9 luglio 2026

9 luglio di vent'anni fa, quando Cremona impazzì tutta la notte per l'Italia Campione del Mondo

Vent'anni fa la festa in tutta la città per il Mondiale conquistato. Mancavano una ventina di minuti alle 23, ma Cremona era già una bolgia. Clacson impazziti, urla, cori e, soprattutto, Tricolore. Tricolore ovunque: dal cuore della festa, piazza Stradivari con il maxischermo, alle vie del centro cittadino. Da viale Po ai giardini pubblici. Maxischermi anche alle società Canottieri.

L’esplosione di gioia dei cremonesi sul rigore di Fabio Grosso - dopo novanta minuti di passione e trenta di ... passione supplementare - ha avuto un effetto liberatorio che ha accomunato tutte le piazze italiane. 

Prima dei caroselli, chi ha vissuto la notte mondiale in piazza, ha potuto notare tanti piccoli particolari indicativi del-la forza del calcio. Come il sorriso sul volto del sindaco Gian Carlo Corada, sportivo, certo, ma notoriamente non proprio un ultrà. O come i tanti extracomunitari con il Tricolore in mano, felici quanto i cremonesi. O, ancora, i volti stravolti dalla tensione sciogliersi in lacrime di gioia. 

Ma poco prima delle 23, la festa non era che all’inizio: i caroselli nelle vie cittadine, i clacson impazziti, i Tricolore al vento in ogni angolo hanno accompagnato la lunga notte cremonese. Almeno fino alle tre del mattino. Un rito tutto sommato senza particolari incidenti che i cremonesi e gli italiani tutti attendevano con ansia da almeno 24 anni. 


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