Corpus Domini: a Cremona la processione solenne per le vie dello Zaist con l’invito a vivere il regno di Dio come trasfigurazione del quotidiano
"Le strade di questo nostro quartiere, attraversate dal Santissimo Sacramento, hanno assunto davvero il valore sacramentale. Sacramento del mondo, Sacramento del Regno. Il Regno di Dio non è semplicemente il piano di sopra: è la trasfigurazione della realtà". Il vescovo Antonio Napolioni ha aperto così la sua omelia nella serata di giovedì 4 giugno per la tradizionale celebrazione cittadina in occasione della solennità del Corpus Domini, che quest’anno ha presieduto nella parrocchia di San Francesco d’Assisi, nel quartiere Zaist di Cremona.
La Messa è stata concelebrata dal vescovo emerito Dante Lafranconi, dal parroco don Gianni Cavagnoli, dal moderatore dell’unità pastorale don Vilmo Realini e dagli altri sacerdoti della comunità insieme ai presbiteri della zona pastorale 3 con il vicario zonale don Paolo Arienti e i canonici del Capitolo della Cattedrale, in una chiesa completamente gremita. Nei primi banchi i religiosi e le religiose, accanto ai quali sedeva il sindaco di Cremona, Andrea Virgilio.
La celebrazione e la processione per le strade del quartiere hanno segnato il culmine di una giornata di dialogo tra la Chiesa e le Istituzioni, con l’incontro, tenutosi nel pomeriggio presso il Municipio, per la presentazione della nuova edizione del libro “La messa dell’uomo disarmato” del sacerdote cremonese don Luisito Bianchi.
Anche quest’anno per la celebrazione della solennità del Corpus Domini è stata scelta una chiesa nella periferia cittadina, segno di una Chiesa cremonese sempre più in cammino e sempre più attenta ai bisogni di tutta la città. Con la scelta andata alla parrocchia intitolata al patrono d’Italia nell’ottavo centenario della morte.
Nell’omelia, che ha tenuto al termine della processione per le vie del quartiere, il Vescovo ha respinto con forza l’idea di un Regno di Dio confinato in un ipotetico “piano di sopra”, una realtà puramente ultraterrena e distaccata. Il passaggio del Corpo di Cristo per le strade della città testimonia, invece, che il Regno è la trasfigurazione della realtà quotidiana. Chi se ne nutre ottiene lo sguardo necessario per vedere, anche nell’asfalto delle nostre periferie, il suolo sacro dell’incontro con Dio.
Accompagnata dalle auto della Polizia locale e da alcuni agenti e volontari, la processione eucaristica ha attraversato il quartiere tra preghiere, canti e meditazioni. In testa la croce, dietro la quale una lunga fila di fedeli ha preceduto nel cammino i religiosi, i ministranti, i sacerdoti concelebranti e il vescovo Napolioni, che reggeva il Santissimo Sacramento. A chiudere la processione il Gonfalone della città di Cremona, con il sindaco Virgilio. Durante il percorso candele accese e segni di devozione sui marciapiedi e nelle case hanno testimoniato la fede e l’attaccamento degli abitanti della zona a questa celebrazione.
Nella sua riflessione il Vescovo si è concentrato anche sull’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, pubblicata nel maggio di quest’anno e dedicata alle sfide nel tempo dell’Intelligenza Artificiale: sfide che impongono un cammino «sobrio ed esigente», perché non si tratta di fuggire dalle «strade digitali» o dalle «vie dello spazio», ma di abitarle con la bussola del Vangelo. Un cammino per il quale Leone XIV indica quattro passi fondamentali. Il primo è quello della contemplazione, antidoto alla frenesia digitale che nasce dalla visione del disegno di Dio sull’uomo, riconoscendo che ogni frammento di umanità – anche nel virtuale – è luogo di incarnazione. Poi l’unità eucaristica, che funge da correttivo alle polarizzazioni algoritmiche: riconoscersi come un solo corpo in Cristo significa superare l’isolamento attraverso una spiritualità della comunione che rompe le bolle sociali.
"Abbiamo bisogno di una spiritualità eucaristica – ha detto Napolioni – cioè una spiritualità dell’unità ecclesiale nell’amore. L’incarnazione e la Pasqua rivelano Dio che entra nella nostra condizione umana e la prefigura nel dono di sé. Questo dono rimane presente e operante nell’Eucaristia nella quale il Signore si comunica e raduna la Chiesa. Da questa comunione nasce anche la solidarietà cristiana, perché l’unione con Cristo è allo stesso tempo unione con tutti gli altri ai quali egli si dona".
E ancora la civiltà dell’Amore, istruzione operativa della fede: in un mondo dominato dall’automazione, investire nell’educazione e nelle relazioni è infatti l’unico modo per orientare i processi verso la giustizia. Infine la preghiera, per accompagnare l’impegno quotidiano e il discernimento, aiutando a vedere e a testimoniare "la bellezza di una magnifica umanità abitata da Dio".
Nel passaggio sulla prima enciclica di Leone XIV, Napolioni si è poi soffermato sull’insegnamento di sant’Agostino, ricordando all’assemblea che "sulla mensa del Signore è posto il mistero di voi". L’invito “Ricevete il mistero di voi” significa che l’identità del cristiano è intrinsecamente legata al Corpo di Cristo. Pertanto, l’Amen liturgico non può essere un semplice assenso formale: "Sii membro del Corpo di Cristo perché sia vero il tuo amen». La verità dell’Amen si gioca nell’impegno a non separare mai l’unione con il Signore dall’unione con i fratelli".
Il percorso fisico tra le case dello Zaist e quello spirituale, attraversato dalle sfide dell’era digitale, convergono nella preghiera, che trasforma la storia degli umili in storia di salvezza. L’Eucaristia, pane del cammino, è il punto fermo di questa traiettoria, assicurando che l’umanità, pur nella sua fragilità, non sia sola.
La comunità di San Francesco d’Assisi e l’unità pastorale Madre di Speranza di cui fa parte, la Zona Pastorale III e la Chiesa intera sono chiamate a rendere possibile ogni giorno questo cammino, rendendo testimonianza di una speranza che non delude e che abita, con sobria esigenza, il tempo che ci è dato.
La celebrazione si è conclusa con l’adorazione eucaristica, accompagnata dal tradizionale canto del Tantum ergo, alla fine del quale il Vescovo ha impartito ai fedeli la solenne benedizione eucaristica.
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