Scandolara Ravara, il ritorno alle origini di Sofonisba: Flavio Caroli e un pomeriggio in cui la storia si è fatta emozione
Ci sono pomeriggi che sembrano nascere da una semplice presentazione culturale e che, invece, finiscono per trasformarsi in qualcosa di molto più profondo: un ritorno alle radici, un viaggio nella memoria, un dialogo intimo tra storia, arte e identità.
È ciò che è accaduto oggi a Scandolara Ravara, in provincia di Cremona, dove si è tenuto un intenso e partecipato incontro con il professor Flavio Caroli, celebre storico dell'arte, scrittore e volto amato della cultura italiana, che ha dialogato con la giornalista Beatrice Ponzoni in un appuntamento organizzato dall'Associazione Castelletto dei Ponzoni, Borgo di Castelponzone e Museo dei Cordai, con il patrocinio della Provincia di Cremona ed il sostegno Setam acqua&ambiente – ingegneria&passione.
Ad aprire il suggestivo pomeriggio è stata la professoressa Renata Stradiotti, presidente dell'Associazione Castelletto dei Ponzoni, che con parole sentite ha ringraziato il professor Caroli per aver scelto di portare proprio in questi luoghi il suo ultimo lavoro, "Come in uno specchio – Il diario segreto di Sofonisba Anguissola", edito da Rizzoli. Un libro che rappresenta un'opera intensa e profondamente umana, in cui Sofonisba non emerge soltanto come grande pittrice rinascimentale, ma come donna, anima e voce che si racconta dall'interno. Non poteva esserci luogo più simbolico per questo incontro.
Perché proprio qui, in queste terre della bassa cremonese sospese tra campi, silenzi e memoria, affondano le radici della famiglia materna di Sofonisba. Sua madre, Bianca Ponzoni, sposò Amilcare Anguissola e proveniva da quella nobile famiglia cresciuta nelle tenute del Feudo Ponzoni, il cui centro amministrativo era Castelponzone, oggi frazione di Scandolara Ravara.
Un territorio che comprendeva le località della provincia inferiore cremonese: Scandolara Ravara, San Martino del Lago, San Lorenzo Aroldo, Ca' de' Soresini, San Faustino, Cornale, Caruberto, Casaletto Inferiore, Villa de' Talamazzi e naturalmente Castelponzone.
Mentre ascoltavo il professor Caroli parlare — e chi lo conosce sa quanto riesca a trasformare la storia in qualcosa di vivo e pulsante — avevo la sensazione che il tempo si stesse accorciando. Caroli non racconta mai soltanto opere o date: accompagna le persone dentro i sentimenti, nei luoghi interiori dell'arte. E oggi, ancora una volta, il suo amore per queste terre è emerso con una forza autentica.
Del resto, il suo legame con questi luoghi dura da decenni. Lo stesso Caroli ha più volte raccontato il suo profondo rapporto con la campagna cremonese e con i territori vicini a Castelponzone, terre che hanno alimentato studi, intuizioni e una passione lunga una vita per la famiglia Anguissola.
Castelponzone, oggi inserito tra i Borghi più belli d'Italia, appare davvero come uno scrigno da custodire. Un luogo che merita protezione, memoria e futuro. Forse, anche grazie al professor Caroli, che continua ad amare profondamente queste terre, il nome di questi paesi e delle loro grandi famiglie storiche continua a vivere e a raccontarsi alle nuove generazioni.
Perché, come ha ricordato più volte durante l'incontro, Sofonisba Anguissola racchiude dentro di sé due mondi: le origini cremonesi della madre Bianca Ponzoni e la nobiltà piacentina del padre Amilcare Anguissola. Una doppia appartenenza che sembra riflettersi anche nella sua personalità: rigorosa e libera, aristocratica e profondamente umana.
Forse è proprio questo che il professor Caroli ci ha lasciato oggi: la consapevolezza che la storia non abita nei libri o nei musei. La storia vive nei luoghi, nei nomi, nelle persone che continuano a custodirla.
E per qualche ora, a Scandolara Ravara, Sofonisba è tornata a casa.
Nel video l’intervista al Professor Flavio Caroli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
commenti