29 maggio 2026

Sicurezza reale e percepita, il punto del Prefetto con i 45 sindaci del cremonese

Giovedì mattina si è tenuta presso la sede municipale di Cremona una seduta del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica cui hanno preso parte tutti i Sindaci dell'area cremonese.

La definizione di politiche della sicurezza, che, alla luce delle direttive generali, ha costantemente tenuto insieme il quadro delle esigenze complessive del territorio provinciale, ha indotto il Prefetto a focalizzare l'attenzione sulle tre aree omogenee che lo connotano.

Per questo, dei 45 Sindaci dei Comuni che la compongono, invitati a partecipare all’incontro odierno, i presenti hanno compiuto una disamina congiunta delle questioni di rispettivo e comune maggiore interesse sotto il profilo della sicurezza reale e percepita, oltre che della safety nei locali di pubblico trattenimento e in occasione delle manifestazioni più frequentate.

Ciò analogamente a quanto avvenuto lo scorso 21 maggio a Casalmaggiore per l'area del casalasco e lo scorso 19 maggio a Crema per quella cremasca.

In questo contesto, il Prefetto ha innanzitutto ha ricordato la proposta, formulata fin dall’assunzione delle funzioni alla luce della rilevanza delle questioni d’interesse nella zona considerata, di giungere a un Patto per l’attuazione della sicurezza urbana, rivolto all’intera area cremonese. 

In questo modo, qualora - come avvenuto per l’area omogenea cremasca - si riuscisse a formalizzare l’adesione di tutti i Comuni al Patto, già sottoscritto dal Comune capoluogo, sarebbe possibile prefigurare più efficacemente strategie condivise tarate su di un territorio con una popolazione di oltre 150.000 abitanti, permettendo di guardare le questioni d'interesse in un'ottica di sistema territoriale e non solo osservando la singola criticità locale, definendo una best practice di coordinamento interistituzionale.

Ottica, questa, particolarmente rilevante anche in funzione della predisposizione di un sistema a maglie sempre più definite che consenta di elevare ancor più i livelli della sicurezza reale, pure sulla scorta dell’esperienza cremasca che sta positivamente sperimentando un efficace sistema di varchi e di videosorveglianza all'avanguardia tarato sull’area omogenea.

In attesa di poter fornire i dati relativi all'annualità 2025 rispetto a quella precedente, allorquando gli stessi saranno consolidati, l'osservazione del trend dei reati nell'area cremonese, che appare comunque collocarsi in un contesto di sostanziale stabilità complessiva, mostra chiaramente l'efficacia dell'azione di controllo del territorio messa in campo, anche rivolta a contrastare un registrato e crescente senso d’insicurezza, alimentato anche da comportamenti denotanti inciviltà e per questo particolarmente sofferti dalla cittadinanza. Sempre, in quest’ottica, peraltro, su indicazione del Prefetto, alcuni Comuni dell’area, tra cui il Comune capoluogo, hanno inserito, da dicembre 2024, nei rispettivi Regolamenti comunali di polizia urbana ben definiti comportamenti da ritenere vietati in “zone particolarmente sensibili”. In tali aree, specificamente individuate, a seguito degli appositi incontri tecnici in Questura, sono stati attuati mirati servizi coordinati interforze.

Il Prefetto ha rappresentato l’esigenza di prevedere, fin da subito e per l’intero periodo estivo, l’attuazione di servizi ad elevata visibilità delle Forze di Polizia, con particolare intensificazione nei giorni festivi e nei fine settimana. Tali servizi, anche a carattere interforze e con modalità operative coordinate, saranno diretti anche a rafforzare l’azione di prevenzione e contrasto all’abuso di alcol e di sostanze stupefacenti. Tali fenomeni, infatti, oltre a rappresentare un rilevante fattore di rischio per la sicurezza della circolazione stradale, risultano frequentemente all’origine di comportamenti incivili e, in taluni casi, integranti specifiche fattispecie di reato, in particolare risse, rendendo pertanto necessario un presidio costante e visibile sul territorio.

In questo contesto, è stata dibattuta ed esaminata la possibilità di adottare appositi provvedimenti di divieto di somministrazione e consumo di bevande alcoliche in contenitori di vetro o in lattina sulla pubblica via, in occasione di giornate o eventi particolari. Ciò al fine di scongiurare il pericolo che l’eventuale abuso di sostanze alcoliche possa dare origine a risse o ad altre fattispecie delittuose, poste in essere da persone in stato di alterazione.

Il Presidente dell'Amministrazione Provinciale, nel condividere la strategia territoriale immaginata dal Prefetto, ha in particolare apprezzato l'intendimento di tenere almeno semestralmente una seduta del CPOSP in uno dei Comuni dell'area omogenea.

Il Comitato ha mostrato di apprezzare molto l'iniziativa del Prefetto, del resto fin dal primo momento condivisa con tutti i Sindaci interessati.

Essa rappresenta infatti un concreto segno di attenzione per realtà territoriali, in alcuni casi anche di non piccole dimensioni, che possono vedere in una sinergia delle iniziative di prevenzione, definite avendo ad oggetto l'intera zona cremonese, uno strumento essenziale non solo per considerare questioni locali di rilievo ma anche per cogliere sul nascere eventuali problematiche nuove o di rilievo comune.

Al riguardo, su richiesta del Prefetto, si è convenuto che i servizi delle Polizie Locali siano periodicamente condivisi con la Questura e il Comando Provinciale dei Carabinieri.

Ciò allo scopo di consentire il miglior presidio di una sicurezza stradale che deve essere curata con particolare attenzione, anche attraverso una efficace azione di coordinamento della Polizia Stradale che contenga al massimo l'impiego di pattuglie dei Carabinieri per la rilevazione d'incidenti o comunque per interventi che così distolgono dalla prevenzione di reati che maggiormente preoccupano la gente, come i furti in appartamento.

Un sistema articolato su tre livelli concentrici di controllo (quello ordinario discendente da un apposito Piano coordinato definito in Prefettura, quelli mirati nelle zone particolarmente sensibili disposti con apposita ordinanza del Questore, per il momento solo a Cremona e Soresina in attesa che eventuali altri Comuni le individuino con il richiamato Regolamento di Polizia Locale e quelli straordinari definiti autonomamente dalla singola Forza di Polizia) cui, a fronte di quanto annunciato dal Prefetto, se ne aggiungerà un ulteriore, costituito da attività interforze in zone omogenee dell'area cremonese a fronte della disamina dei dati relativi alle fattispecie delittuose più temute, in particolare i furti in appartamento e presso le aziende del territorio.

Ciò non trascurando lo stretto collegamento, in un'ottica di sicurezza integrata, con i servizi di vigilanza privata che, alla luce del protocollo emblematicamente chiamato “Mille occhi sulla città”, in diverse occasioni hanno prontamente segnalato alle centrali operative delle Forze di Polizia situazioni sospette, favorendo l’immediata attivazione del dispositivo operativo da approntare sulle strade.

“La situazione generale non desta allarme, anche se l'impegno delle Forze di Polizia, che ringrazio per lo spirito sempre pronto e una professionalità largamente riconosciuta, è massimo, così da accrescere la sicurezza complessiva, anche sotto il profilo della percezione, nei territori considerati” ha dichiarato il Prefetto Giannelli.

“Allo scopo”, ha continuato il Prefetto, “l'invito è quello di contattare subito il 112 quando si noti qualsiasi cosa di sospetto. In questo modo sarà maggiormente possibile intervenire su reati, come i furti in appartamento, che si connotano per tempi di realizzazione molto rapidi ma che, usualmente, vengono preparati dai malviventi con sopralluoghi nelle zone scelte per compiere poi i colpi”.

Il Presidente Mariani, da parte sua, ha dichiarato: “La sicurezza è un tema che richiede una visione territoriale ampia e una risposta coordinata tra tutti i livelli istituzionali. Per questo considero particolarmente positiva la scelta del Prefetto di coinvolgere i Sindaci delle aree omogenee in un confronto strutturato e periodico, capace di leggere i bisogni reali delle comunità e di costruire strategie. Anche il territorio cremonese, con le sue specificità, dimostra quanto sia importante fare rete tra amministrazioni locali, Forze dell’Ordine e istituzioni, non solo per affrontare le criticità esistenti ma anche per prevenire quelle future. La sicurezza dei cittadini passa certamente attraverso il presidio del territorio, ma anche attraverso strumenti di coordinamento, prevenzione e ascolto costante delle amministrazioni locali, che rappresentano il primo punto di riferimento delle comunità”.

“Tavoli di confronto periodici e strutturati come questo - ha dichiarato il Sindaco Virgilio - hanno dimostrato, nel tempo, di essere strumenti fondamentali per trasformare situazioni emergenziali in un’azione strategica, coordinata e preventiva sul tema della sicurezza. In questo percorso il ruolo dei sindaci è essenziale: da un lato rappresentano le antenne del territorio, capaci di cogliere esigenze, criticità e segnali provenienti dalle comunità locali; dall’altro svolgono una funzione di raccordo e collaborazione costante con le Forze dell’Ordine, contribuendo a rafforzare la capacità di presidio e tutela della sicurezza pubblica. Solo attraverso un lavoro condiviso, unitario e continuativo tra istituzioni, amministrazioni locali e autorità competenti è possibile costruire risposte efficaci, tempestive e vicine ai cittadini, consolidando un modello di sicurezza partecipata fondato sulla collaborazione e sulla conoscenza diretta del territorio.”

 


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commenti


Biagio

29 maggio 2026 07:44

​Il "Patto" della Sicurezza e il paradosso dei bilanci locali: se lo Stato arretra, la Costituzione non si cancella con un'ordinanza
​Le periodiche cronache dei tavoli istituzionali sulla "sicurezza integrata" tra rappresentanti del governo centrale e amministrazioni locali potrebbero ricordare, metaforicamente, una cordata in alta montagna: se chi si trova in cima e deve guidare la salita allentasse la presa sulla fune, chiederebbe inevitabilmente a chi sta sotto uno sforzo supplementare per mantenere l'equilibrio di tutti.
​Nessuno metterebbe in discussione il dovere di leale collaborazione dei Sindaci, prime "antenne" sul territorio. Tuttavia, la solidarietà istituzionale non dovrebbe trasformarsi nello schermo dietro cui avallare un silenzioso disimpegno dello Stato centrale, delegando responsabilità proprie a enti che non disporrebbero né delle competenze giuridiche né dei mezzi economici per sostenerle.
​Il confine della Costituzione: la sicurezza è competenza statale
​Il dettato della Carta Costituzionale appare di una chiarezza cristallina. L’articolo 117, secondo comma, stabilisce che l’ordine pubblico e la sicurezza siano competenza esclusiva dello Stato. La legge fondamentale non sembrerebbe fare distinzioni tra reati di serie A e di serie B, né parrebbe autorizzare l'idea che lo Stato debba occuparsi solo di grandi furti, lasciando ai Comuni la gestione delle piazze movida.
​Qualora i fenomeni legati alla movida degenerassero in risse, aggressioni o spaccio, non si configurerebbe un semplice problema di "decoro", bensì una palese violazione dell'ordine pubblico. La tutela dell'incolumità dalle fattispecie di reato rientrerebbe interamente tra i doveri che il Ministero dell’Interno dovrebbe garantire mediante le Forze dell'Ordine nazionali (Polizia di Stato e Carabinieri), le uniche dotate di poteri di pubblica sicurezza. I Comuni, per legge, non disporrebbero di tali attribuzioni.
​L'ambiguità del "Decoro" e il paradosso economico (IRPEF contro IMU)
​Negli ultimi anni, tuttavia, i provvedimenti sulla "sicurezza urbana" avrebbero teso ad allargare il concetto di "decoro urbano" (pulizia e manutenzione), agganciandolo alla "sicurezza percepita". L'adozione di ordinanze anti-vetro e il conseguente impiego della Polizia Locale in presidi notturni potrebbero configurarsi come una forma di ordine pubblico indiretto, gravante su personale (istituito dalla Legge 65/1986) che non sempre godrebbe delle medesime tutele previdenziali e legali dei corpi nazionali.
​Se si volesse analizzare la questione sotto il profilo dell'equità fiscale, emergerebbe uno squilibrio:
​I cittadini verserebbero l'IRPEF allo Stato per ricevere in cambio la sicurezza pubblica contro ogni reato, sia esso un furto in azienda o una rissa sotto casa.
​I cittadini verserebbero l'IMU e le addizionali affinché il Comune garantisca servizi di prossimità: asili, manutenzione stradale e servizi sociali.
​Qualora i proventi dell'IMU dovessero essere stornati per finanziare videosorveglianze o straordinari della Polizia Locale per coprire carenze d'organico statali, il meccanismo fiscale potrebbe dirsi alterato. Se l'autorità centrale ritenesse di non poter più adempiere autonomamente alla sicurezza, l'onestà intellettuale imporrebbe forse di rivedere l'assetto costituzionale e la compartecipazione all'IRPEF, lasciando quote di tasse erariali ai Comuni. In caso contrario, si rischierebbe di chiedere ai Sindaci di farsi carico di criticità statali a costo zero per Roma, ma a spese dei bilanci locali.
​La tecnologia non sostituisce l'uomo
​I sistemi di videosorveglianza avanzata, pur essendo ottimi strumenti di indagine ex post, necessiterebbero pur sempre di un riscontro operativo. Se sul territorio venisse a mancare la presenza fisica e coordinata delle pattuglie dello Stato pronte a intervenire, la tecnologia rischierebbe di limitarsi a documentare l'illecito senza prevenirlo.
​Un potenziamento stabile degli organici delle Forze dell'Ordine nazionali rimarrebbe l'unica risposta strutturale. Sarebbe auspicabile che le amministrazioni locali cooperassero mantenendo una vigile attenzione, affinché la sottoscrizione di patti territoriali non si traduca in una graduale accettazione di competenze improprie, lasciando i primi cittadini soli a gestire il complesso equilibrio tra le richieste di sicurezza e le risorse, sempre più esigue, dei bilanci comunali. Il sindaco,nella visione della carta costituzionale,viene eletto per amministrare un comune non per fare lo sceriffo Un saluto da Biagio

marco

29 maggio 2026 10:15

Credo che le "percezioni" dei cittadini esplicate con segnalazioni al Comune,lettere ai quotidiani cartacei e a Cremona Sera non vengano tenute in debita considerazione ma ampiamente sottovalutate con conseguente perdita di fiducia versono nostri amministratori.
La torre d'Avorio sta crollando ma pare non se ne accorgono.