La Forgia Ceo della Vhit di Offanengo: "Innovare per essere competitivi. Fondamentale guardare ai Robots, con Fame di futuro"
"Oltre l'effetto WoW.
A farli danzare ci arriviamo più o meno facilmente.
I prossimi steps riguarderanno le capacità di sviluppo di autonomia.
Non è un percorso semplice ma lo sviluppo e l'addestramento dei Robots e' un campo che offre possibilità, anche a imprese non necessariamente di grandi dimensioni, di trovare una propria collocazione.
Il campo di gioco è ampio, conviene guardarci".
Così ha postato via social, Corrado La Forgia, vicepresidente di Federmeccanica e creativo general manager della Vhit di Offanengo, storica azienda della componentistica automotive, dinamica e sul pezzo, nel credere, da tempo, nel digitale e nell'intelligenza artificiale. Già muoversi in tal senso è la strada migliore, per La Forgia, come riporta il sito industriaitaliana.it, per recuperare redditività, ottenere un miglior ritorno sul capitale investito e interpretare al meglio presente e futuro nel mondo del lavoro. Inevitabilmente quindi, la realtà industriale italiana guidata dall'ingegner La Forgia ha investito, investe e investirà, sempre più nell'IA e nellarobotica. E non a caso, beh è nata la divisione Vhit Robotics: www.vhitrobotics.com: sezione creata per portare nel mercato italiano la tecnologia dei robot di servizio e sviluppare componenti robotici ad alte prestazioni con l'ausilio dell'intelligenza artificiale, unendo l'esperienza acquisita nel settore automotive con l'innovazione nel campo della robotica collaborativa e autonoma. Questo, nel merito, il pensiero del manager, autore, tra le altre cose, insieme ad altri professionisti nel campo, del Manifesto Italiano per l'Intelligenza Artificiale raccolto appunto da Industria Italiana:"L'IA si sta affermando come uno dei fattori tecnologici più trasformativi per il mondo industriale e dell'automotive, aprendo prospettive per una rinnovata competitività in termini di organizzazione della conoscenza, l'efficienza dei processi e la valorizzazione. Il futuro è la robotica umanoide. Sono convinto che possa avere un impatto significativo, nel manifatturiero così come in altri settori. Sono soluzioni su cui presto ci misureremo per creare nuova produttività al nostro interno e per sviluppare soluzioni all'esterno, anche in altri segmenti. Le competenze e know how che abbiamo acquisito nella digitalizzazione di fabbrica e nell'intelligenza artificiale applicata ai processi industriali rappresentano un vantaggio competitivo che possiamo ora proporre all'esterno come servizio autonomo". Ah... restando in tema di visione, motivazioni, strategie future e ... filosofia industriale, via social, recentemente, l'ingegner Corrado La Forgia ha postato quanto segue: "Più che paura del futuro bisogna avere Fame. Fame di migliorarsi, innovare, inventare e reinventare. Ci eravamo dati l'obiettivo (tostissimo) di sviluppare ulteriormente i nuovi giunti per robots Umanoidi entro il 2025 e prima dello scorso 25 dicembre, ci siamo fatti il regalo di Natale. Stiamo creando qualcosa che altri giunti non hanno. E lo facciamo perché abbiamo Fame".Dulcis in fundo, reduce da una trasferta di lavoro romana, così, via social ha postato l'ingegner La Forgia: "Cosa ci serve. Una cosa importante è emersa con forza nel dibattito a seguito della pubblicazione della ricerca Osservatorio TEA sullo stato dell'automotive presso il MIMT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) mercoledì 28 gennaio ed è che l'innovazione di prodotto e di processo sono necessarie a prescindere dalla motorizzazione elettrica o a combustione o ibrida. L'innovazione serve a guadagnare competitività.
Nota dolentissima: molte aziende considerano nullo l'impatto della IA sulle performances aziendali. La cultura del dato deve fare ancora tanta strada".
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