29 giugno 2026

‘Palla in curva’ con Gianni Balzarini:”Giusto ripartire da Giampaolo e dai giovani. La Curva Sud è da Serie A e i tifosi sosterranno la squadra come sempre.”

Da anni è uno dei volti e delle voci più autorevoli e stimati nel raccontare le vicissitudini quotidiane della Juventus, capace di raccontare il calcio con competenza, equilibrio e passione autentica. È diventato per antonomasia il punto di riferimento dei tifosi bianconeri attraverso anni di copertura ravvicinata del club: conferenze stampa, retroscena, analisi tattiche e mercato, attraverso i media e il suo canale YouTube, lo hanno consacrato come uno dei cronisti più importanti del panorama nazionale.

Ma appena gli impegni lo consentono, Gianni torna volentieri là dove è nata la sua passione — ancor prima che la sua professione — sempre, come tiene a sottolineare, con la sciarpa al collo sui gradoni della Curva Sud dello Zini, da dove poteva ammirare e tifare il suo grande amico Gianluca Vialli, cresciuti assieme all’Oratorio di Cristo Re, e che successivamente, da giornalista sportivo, avrebbe ritrovato proprio a Torino.

Con Gianni Balzarini ci eravamo sentiti lo scorso febbraio (leggi qui)  per fare il punto sulla stagione grigiorossa, commentando la pesante sconfitta allo Stadium contro la Juventus. Non potevamo ancora saperlo, ma eravamo "all'inizio della fine" del sogno salvezza. Ne è scaturita una disamina senza sconti, condotta con la franchezza di chi il calcio lo conosce nei dettagli tecnici e tattici, ma anche con il dolore di chi quella maglia se la porta idealmente sempre addosso.

Ciao Gianni. Prima di parlare del futuro della Cremonese, mi sembra doveroso cercare di capire quello che è accaduto dopo il crollo allo Stadium contro la Juventus. Come si spiega una caduta così netta?

"Penso che sia una delle retrocessioni più clamorose della storia della Serie A, se non la più clamorosa in assoluto. Ci deve essere stato qualche evento o qualche motivo scatenante, perché si è trattata di un'inversione di tendenza troppo netta — e non solo dal punto di vista dei risultati, ma in ciò che un risultato lo costruisce: l'atteggiamento. Avevamo lasciato una squadra propositiva e ci siamo ritrovati improvvisamente una squadra piena di paure."

C'è una partita in particolare che identifica come il punto di non ritorno?

"Per me la partita della svolta negativa è quella di Firenze. Un avversario che in quel momento attraversava una grande difficoltà, sette punti contro i ventuno della Cremonese e che era completamente in balia delle proprie paure. Una squadra che è stata rivitalizzata da una Cremonese che ha rinunciato a provare a vincere quella partita. E non solo non la vinci: la perdi, commettendo un'ingenuità a tre minuti dalla fine un pallone che rimbalza sullo stinco di Kean e va dentro. Lì, probabilmente, si è capito che la stagione della Cremonese poteva virare definitivamente verso il negativo."

C'è chi parla di sfortuna e di qualche torto arbitrale…

"Mettiamoci pure quell'errore incredibile di Vandeputte all'ultimo secondo contro il Cagliari, ci sta di farsi recuperare da 2-0 a 2-2, ma sbagliare un gol così all'ultimo secondo non sta né in cielo né in terra. Aggiungici il rigore non dato col Torino, quello non dato a Lecce, e l'incrocio dei pali di Bonazzoli contro il Genoa all'ultimo secondo. Sì, ok. Ma io non credo alla sfiga, perché la fortuna e la sfiga te le vai a cercare. Era cambiato qualcosa nell'atteggiamento: la Cremo non si è più vista."

Giocatori di esperienza, ma anche tanti giovani ambiziosi: quanto ha pesato questo mix sulla tenuta dello spogliatoio?

"Avevo già storto il naso, in periodi non sospetti, quando Bondo si presentò alla Cremonese dicendo: 'Il mio desiderio è tornare al Milan alla fine di quest'anno'. Mi vien da pensare che non avesse capito niente di come funziona. Prima di tutto devi dire: 'Io voglio rimanere in Serie A con la Cremonese'; poi, alla fine, Milan e Cremonese si metteranno d'accordo. Quando prendi tanti giocatori in prestito come ha fatto la Cremo, anche giovani ambiziosi, nel momento in cui le cose vanno male, cominciano a tirare indietro la gamba e magari già dicono ai loro procuratori: 'Guarda che io in Serie B non ci sto, trovami un'altra squadra'."

C'era un modello alternativo per costruire una squadra capace di lottare per la salvezza?

"Avrei preferito affrontare la Serie A confermando buona parte del blocco con cui ci si era arrivati: giocatori che sapevano cosa volesse dire lottare per conquistare un traguardo con fatica e sudore, un gruppo legato alla maglia grigiorossa, inserendo giocatori esperti e anche giovani, ma di proprietà, per farli diventare centrali nel progetto. So che è difficile, specialmente con i giovani italiani, perché costano molto di più degli stranieri. Ma se non crei una base che valorizzi lo spirito di appartenenza con magari qualche elemento del settore giovanile, non vai da nessuna parte. Ti illudi, ma quando è il momento di mettere in campo l'anima, l'anima non c'è."

Un nome su tutti che ha incarnato quella mentalità fino in fondo, anche quest'anno?

"Due su tutti. Il giocatore che ha corso di più, anche nell'ultima parte di stagione dopo aver saltato parecchie partite per infortunio, è stato Vardy: un trentanovenne che sa come si fa, che sa calarsi in certe situazioni e che ha fatto tanti sacrifici per arrivare dove è arrivato. E poi Bonazzoli: un giocatore che a Cremona ha vissuto momenti di difficoltà, ma che ha dato tutto nel momento del bisogno. Poi, quando lo vedo segnare con la Lazio il gol del vantaggio e nessuno va ad abbracciarlo, faccio tante considerazioni nella mia testa…"

Ha citato le dinamiche di spogliatoio. C'è un caso emblematico in questo senso: quello di Luperto. Cosa è andato storto?

"Uno dei tanti. A me risulta che lui a Cagliari sia stato obbligato per ragioni economiche e che non si sarebbe mai mosso da quella piazza importante, dove stava bene e dove avrebbe raggiunto la salvezza. Non è una colpa sua, non gliene faccio una colpa. Ma a Cremona non si è espresso al suo livello e ora non credo che abbracci volentieri il progetto Cremonese in Serie B."

Veniamo alla Cremonese di adesso e alla svolta verso una rosa di giovani economicamente più sostenibile.

"Sono d'accordo. È giusto tenere in considerazione Stuckler, che a Vicenza ha fatto molto bene, anche se per ora ha disputato solo una stagione in Serie C. Ma la Cremonese ha anche altri giocatori interessanti, come Tessadri, che ha esordito contro il Como. Giovani di cui si parla bene: è giusto valorizzarli e costruire su di loro anche importanti plusvalenze. Questo permette di evitare certi errori, come Moumbagna, arrivato a Cremona più per l'abilità del procuratore che per altro. Era impensabile che, dopo una stagione ferma per infortunio e con il fisico che si ritrova, riuscisse a giocare con continuità. Piuttosto mi sarei tenuto De Luca."

Questa scelta però porterà quasi sicuramente ad una stagione di transizione.

"Esatto. Se punti sui giovani, devi mettere in preventivo almeno una stagione di transizione, in cui sarà difficile puntare a tornare subito in Serie A. Non deve diventare un'ossessione, ma questo non significa rinunciare a lottare. Sono convinto che i tifosi grigiorossi lo capirebbero: Cremona è una piazza che non ha mai fatto drammi di fronte a stagioni deludenti e quest'ultima lo è stata in modo particolare , ma nonostante tutto ha sostenuto la squadra fino alla fine, dimostrando di avere una tifoseria, e soprattutto una Curva da Serie A."

E se potessi scegliere un paio di giocatori da tenere in rosa?

"Se devo fare un sacrificio, lo faccio per Bonazzoli: ci ha messo l'anima fino in fondo, è un ragazzo generoso, e non a caso è stato il miglior marcatore italiano della Serie A. Barbieri mi piace tantissimo, è di proprietà della Cremonese, ha avuto un buon inizio di stagione poi ha subito un brusco calo. Me lo ricordo a Bologna, dove in fascia era incontenibile, sembrava Roberto Carlos. Poi, se arriva un'offerta importante, è difficile trattenerlo. Terrei anche Payero, perché in Serie B può fare la differenza, e Audero, che seguo da tempo per via del suo passato alla Juventus. Credo però che la cosa più importante sia fare pulizia da chi non vuole restare in Serie B, e su questo ritengo che il direttore sportivo e la società abbiano le idee molto chiare."

La società ha confermato Giampaolo. Condividi la scelta?

"Sono d'accordo. Giampaolo è un insegnante di calcio. Non ha funzionato nel momento in cui è stato chiamato a sostituire Nicola, che aveva una filosofia di calcio diversa e per cui si era costruita la squadra forse in quel frangente sarebbe servito più un allenatore come Iachini, capace soprattutto di mettere ordine nello spogliatoio prima ancora che in campo. Giampaolo è un 'giochista' che avrà modo e tempo per costruire e plasmare la sua Cremonese. Ha già dimostrato in altre piazze di saper fare questo lavoro."

Cosa salviamo della passata stagione?

"La Curva Sud, che è sempre stata fantastica quest'anno, ma lo è da anni. Non lo dico perché ne facevo parte da ragazzo, ma perché ho potuto constatare di persona la differenza tra l'attaccamento della curva della Cremonese e quello di altre curve, anche in piazze di Serie A meno calde di quanto si respirasse a Cremona. Quando sono venuto allo Zini non per lavoro, ma per vedere la Cremo con mio figlio, mi sono sempre immerso in un modo di vivere la partita e di sostenere che dall'altra parte semplicemente non esiste."

Al netto di tutti questi discorsi, quale credi sia l’obiettivo principale per la prossima stagione?

"Evitare il doppio salto all'indietro, perché sarebbe l'inferno: abbiamo visto molte realtà non prendere sul serio questo pericolo e trovarcisi dentro a fare i conti. Cremona è una piazza paziente, che non ha mai chiesto la luna e che saprà sostenere la squadra come ha sempre fatto. Si deve ripartire dai tifosi, dalla loro passione: senza di loro, il calcio non esisterebbe."

Risposta scontata, ma non posso esimermi dal chiedertelo. Tornerai con tuo figlio in Curva Sud allo Zini la prossima stagione?

"Certo. La Juve giocherà spesso di lunedì, facendo l'Europa League, e quindi potrò mettermi al collo la sciarpa grigiorossa più spesso e tornare in Curva Sud a sostenere la Cremonese e sperum!”

Ringrazio Gianni Balzarini per la disponibilità, sopratutto perché, attraverso la sua professionalità, sa trasmettere e condividere con tutti i tifosi grigiorossi, la sua grande passione per la nostra Cremonese.

Daniele Gazzaniga


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