È tornato a risplendere l'arengario di Palazzo Comunale. Terminato l'intervento di completo restauro del manufatto architettonico
Dopo un intervento di restauro completo, torna a risplendere l'arengario posto sulla facciata principale di Palazzo Comunale, manufatto architettonico risalente al periodo medievale, successivamente rimaneggiato, interessato da un progressivo degrado materico e cromatico. Il restauro, affidato alla ditta Studio Restauro di Beni Culturali di Mariani Paolo & C di Crema, è stato realizzato nell'ambito delle opere volte alla valorizzazione di Palazzo Comunale.
L'arengario, assimilabile ai pulpiti e agli amboni delle antiche chiese, era il luogo da cui il podestà o il comandante militare comunicava ai cittadini nei momenti più importanti della vita comunitaria. Posizionato proprio di fronte alla facciata principale della Cattedrale in una sorta di spartizione fisica del potere temporale e di quello spirituale, versava in condizione critiche a causa di fattori naturali, chimici, fisici ma anche biologici che, nel corso del tempo, hanno degradato e alterato dal punto di vista cromatico i materiali, determinando anche la formazione di significative croste nere dovute alla trasformazione superficiale dei materiali lapidei e alla formazione di materiali di nuova formazione (le croste nere si creano a causa dell'inquinamento nelle parti del monumento non esposto al dilavamento della pioggia).
Dopo un'accurata pulizia superficiale, l'aspirazione e il successivo lavaggio di tutti gli ornamenti con acqua demineralizzata, sono state asportate le croste nere grazie al laser, applicazione che garantisce la minima invasività. Eliminate le sostanze organiche di varia natura e consistenza materica con erogatore di vapore prodotto da acqua demineralizzata a 170°, sono state rimosse le stuccature fatte in epoche precedenti con materiali non idonei quali malte con legante cementizio. I restauratori hanno poi reintegrato le lacune di supporto con una malta specifica per questo tipo di interventi, mentre le lacune di supporto sono state reintegrate con la tecnica denominata semplificazione volumetrica. Uno specifico prodotto protettivo è stato utilizzato per i marmi e le pietre, mentre tutti gli elementi in ferro ossidato e/o in leghe ferrose sono stati puliti con un'apposita strumentazione e su tutte le superfici è stato steso uno strato protettivo per metalli all'aperto.
"Il nostro arengario è uno splendido elemento rinascimentale che si unisce in modo armonico alla struttura medievale di Palazzo Comunale" – dichiara l'assessore alle Opere Pubbliche con delega alla valorizzazione di Palazzo Comunale Paolo Carletti- "Rappresenta, insieme alla torre prospiciente via Baldesio, il potere civico sulla piazza centrale della città ed è bello che il restauro ci trovi pronti per le celebrazioni del 25 aprile. Dopo gli affreschi, i busti e gli Ercoli, si aggiunge un'altra opera di restauro della facciata principale di Palazzo Comunale. Stiamo a poco a poco rendendo la giusta gloria all'edificio che rappresenta tutti i cremonesi".
Nelle foto ecco l'Arengario restaurato e nell'ultima foto come si presentava prima del restauro
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