23 maggio 2026

Risuona l'organo dei contemporanei del Divin Claudio. Peccato per il poco pubblico, inaccettabili le sovrapposizioni di concerti negli stessi giorni e alle stesse ore

Cantantibus organis: Architetture del sacro intorno a Monteverdi, ha aperto le iniziative che anticipano la lunga serie di concerti del Monteverdi Festival. Ottima iniziativa del Conservatorio Monteverdi di Cremona che ha avuto un merito fondamentale. Quello di aver proposto al pubblico i contemporanei del ‘Divin’ Claudio. In particolar modo i ‘cremonesi’ Tarquinio Merula e Nicolò Corradini. Musicisti spesso tralasciati nelle esecuzioni di cartellone, ma che, in realtà, giocarono, come Marc’Antonio Ingegneri, Ippolito Cammatarò e Ettore Vidue, un ruolo importante nella formazione, soprattutto ‘sacra’, del ben più noto Monteverdi. 

Quelle proposte sono state tutte musiche organistiche di grande rilevanza per il periodo storico che va dall’inizio del Cinquecento fino al Settecento inoltrato. Alla tastiera dell’organo settecento della chiesa di San’Omobono ed Egidio si sono alteranti, in due diversi pomeriggi, Francesco Botti e Roberto Squillaci

Due musicisti di grande preparazione non solo tecnica, ma musicologica e di prassi esecutiva di questo repertorio. Entrambi capaci, innanzitutto di rendere vive forme e composizioni del passato con una freschezza particolare e accattivante. Sapendo cogliere anche le innumerevoli possibilità timbriche di uno strumento che sorprende sempre l’ascoltatore, anche quello più attento, per la sua pulizia sonora e per la timbrica in particolare nel registro delle ‘ance’. Interessanti per entrambi, oltre i compositori cremonesi, anche l’interpretazione di Girolamo Frescobaldi: nume tutelare delle composizioni organiste tra la metà del Cinquecento e fino a tutti gli anni Quaranta del Seicento: l’esatto arco temporale monteverdiano. 

Ottima anche l’idea da parte di Squillaci di presentare un programma suddiviso per scuole: quella veneta, quella padana, quella lombarda per arrivare alla romanità di Frescobaldi. Con un salto consistente anche nel repertorio di Benedetto Marcello, sostanzialmente contemporaneo, a Venezia, di Antonio Vivaldi. Come di Francesco Gasparini che, in laguna, fu il predecessore del prete rosso alla Pietà. 

Squillaci ha calibrato bene le potenzialità sonore dei pezzi cinquecenteschi e di quelli più propriamente ‘barocchi’ dando un’idea precisa dell’evoluzione del mutamento della ‘grammatica’ a distanza di un secolo dalla morte del compositore cremonese. 

Un’antologia ben strutturata che ha dato un interessante panorama delle evoluzioni sia cronologiche sia per aree geografiche di appartenenza, nonostante le formule compositive fossero del tutto comuni e ben consolidate nel panorama compositivo del tempo. 

Un’iniziativa che dovrebbe essere messa in programma anche per il prossimo anno vista anche la collaborazione del Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia con sede a Cremona, e del Monteverdi Festival.

Purtroppo è doveroso segnalare come, ancora una volta, l’organizzazione degli eventi musicali in città sia deficitaria e porti ad avere poco pubblico. Del resto, è vero un peccato che il concerto di Botti si sia sovrapposto, guarda caso, con un altro concerto d’organo programmato lo stesso giorno alla stessa ora, in luoghi diversi. E’ una dispersione che non è accettabile in una Cremona che vuol essere città della musica e della cultura. 

Applausi per i due bravi esecutori. 

 

Roberto Fiorentini


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commenti


Francesco Capodieci

23 maggio 2026 20:55

Le sovrapposizioni di concerti di musica classica, cui fa riferimento Fiorentini verso la fine dell'articolo, sono frequenti a Cremona e risultano inspiegabili. Nel caso specifico, non si capisce perchè il Conservatorio 'Claudio Monteverdi', organizzatore della breve rassegna "Cantantibus Organis", abbia programmato il concerto dell'ottimo Francesco Botti, a Sant'Omobono, in perfetta concomitanza - le ore 17 di venerdì 22 maggio - con quello di Gabriele Giacomelli, all'organo dell'Aula Magna del Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali (Palazzo Raimondi), per la rassegna "Primavera organistica cremonese".. La data e l'orario del concerto di Giacomelli erano noti da varie settimane. Solo il Conservatorio 'Claudio Monteverdi' non ne era a conoscenza? Oltretutto, la rassegna "Cantantibus Organis" è stata organizzata in collaborazione con il Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali il quale, dunque, ha dato il benestare a un concerto destinato a 'fare concorrenza' a quello in programma nella sua Aula Magna. Ha senso tutto ciò? E ha senso, in situazioni come queste, il silenzio dell'assessore Burgazzi, cui spetta il coordinamento dell'intera offerta musicale cittadina, nell'ambito della specifica delega "Città della musica"?

Tommaso

24 maggio 2026 05:01

Burgazzi coordina solo la destinazione dei fondi, non gli eventi musicali. Soldi, soldi, soldi... i concerti sono solamente la giustificazione amministrativa di ciò che viene speso. Il come, il quando, il perchè, il dove e il per chi non interessa!
Questo è l'organo politico: musica ancilla iban.

Lucia

24 maggio 2026 07:48

Diceva Franco Battiato che quando una società si allontana dalla bellezza, che dell’arte è una delle facce, inizia la decadenza. Quando un individuo pensa di poter fare a meno dell’etica e della bellezza che ne è inseparabile compagna inizia la morte vera, quella spirituale. I giovani non riconoscono più ciò che ha un valore o ciò che non lo ha. In musica come nella vita. Burgazzi incarna il nostro tempo fatto di masse non pensanti, che vogliono chiasso a tutto volume, cibo spazzatura e pastigliette per colmare vuoti esistenziali e quei 100mila euro al Tanta Robba per i Vuoti a Perdere ne sono la certificazione comunale, per il bacino elettorale di riferimento. Unz unz unz unz unz unz ha già vinto sul contrappunto.

Il Pontormo

24 maggio 2026 08:57

Concordo al 200% 👍🏻🎩

alfredo

24 maggio 2026 08:59

verissimo! non esistono calendari chiari e riassuntivi globali! Ognuno fa nel suo piccolo o grande spazio e si perdono moltissime occasioni spesso oltre che interessanti, anche gratuite.

Chemist

24 maggio 2026 10:10

Ero presente al concerto di ieri pomeriggio in Sant' Omobono e confermo ovviamente la scarsa presenza di spettatori. Solo qualche anziano,me compreso, appassionato di organistica e pochi più giovani probabilmente studenti di musicologia. Alla massa dei giovani cremonesi questa offerta musicale non interessa minimamente,un vero peccato per l'impegno e la bravura degli interpreti

Enrico Viccardi

24 maggio 2026 11:57

Anch'io lamento la sovrapposizione: nella rassegna da me diretta (Primavera organistica cremonese) s'è tenuto un concerto proprio venerdì 22 alle ore 17 nell'aula magna del Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia con sede a Cremona, organizzato proprio in collaborazione con il Comune di Cremona ed il Dipartimento stesso. Un'ultima annotazione per chi ha redatto l'articolo: l'organo della chiesa di S.Omobono non possiede ance.
Enrico Viccardi

Enrico Viccardi

24 maggio 2026 14:33

Dimenticavo: la nostra rassegna è iniziata il 19 aprile, sicchè la data del 22 maggio era nota da tempo (le informazioni dei singoli concerti vengono costantemente inviate tramite posta elettronica alle segreterie del Conservatorio e del Liceo musicale, per non parlare della pubblicità in rete). La sovrapposizione appare quindi un po' strana...
EV

Anna

24 maggio 2026 17:27

Non ve la prendete troppo. L'organizzazione non è il forte di Cremona. Riescono persino a sovrapporre il calendario di Auditorium con quello del Ponchielli che ha lo stesso presidente.
Se si voleva efficienza bisognava nominare dirigente alla cultura anni fa Francesca Moruzzi e invece... bisogna tenersi chi c'è e accontentarsi di ciò che passa il discount.