luglio.Tutti i dati analitici del Distretto sono visibili e consultabili sul portale istituzionale dell’ente al link: https://www.adbpo.it/osservatorio-permanente/ .

Infine, mettendo un attimo “da parte” il Po ma in tema di corsi d’acqua è doveroso dare notizia di importanti lavori che riguardano la confinante provincia di Mantova ma interessano da vicino il territorio cremonese, specie il Casalasco.  Infatti nell’ambito del programma 2025 – 2027 dei lavori di manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua e sulle opere idrauliche di competenza Aipo sono in corso interventi di manutenzione diffusa dei corpi arginali lungo i fiumi Oglio, Chiese, Mella, Garza e Cherio. L’ufficio Aipo di riferimento su questo reticolo idrografico è quello di Mantova, mentre il presidio idraulico Aipo competente a livello territoriale è quello di Calcinato. Curare e prevenire in “tempo di pace”, come evidenzia Aipo stessa, è infatti fondamentale per evitare possibili criticità nei periodi in cui possono verificarsi eventi meteo avversi e conseguenti innalzamenti dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua.  Le operazioni, finalizzate alla riduzione del rischio idraulico, consistono nella manutenzione ordinaria e straordinaria della vegetazione in eccesso ed interventi puntuali su argini ammalorati, al fine di riportarli alla piena efficienza. E’ inoltre prevista la chiusura di tane provocate da animali fossori per evitare l’eventuale penetrazione delle acque di piena all’interno dei corpi arginali. L’importo totale per i lavori sul triennio 2025-27 è di 927.000 euro, di cui circa un terzo (attorno ai 300.000 euro) investito nell’attuale annata 2026.

Eremita del Po

Paolo Panni


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commenti


stefano ETN

22 luglio 2026 20:01

Ricerca su Google: "Consumo idrico di un datacenter".
Risposta in tempo reale:
"Un singolo grande data center può consumare fino a 19 milioni di litri d'acqua al giorno, quantità paragonabile al fabbisogno di una città con 50.000 abitanti. Questo consumo è dovuto sia al raffreddamento diretto dei server (tramite evaporazione) sia alla produzione dell'elettricità necessaria.L'impatto idrico globale è destinato a crescere enormemente a causa dell'Intelligenza Artificiale e di carichi di lavoro sempre più pesanti".
Però si deve leggere nell'articolo qui sopra: "Ancora numerose le ordinanze, da parte delle amministrazioni comunali locali, per sensibilizzare i cittadini ad un uso maggiormente responsabile dell’acqua evitando ogni forma di spreco".
Ma ci rendiamo conto?

G. Fandini

23 luglio 2026 08:06

La situazione critica del Po e di altri fiumi e canali è da addebitare in larghissima parte all'agricoltura, che fa un uso sconsiderato dell'acqua per l'irrigazione (ad es. a pioggia in pieno giorno) utilizzando sistemi inefficaci e non più sostenibili.