22 maggio 2026

Da domani torna Cremona Contemporanea: l'arte contemporanea in dialogo con i luoghi storici della città. Per la quarta edizione della rassegna, venti gli artisti. Tra i grandi nomi, Giò Pomodoro

Segna quest'anno la sua quarta edizione Cremona Contemporanea, rassegna dedicata alle arti visive che, attraverso installazioni, mostre, performance, incontri ed eventi, trasforma Cremona in un luogo di conoscenza e scoperta, promuovendo il dialogo tra arte contemporanea e patrimonio storico-artistico. Dal 23 al 31 maggio la città si apre all'arte contemporanea, in una dialogo che diventa contaminazione tra luoghi storici e installazioni moderne, tra passato, presente e futuro dell'arte. Per l'edizione 2026, saranno 15 i luoghi in cui ammirare le installazioni, tra opere site specific e collettive; novità di quest'anno, un infopoint dedicato in via Capitani del Popolo, dove ricevere tutte le informazioni, vedere i video delle scorse edizioni o trovare il merchandising della rassegna.

Quest'anno, oltre i 20 artisti selezionati per esporre le proprie opere, anche un grande nome dell'arte italiana: Giò Pomodoro, esposto presso Palazzo Comunale, il campus PoliMi e Palazzo Vescovile. Presente anche il figlio Bruto Pomodoro, che ha tratteggiato i caratteri più significativi delle opere del padre, sempre attuali e vitali oggi come 50 anni fa.

La rassegna di arte diffusa, realizzata da NOT Titled YET e promossa dall'Assessorato al Turismo ed Eventi del Comune di Cremona, con il patrocinio della Regione Lombardia e della Camera di Commercio di Cremona - Mantova - Pavia e la collaborazione di Confcommercio Provincia di Cremona – si conferma un appuntamento di riferimento per il settore artistico e un'importante occasione di valorizzazione del patrimonio culturale cremonese, in Italia e all'estero. Cremona Contemporanea dunque prosegue il suo percorso come piattaforma di conoscenza e confronto, consolidando una comunità sempre più ampia e trasversale di pubblico, artisti, curatori e professionisti del settore e rinnovando al contempo il proprio formato. 

Presentata stamattina a Palazzo Vidoni, la rassegna si apre con alcune novità: tra le principali del 2026, la direzione artistica di Rossella Farinotti sarà affiancata dai curatori Valeria Mancinelli, Gioele Melandri, Gianluca Ranzi e Saverio Verini chiamati a contribuire alla costruzione del percorso espositivo. Un ampliamento di sguardi che introduce nuove prospettive e nuovi punti di vista, mantenendo sempre centrale il dialogo tra le opere degli artisti e i luoghi della città. 

"E' emozionante essere qua oggi: quattro anni fa abbiamo iniziato quasi per scommessa -ha esordito l'assessore Luca Burgazzi- cogliendo esigenza e andando incontro alle richieste di diverse persone. Volevamo provare a inserire questo linguaggio artistico, ma mancava una collezione pubblica o un museo di arte contemporanea. Così abbiamo scelto di fare dialogare opere e spazi, creando il tratto distintivo della rassegna".

Venti sono gli artisti selezionati: Davide Allieri, Aubrit e Beillard, Miriam Cahn, Roberto de Pinto, Linda Fregni Nagler, Francesca Grilli, Jelena Jureša, Lina Lapelyte, Emma Masut, Jimmy Milani, Valerio Nicolai, Mattia Pajé, Albert Pinya, Gio' Pomodoro, Giulia Poppi, Sara Ravelli, Martina Rota, Marinella Senatore, Lorenzo Scotto di Luzio, Federico Tosi. 

"Vedere questa famiglia cremonese che si allarga sempre di più è un'emozione. Questo progetto sembra una piccola biennale, con allestimenti importanti, quasi museali, quasi tutti site specific, con opere pensate e ri-pensate per i luoghi. - ha spiegato Rossella Farinotti, direttore artistico della rassegna- Quest'anno abbiamo voluto un grande maestro, Giò Pomodoro, esposto in tre sedi con un corpo di lavoro che non si vedeva dal 1968, dall'esposizione a New York. L'asepetto transegenerazionale è sempre stato fondamentale fin dal primo anno, con gli artisti sempre presenti"

Differenti per generazione, linguaggi e approcci, daranno vita, attraverso le loro opere, a un percorso espositivo diffuso che intreccia architetture storiche, spazi urbani e visioni contemporanee. I loro lavori – alcuni dei quali inediti e pensati appositamente per i luoghi della città – restituiscono una pluralità di pratiche, materiali e medium. Si passa dalle sculture realizzate con resine, cavi, antenne e componenti industriali a interventi che impiegano elementi inconsueti come il paracetamolo; dai video alle installazioni ambientali, fino a performance e dispositivi partecipativi che attivano il coinvolgimento diretto del pubblico. Una molteplicità di linguaggi che riflette la complessità della ricerca contemporanea, attraversata da temi legati alla trasformazione, alla condizione umana e a scenari sospesi tra visioni apocalittiche e possibilità di rigenerazione. 

Come anticipato, per la prima volta entra nel programma di Cremona Contemporanea un maestro storico dell'arte italianaGio' Pomodoro. Tre luoghi simbolici della città – Palazzo Del Comune, Palazzo Vescovile, ⁠Politecnico di Milano - Polo territoriale di Cremona – ospiteranno una selezione dei suoi lavori realizzati tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta in fibra di vetro e poliestere. Una selezione accurata di lavori che mette in evidenza una fase cruciale della sua ricerca, in cui il rapporto tra spazio, movimento e materia si traduce in forme dinamiche, segnate da concavità, tagli e tensioni plastiche. L'utilizzo di materiali innovativi per l'epoca, come la fibra di vetro, segna un momento di sperimentazione radicale, in dialogo con le pratiche contemporanee presenti in rassegna. 

Accanto alle sedi ormai consolidate – tra le quali Palazzo del Comune, RobolottiSei, Palazzo Fodri, FasArchitetti e Palazzo Raimondi – la rassegna amplia e rinnova il proprio percorso diffuso coinvolgendo l'intera città e includendo spazi finora inesplorati, molti dei quali aperti al pubblico per la prima volta o riaperti eccezionalmente dopo anni di chiusura. Tra questi: un bunker, il monastero abbandonato del Corpus Domini, un teatro nascosto, il Palazzo Vescovile e diversi luoghi sacri, come la Cattedrale di Santa Maria Assunta, l'ex Chiesa di San Benedetto e la Chiesa dei Santi Marcellino e Pietro, oltre al Palazzo Stanga Trecco e al Politecnico di Milano – Polo territoriale di Cremona.

Luoghi inediti che invitano a riscoprire la città attraverso una geografia inattesa, offrendo nuove chiavi di lettura del tessuto urbano e rafforzando il legame tra arte e territorio.

"Personalmente non sono un intenditore di arte contemporanea,  però il bello è che a Cremona un giorno puoi vedere la mostra di Boccaccino, un'altra volta del Malosso, ma anche una rassegna di arte contemporanea. - ha aggiunto Cesare Macconi, ex presidente della Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona, sponsor e partner di Cremona Conteporanea- Tutto ciò ci aiuta a riconoscere il bello là dove c'è, camminando tra palazzo antico e edificio moderno, con la possibilità di scoprire zone e luoghi che anche chi vive da sempre a Cremona spesso non conosce o non ha mai visto".

"Comunità e incontri sono due parole chiave -ha aggiunto Eleonora Santin- Cremona Contemporanea nasce x fare conoscere luoghi sconosciuti e creare una comunità di arte contemporanea, che si è rimpolpata di anno in anno e prorpio grazie a queste relazioni si costruiscono progetti di qualità. Dobbiamo ringraziare tutto lo staff, i referenti dei luoghi, i privati, i numerosi volontari e tutti i sostenitori che hanno permesso la realizzazione del progetto".

Inoltre, come di consueto, il programma della rassegna sarà arricchito dai progetti Faville con appuntamenti aperti al pubblico - tra mostre, talk, iniziative editoriali, installazioni partecipative e performance - pensati per ampliare e attivare il percorso espositivo principale attraverso interventi sperimentali, nuove collaborazioni e formati ibridi. Tra gli appuntamenti - ormai consolidati - BAR Cremona di Giorgio Galotti, con gli interventi degli artisti Diego Perrone e Daniele Milvio, che si rivede a Cremona dopo la sua partecipazione alla rassegna nell'edizione 2024. Dopo aver partecipato insieme ad una residenza in Puglia, Flavio Favelli, Agata Ferrari Bravo e Thomas Michael Saccuman si confrontano con Cremona Contemporanea presentando nuove opere. Di rilievo all'interno del programma, la mostra collettiva dedicata alle Accademie Italiane: dopo la collaborazione con NABA e l'Accademia di Brera di Milano, quest'anno sarà il Politecnico delle Arti di Bergamo a presentare un progetto espositivo di studenti ed ex studenti nelle sedi di Palazzo Fodri e della Galleria PQV, a cura di Nicola Ricciardi. 

A quattro anni dal suo avvio, Cremona Contemporanea registra una crescente partecipazione della città e delle realtà del territorio, che contribuiscono con eventi e mostre autonome, ampliando ulteriormente il calendario di appuntamenti che accompagna la rassegna. Istituzioni, gallerie, negozi ed altre attività locali entrano a far parte del palinsesto attraverso la sezione dedicata Progetti OFF, attiva da due anni. L'iniziativa si conferma così un'occasione collettiva di crescita condivisa, valorizzazione culturale e di dialogo con il contemporaneo.

Foto Francesco Sessa Ventura

Michela Garatti


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