Innovation Workshop On The Road. Fondazione LGH/Gruppo A2A accelera lo sviluppo sostenibile e la sinergia tra ricerca, impresa e territori
In un momento storico segnato da cambiamenti profondi a livello ambientale, economico e sociale, la vera sfida è riuscire a innovare insieme, costruendo ponti tra ricerca, impresa e territorio. Ma come è possibile favorire la nascita di progetti che uniscano una visione di lungo periodo a risultati concreti, riducendo le frammentazioni e promuovendo convergenze tra i diversi attori dell’innovazione?
Fondazione LGH/Gruppo A2A si pone proprio questo obiettivo: accompagnare e facilitare percorsi che generino valore autentico per la comunità, attraverso un approccio collaborativo e strategico.
Se ne è parlato oggi a Cremona, presso la Sala dei Quadri del Palazzo Comunale, all’ultima tappa dell’Innovation Workshop On The Road promosso dalla Fondazione, un appuntamento fondamentale per alimentare il dialogo e la collaborazione nei territori in cui opera, segnando una tappa chiave nel suo percorso di crescita condivisa.
L’obiettivo è potenziare l’impatto degli interventi per favorire l’innovazione e lo sviluppo sostenibile, con particolare attenzione al territorio Cremonese e a tutto il Sud della Lombardia.
Nata nel 2021 con la mission di promuovere e sostenere progetti di ricerca ed innovazione capaci di generare benefici ambientali, economici e sociali, la Fondazione ha condotto recentemente una riflessione strategica sulle proprie priorità di finanziamento, con l’obiettivo di renderle sempre più in sintonia con le esigenze dei territori, le vocazioni locali e le filiere produttive di riferimento.
Andrea Virgilio, Sindaco di Cremona, insieme a Giorgio Bontempi, Presidente di Fondazione LGH, ed Andrea Guarneri, Consigliere della Fondazione, hanno aperto i lavori illustrando la visione e la strategia della Fondazione LGH: un approccio trasparente, orientato a obiettivi concreti e misurabili e sostenibile nel lungo termine, pensato per massimizzare l’impatto dei contributi nei territori. La missione della Fondazione è quella di generare effetti positivi sulla comunità, favorendo l’attrazione di investimenti, la creazione di nuovi posti di lavoro e la crescita del territorio.
Anna Villari, Segretario Generale di Fondazione LGH, ha presentato il profilo e i risultati della Fondazione, mentre Martina Monaco, Responsabile Innovazione e Progetti Scientifici, ha illustrato i risultati emersi dai tavoli di lavoro dell’Innovation Workshop, promosso da Fondazione LGH in collaborazione TEHA-The European House of Ambrosetti, che ha coinvolto il 5 marzo scorso a Rovato in Franciacorta un gruppo qualificato di esperti di settore.
Dagli spunti emersi dall’Innovation Workshop e dall’analisi approfondita del contesto locale, nazionale e internazionale dell’innovazione condotta negli scorsi mesi, sono state definite le nuove sei direttrici strategiche di Fondazione LGH: ambiti tematici prioritari attraverso cui la Fondazione orienterà le proprie attività e i propri finanziamenti a sostegno della ricerca scientifica, dello sviluppo sperimentale e dell’innovazione.
Le prime quattro direttrici identificano le principali traiettorie di innovazione per le filiere produttive: economia circolare e bio-based, con attenzione alla valorizzazione degli scarti, dei sottoprodotti e delle biomasse; digitalizzazione e tecnologie abilitanti, per favorire l’adozione di dati, sensoristica, intelligenza artificiale e strumenti di supporto alle decisioni; gestione sostenibile delle risorse naturali e biodiversità, con focus su suolo, acqua, input produttivi, capitale naturale e pratiche agricole più resilienti; transizione energetica, decarbonizzazione ed energia verde, orientata all’efficienza energetica, alla riduzione degli impatti e alla valorizzazione delle bioenergie.
A queste si affiancano due direttrici trasversali: cultura del talento, dedicata allo sviluppo di competenze, formazione e capitale umano qualificato, ed ecosistemi dell’innovazione, finalizzata a rafforzare la collaborazione tra università, centri di ricerca, imprese, startup, associazioni di categoria e soggetti istituzionali.
La Fondazione guarda prioritariamente alla filiera agroalimentare nella sua articolazione concreta, ovvero agricoltura, zootecnia e trasformazione alimentare, riconoscendo le specificità produttive, scientifiche e tecnologiche di ciascun comparto. In questo perimetro rientra anche il settore cosmetico, quando strettamente connesso alle filiere agroindustriali, ad esempio attraverso l’utilizzo di materie prime, sottoprodotti o ingredienti di origine agricola e alimentare.
“L’obiettivo, in questo contesto, è superare una visione puramente settoriale delle iniziative di innovazione, evitando che restino interventi isolati o fine a sé stessi. Fondazione LGH intende promuovere un approccio ecosistemico, capace di leggere e valorizzare le interrelazioni tra filiere produttive, risorse naturali, infrastrutture, competenze scientifiche e capitale umano” – ha sottolineato Martina Monaco – “Vogliamo contribuire alla costruzione di un tessuto territoriale che innovi in modo stabile e collaborativo, generando nuove competenze, maggiore capacità progettuale e vantaggi competitivi per le filiere del Sud della Lombardia.”
Enti di ricerca, università, imprese e organizzazioni del territorio interessati a condividere progetti di ricerca o innovazione coerenti con gli ambiti di intervento della Fondazione, possono scrivere a info@fondazionelgh.it.
Il panel dedicato alle sfide e al futuro dell’innovazione sul territorio cremonese, “La digitalizzazione del settore primario come leva di innovazione e competitività per le filiere agricole”, ha rappresentato il fulcro scientifico dell’incontro, offrendo una riflessione sul ruolo strategico delle tecnologie digitali nell’evoluzione del comparto agricolo e agroalimentare.
Il confronto ha approfondito come strumenti digitali, dati, sensoristica, automazione e soluzioni innovative possano contribuire a rendere le filiere agricole più efficienti, sostenibili, competitive e resilienti, aiutandole ad affrontare con maggiore consapevolezza le sfide ambientali, produttive e tecnologiche dei prossimi anni.
A partire da esperienze e casi concreti, il dialogo ha coinvolto ricerca, impresa e protagonisti del territorio, mettendo in evidenza l’importanza di un approccio condiviso in cui conoscenza scientifica, applicazione operativa e innovazione digitale possano generare valore duraturo per il comparto, migliorando la qualità dei processi, la capacità decisionale e la competitività delle comunità locali.
In questo quadro si sono inseriti gli interventi di Gianni Ferretti, Prorettore del Polo territoriale di Cremona del Politecnico di Milano, Claudio Gandolfi, Docente Idraulica Agraria Università degli Studi di Milano e Presidente Digital Drop srl , Giorgio Rossi, Presidente MartinoRossi SpA – Underdrip ® Founder , che hanno offerto una lettura integrata del tema, sottolineando come la digitalizzazione possa tradursi in una leva concreta per innovare i modelli produttivi, rafforzare la sostenibilità e accrescere la competitività futura delle filiere agricole. Dai loro contributi è emersa con chiarezza la necessità di un impegno corale, capace di accompagnare il comparto verso soluzioni più evolute, responsabili e orientate al lungo periodo.
A seguire sono stati presentati anche alcuni progetti culturali e sociali sostenuti dalla Fondazione, come il “Monteverdi Festival” illustrato dal Sovrintendente e Direttore Artistico Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli di Cremona, Andrea Nocerino, e “Energia a Cremona”, presentato da Don Pierluigi Codazzi, Direttore Caritas Diocesana Cremonese. Quest’ultimo, promosso da Banco dell’energia di cui Fondazione LGH è co-fondatore, si pone l’obiettivo di aiutare le famiglie vulnerabili del territorio attraverso il pagamento diretto delle bollette energetiche.
Giorgio Bontempi, Presidente di Fondazione LGH, ha concluso l’incontro sottolineando che, a quattro anni dalla nascita, la Fondazione sta attraversando una fase di profondo cambiamento strategico. Nel corso del 2025, il ruolo dell’ente si è rafforzato nei territori del Sud Lombardia, dove la transizione energetica, la tutela dell’ambiente, la valorizzazione dell’agricoltura e la ricerca scientifica rappresentano pilastri fondamentali per lo sviluppo locale. La crescente varietà e il numero di progetti sostenuti testimoniano la volontà di promuovere iniziative innovative in grado di generare benefici tangibili e misurabili per imprese, comunità e ambiente. Il percorso di aggiornamento delle direttrici scientifiche consentirà di definire con maggiore precisione il perimetro tematico su cui focalizzare il sostegno ai progetti, mettendo al centro le filiere produttive, le vocazioni dei territori e i principali driver di innovazione individuati a livello nazionale ed europeo. Questo approccio permetterà alla Fondazione di operare con più efficacia, trasparenza e coerenza strategica. “Abbiamo scelto di investire in progetti che non solo portano innovazione, ma generano risultati concreti per il territorio e per le persone che lo vivono” - ha dichiarato Bontempi – “È fondamentale per noi guardare avanti, ascoltare le esigenze locali e favorire uno sviluppo sostenibile che valorizzi le risorse e le vocazioni del Sud Lombardia”.
"Cremona - dichiara il Sindaco Andrea Virgilio - ha tutte le caratteristiche per essere un laboratorio di innovazione sostenibile: un territorio con una forte vocazione agroalimentare, un sistema universitario e di ricerca di qualità, imprese capaci di innovare e istituzioni che credono nella collaborazione e fanno sistema.
Fondazione LGH rappresenta un partner strategico perché contribuisce a mettere in rete queste eccellenze, sostenendo progetti che producono benefici concreti per la comunità, favoriscono il trasferimento delle conoscenze e rafforzano la competitività del nostro territorio.
È proprio dalla capacità di fare sistema che possono nascere le risposte più efficaci alle grandi sfide della transizione ecologica, della digitalizzazione e dello sviluppo sostenibile.
Come Comune di Cremona continueremo a sostenere ogni percorso che valorizzi il capitale umano, la ricerca e l'innovazione come leve di crescita economica, sociale e ambientale".
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commenti
stefano ETN
9 luglio 2026 21:34
Proprio nessuno ha qualcosa da dire sul fatto che sul territorio esistano più fondazioni (private) che gestiscono montagne di denaro sostenendo discrezionalmente enti/progetti/iniziative culturali/feste di paese ecc., sostituendosi di fatto nel ruolo all'ente pubblico sempre più a corto di risorse? Ente pubblico che a quanto pare anzichè delimitare orgogliosamente il proprio territorio scodinzola plaudente intorno al mecenate per brillare almeno di luce riflessa.
(Una domanda: le affermazioni non virgolettate di chi sono? Chi è il giornalista che si assume la responsabilità di quanto apoditticamente sostenuto?)