20 luglio 2026

Manifesto Sos Vita, a mezz'ora dall'inizio della seduta in Commissione Vigilanza, il sindaco e la maggioranza comunicano che non si presenteranno. E Virgilio punta il dito contro Capelletti

E' convocata per le 17.30 la seduta della Commissione Vigilanza ma, mezz'ora prima dell'inizio della riunione, il sindaco Andrea Virgilio e il capogruppo di maggioranza Roberto Poli e dei capigruppo di maggioranza, fanno sapere tramite un comunicato che non si presenteranno all'appuntamento.

"Comunico che non prenderò parte ai lavori della Commissione. - chiarisce subito il primo cittadino, motivando che- La mia assenza nasce da una valutazione istituzionale precisa: non intendo avallare un'impostazione che considero non conforme rispetto alla natura e alle funzioni della Commissione di vigilanza".

La seduta odierna era stata convocata lo scorso 6 luglio dalla presidente della Commissione di Vigilanza, Chiara Capelletti, accogliendo la richiesta sottoscritta da tutti i capigruppo di opposizione e convocato dunque la Commissione (leggi qui) per verificare la legittimità amministrativa e procedurale dell'iter che ha portato il sindaco Virgilio a richiedere al concessionario la rimozione del cartellone, scatenando un caso politico di ampie proporzioni.

Ed oggi, proprio mentre la commissione si sta aprendo, ecco la comunicazione prima del sindaco Virgilio, seguita a pochi minuti da quella di Poli che chiarisce come "La decisione nasce da una ragione precisa: la Commissione è stata convocata per esaminare atti amministrativi del sindaco che nella realtà non esistono": nessun atto amministrativo, quindi nulla di cui la maggioranza debba sedersi a discutere.

Di seguito i due comunicati inviati da Virgilio e da Poli.

Questo il testo integrale del primo cittadino, condivisi a mezzo stampa e indirizzato ai consiglieri di minoranza e al presidente del Consiglio Comunale Pizzetti:

"Gentili Consigliere, Gentili Consiglieri,

con riferimento alla seduta della Commissione di vigilanza convocata per il giorno 20 luglio, avente ad oggetto la vicenda relativa alla rimozione del manifesto "SOS Vita" presso la fermata dell'Ospedale, comunico che non prenderò parte ai lavori della Commissione. La mia assenza nasce da una valutazione istituzionale precisa: non intendo avallare un'impostazione che considero non conforme rispetto alla natura e alle funzioni della Commissione di vigilanza.

Questa Commissione è un organo di garanzia del Consiglio comunale. Può verificare atti, procedure, rapporti contrattuali e profili amministrativi. Può ascoltare dirigenti, uffici, gestori e soggetti coinvolti. Non può essere trasformata in un "tribunale" chiamato a confermare una tesi già costruita dai proponenti.

Nel documento di convocazione non ci si limita a porre quesiti, chiedere chiarimenti o domandare una verifica sulla correttezza della procedura seguita. Si qualificano preventivamente i fatti, si attribuisce alla PEC da me inviata la natura di "provvedimento materiale o implicito" e si formulano, sviluppandole diffusamente, numerose ipotesi di violazioni di norme costituzionali, amministrative e procedimentali.

Nel medesimo testo sottoscritto dalla Presidente della Commissione si utilizzano espressioni quali "puro arbitrio", "natura prettamente censoria", "sviamento di potere", "diktat atipico e informale", "fuga dalle regole procedimentali" e "macroscopica invasione di campo". Si tratta di qualificazioni che non si limitano a delimitare l'oggetto di una verifica, ma anticipano giudizi, valutazioni sommarie, responsabilità, conclusioni e soprattutto sovrappongono la dimensione giuridica con quella politica.

Una Commissione di vigilanza dovrebbe partire da fatti da accertare e da questioni aperte, non da responsabilità già descritte e argomentate, di fatto considerandole comprovate. Ribadisco, nel merito, un punto essenziale. La PEC da me inviata costituisce una comunicazione istituzionale, pienamente acquisibile e verificabile. Essa non revoca alcuna autorizzazione, non risolve alcun contratto, non commina sanzioni e non esercita nei confronti dei soggetti interessati un potere amministrativo autoritativo.

Ritengo inoltre improprio che una Commissione consiliare venga investita, nei termini formulati nel documento, dell'accertamento di presunte violazioni della Costituzione, della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e di molteplici disposizioni della legge n. 241 del 1990.

Una simile impostazione attribuisce alla Commissione di vigilanza una funzione para-giurisdizionale del tutto estranea alle sue competenze, quasi essa fosse una sorta di Corte Costituzionale in salsa cremonese chiamata a pronunciarsi sulla legittimità dell'operato del Sindaco. Il profilo istituzionalmente più delicato riguarda, tuttavia, il ruolo assunto dalla Presidente della Commissione di Vigilanza nella predisposizione del documento di convocazione.

La Presidente non si è limitata a ricevere e trasmettere una richiesta sottoscritta dai capigruppo di opposizione, a verificarne l'ammissibilità regolamentare o a organizzare il calendario dei lavori. Nel documento da lei sottoscritto e presentato ai consiglieri formula direttamente, motivandole in modo dettagliato, le possibili violazioni che sarebbero imputabili al Sindaco. Non siamo, pertanto, in presenza di una convocazione che espone in termini neutrali i quesiti sottoposti alla Commissione. Il documento contiene una vera e propria ricostruzione di parte.

A questo dato si aggiungono le dichiarazioni pubbliche della Presidente Chiara Capelletti, secondo le quali la convocazione sarebbe stata "molto approfondita, ragionata e frutto di un'analisi condotta insieme alla Vicepresidente Maria Vittoria Ceraso". Tale affermazione conferma che la Presidenza non si è limitata a svolgere una funzione organizzativa o di garanzia, ma ha partecipato attivamente alla costruzione dell'impianto delle contestazioni che la Commissione viene ora chiamata a esaminare.

Il punto non riguarda l'appartenenza della Presidente alla minoranza, né il pieno diritto di tutti i consiglieri di promuovere iniziative di controllo e di sostenere le proprie posizioni politiche. Quel diritto è fondamentale. Il punto riguarda la necessaria distinzione tra il ruolo politico del singolo consigliere e la funzione istituzionale esercitata da chi presiede un organo di garanzia, la Commissione di Vigilanza non può essere infatti forzata a strumento politico in mano alla minoranza.

Affidare la Presidenza della Commissione di vigilanza alla minoranza significa rafforzare il controllo sull'Amministrazione, non attribuire alla Presidenza il compito di elaborare o fare propria la tesi di una parte politica. Siamo invece di fronte a  una ricostruzione politica e giuridica di parte incorporata nell'atto della Presidenza e presentata come presupposto neutrale dei lavori. Questa impostazione rischia di costituire un precedente istituzionale di estrema gravità: la trasformazione della Commissione di vigilanza da sede imparziale di controllo e approfondimento a contenitore formale di una contestazione già orientata nel metodo, nel linguaggio e nelle conclusioni prospettate.

La mia posizione è pertanto netta: piena disponibilità alla trasparenza sugli atti; piena disponibilità degli uffici a ricostruire la sequenza amministrativa e contrattuale; nessuna disponibilità a legittimare attraverso la mia partecipazione un utilizzo della Commissione che rischia di snaturarne la funzione di garanzia.

Resta ferma la mia disponibilità a riferire come ho già fatto nelle sedi consiliari proprie sul significato politico e istituzionale della comunicazione inviata, che rivendico nella sua finalità: tutelare il rispetto, la dignità e la sensibilità delle persone in prossimità di un luogo di cura particolarmente delicato.

Andrea Leonardo Virgilio, Sindaco di Cremona"

Più stringato invece il comunicato di Poli e dei capogruppi di maggioranza:

"Non parteciperemo alla Commissione di Vigilanza convocata per lunedì 20 luglio sulla rimozione del manifesto "SOS Vita".

La decisione nasce da una ragione precisa: la Commissione è stata convocata per esaminare atti amministrativi del sindaco che nella realtà non esistono. Non vi sono state ordinanze, revoche o provvedimenti coercitivi, ma soltanto una sua PEC indirizzata al gestore degli spazi pubblicitari, con la richiesta di rimozione puntuale di un manifesto contenente un messaggio ritenuto non adeguato in un contesto delicato come l'ingresso dell'Ospedale di Cremona.

In assenza di atti amministrativi sui quali esercitare una reale funzione di controllo, la Commissione assume esclusivamente i caratteri di una contestazione politica di parte. Le modalità con cui è stata promossa e convocata, ipotizzando addirittura violazioni di numerosi articoli costituzionali e leggi dello Stato, delegittima la Commissione trasformandola in una sorta di anomalo strumento giurisdizionale. Gli organismi di garanzia meritano equilibrio e rigore, necessari per preservarne la loro funzione cruciale.

Ovviamente non intendiamo sottrarci al confronto politico. Se le opposizioni ritengono necessario discutere ulteriormente della vicenda, lo faremo nella sede propria: il Consiglio comunale. Apertamente e nel rispetto delle funzioni istituzionali.
 
Alla Commissione spetta il compito di vigilare sugli atti. Non quello di  tribunale politico.
 
Roberto Poli PD
Paolo La Sala Fare Nuova La Città - Cremona Attiva
Andrea Segalini Cremona sei tu
Rosita Viola Sinistra per Cremona"


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commenti


Marco

20 luglio 2026 15:39

Scappano in pieno delirio dittatoriale mentre la barca affonda.
Il Sindaco non mi rappresenta più.

Anna

20 luglio 2026 16:47

Le code di paglia si consumano da sole!
Questo è il confronto virgiliano.
Un codardo in salsa cremonese!

Tommaso

20 luglio 2026 16:48

La dittatura culturale del PD mi pare evidente.

Gigi

20 luglio 2026 16:54

La democraticità di Virgilio si sta vedendo giorno dopo giorno, atto dopo atto.
Un nulla di cui non si sentirà la mancanza.

Gianluca

20 luglio 2026 17:31

Comportamento vergognoso.

Pasquale

20 luglio 2026 18:09

"Ci faccio una PEC che non può rrrrrifiutare" dal capolavoravoro del 1973 di don Leonard Andew Corlione.
Poi quando deve rispondere alla Commissione comunale sinni iu caccannu e piritannu.
Sìnnucu picciottu!

Stefano

20 luglio 2026 18:38

Egregio signor sindaco, sia prima che ora, a maggior ragione, da' adito a pensare che sia lei a non essere conforme al suo ruolo e poi che faccia tosta sollevare lo spauracchio dei tribunali quando questa opzione, di fare il processo agli avversari politici ad ogni ondeggiamento di foglia ,è un vizio che voi di sinistra avete soventemente cavalcato,in un'infinità di contesti.

Manuel

20 luglio 2026 20:01

Calma e gesso!
Non fate i soliti bisonti.
Virgilio e compagnia cantante si sono consultati con “esperti, amici, legali” ed hanno avanzato tale mossa.
Ora si gioca la partita a scacchi. Gli scacchi si muovono con le mani e, specialmente, col cervello.
Commissione ed opposizione adotteranno una strategia.
Vedremo se sarà una tempesta in un bicchier d’acqua, una figuraccia o un patatrac dei contendenti... o finirà nella solita rissa da bar... cioè nel nulla.

Stefano

20 luglio 2026 20:32

Esperti? A insegnarli ad evitare una commissione istituzionalmente garantita anzi dovuta? Ma non scherziamo per favore. È questione di serietà e trasparenza.

Marzio

20 luglio 2026 20:30

Facciamo i complimenti alla coppia Virgilio/Poli che hanno dato ai cremonesi l'ennesima prova di quello che sono e di cosa rappresentano....complimenti signori....non preoccupatevi quando finisce il mandato vi si presenta il conto e sicuramente sarà salato....
A proposito......e il nostro Onorevole cosa ne pensa del nostro Sindaco così birichino .....che si permette di disertare un incontro istituzionale? Speriamo ce lo faccia sapere.....

Marzio

21 luglio 2026 04:24

....e come recitava Emilio Fede....
"Che figura di M....."
Quanta pochezza!!!!!!

Vincenzo Montuori

21 luglio 2026 06:14

Non commento per carità di patria

yean

21 luglio 2026 06:33

Mi dicono che Virgilio sia " un educatore" E' vero?

Federica

21 luglio 2026 11:24

Ha un diploma di ragioneria. Se fosse stato bravo avrebbe fatto il ragioniere ma ha optato per fare l'educatore e poi, non riuscendo bene neppure in quello, si è dato alla politica dove le competenze non sono essenziali, anzi nel suo caso la fedeltà al partito è assoluta visto che fuori dalla politica non saprebbe fare altro...