27 febbraio 2026

Manuel Gimari e la moglie Alessandra hanno riacceso la luce dello storico ristorante "L'Arsenale" di Cavenago d'Adda. E non inseguono recensioni, ma coerenza: Chapeau!

"Non inseguiamo recensioni. Inseguiamo coerenza. 

Bollito misto di gallina, cotechino, lingua e biancostato servito con purè di patate, salsa verde e maionese alla senape".

Così postò via social, Manuel Gimari, Oste Dandy d'Italia, lodigiano di nascita, cremasco (di Montodine) d'adozione e, patron, dello storico ristorante "L'Arsenale" di Cavenago d'Adda. A proposito, ecco come descrivono, sul portale "Il Golosario", il locale lodigiano, rinato a nuova vita: "Una bella notizia. In Lombardia, in quella provincia di Lodi dove, chissà perché, le tavole di valore sono rare, ha riaperto un locale che era entrato nel cuore dei golosi, ma, ahinoi, aveva poi chiuso. È l'Arsenale di Cavenago d'Adda, che abbiamo scoperto aver riacceso i fornelli, grazie alla preziosa segnalazione di Giacomo Verdelli, fuoriclasse della ristorazione che ha la colleganza nel sangue, che nel segnalarci la riapertura ci aveva anche anticipato i nomi dei nuovi titolari, che sono Manuel Gimari, spirito dell'oste che amiamo noi, tutto passione e competenza, e sua moglie Alessandra, che illumina la sala con il suo garbo e la sua attenzione verso gli ospiti. L'ambiente è di grande fascino, con le volte altissime, le travi in legno, i pavimenti in cotto, i tavoli ben distanziati, il grande camino in fondo alla sala sulla sinistra, e centinaia di bottiglie in esposizione, ad anticipare uno dei must del ristorante, la cantina, che Manuel ha costruito con un formidabile lavoro di ricerca, il cui esito è una selezione senza eguali (come documentato dal quaderno - carta dei vini da lui scritto a mano), con etichette di piccoli-formidabili vignaioli in alcuni casi introvabili, nostri rari Top Hundred e largo spazio al naturale, per chi ama bere bene vale il viaggio. Ai fornelli tre cuochi, un triumvirato che si muove con buona intesa tenendo saldo il legame con la tradizione, ma con piatti che aprono a una visione contemporanea di alcune delle ricette più amate della cucina italiana, una filosofia di cui vi diranno già antipasti come la battuta di cavallo, tighe, maionese al levistico ed estratto di prezzemolo o il carciofo fritto, salsa alla panna, bagna cauda e limone".


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