Le impressionanti foto della secca del Po. L'agricoltura e l'allevamento in sofferenza. Fermata la centrale di Isola Serafini
Continua la sofferenza del Grande fiume e non sono i quaranta centimetri che ha guadagnato tra il fine settimana appena trascorso e oggi a cambiare le cose. Dopo aver toccato la quota record, tra venerdì e sabato, di 8 metri e 53 centimetri sotto lo zero idrometrico a Cremona, il Po è appunto risalito di qualche decina di centimetri, complici alcuni temporali che sabato hanno interessato il Piemonte e la chiusura temporanea della centrale idroelettrica di Isola Serafini. Ma questo leggero aumento di livello, che non può nemmeno essere definito come una “boccata d’ossigeno”, non deve neanche lontanamente far pensare alla possibilità che i problemi siano risolti.
Non lo sono e, anzi, sono sempre più importanti ed a rischio è, in particolare, l’immediato futuro della stagione irrigua in tutto il bacino fluviale. Il secondo fine settimana di luglio appena lasciato alle spalle è strato caratterizzato da temperature eccezionali e precipitazioni ancora ben al di sotto della media. Così si aggrava l’emergenza nelle campagne italiane, dove caldo e siccità stanno già compromettendo raccolti e allevamenti. È questo l’allarme lanciato da Coldiretti, che chiede un’accelerazione degli interventi per garantire la disponibilità di acqua a partire dai piani invasi con sistemi di pompaggio e sostenere le imprese agricole, sempre più esposte agli effetti dei cambiamenti climatici.
Le prime conseguenze si registrano nelle risaie, dove il deficit idrico e il caldo anomalo stanno mettendo a rischio la produzione. Se la situazione dovesse protrarsi, si teme un calo del raccolto fino al 30%, come già accaduto nel 2022. L’emergenza interessa anche i pascoli, dove in alcune aree si prevedono cali della produzione dei foraggi a doppia cifra. Soffrono inoltre mais, pomodoro, ortaggi e frutta, con le colture maggiormente esposte ai danni provocati dalle alte temperature e dalle scottature. Il caldo record pesa anche sugli allevamenti.
Lo stress termico ha già determinato un calo della produzione di latte fino al 20%, mentre aumenta il fabbisogno energetico delle aziende. Secondo Coldiretti, i costi energetici negli allevamenti sono cresciuti del 30% per mantenere in funzione impianti frigoriferi, ventilatori, nebulizzatori e sistemi di raffrescamento indispensabili per il benessere degli animali. Anche le imprese cerealicole e ortofrutticole devono fare i conti con l’aumento delle spese per l’irrigazione. La siccità determina un incremento dei costi compreso tra il 20% e il 25%, tra maggior consumo di acqua e gasolio necessario ad alimentare gli impianti, con conseguenze importanti sul piano economico sia per le aziende che, ovviamente, per i consumatori.
Ci sono stati, come già scritto, alcuni temporali che possono aver alleviato, forse, la sofferenza dei vegetali e del sottobosco, ma non hanno alcuna influenza sul riempimento delle falde idriche dei terreni, stante la troppa irruenza delle precipitazioni che tendono a scivolare a valle piuttosto che penetrare in profondità. Restando in tema di fiume Po è anche doveroso ricordare che l'Ispettorato di Porto di Aipo da dieci giorni esatti ha disposto la cauta navigazione a tutte le unità nautiche a motore nei tratti del fiume Po dal Ponte della Becca (PV) fino alla località Mortizza (PC) e da valle della Conca di Isola Serafini (PC) fino alla località Papozze (RO) a causa dell’attuale situazione di criticità idraulica e meteorica.
Eremita del Po
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