6 agosto 2026

Addio al "Maestrone" Francesco Guccini, il poeta cantautore legato a Cremona dall'amore intenso e sofferto per Angela, che ispirò una delle sue canzoni più intime

Se n’è andato Francesco Guccini, cantautore, scrittore e poeta che ha segnato la scena musicale italiana con i suoi testi profondi e impegnati, intrisi di storia, politica e guardando sempre con sguardo lucido e disincanto alla vita quotidiana e alla società.

Aveva compiuto da poco gli 86 anni, lo scorso 14 giugno; nato a Modena, la sua vita per diversi anni ha incrociato la nostra provincia, in particolare Cicognolo, dove viveva la compagna Angela Signorini, la donna che non ha mai sposato ma che è stata accanto a lui dal 1976 fino a metà degli anni ’90, nella casa bolognese del cantautore. Dalla loro unione è nata l’unica figlia di Guccini, Teresa.

Una storia d’amore intensa quella tra il “Maestrone” e Angela e spesso la coppia tornava a Cicognolo; una storia però per certi tratti dolorosa, così come dolorosa fu la loro separazione, che ispirò uno dei brani più intimi di Guccini, “Quattro stracci”, in cui la fatica di un amore non sempre facile e spesso fatto di incomprensioni diventa poesia in musica “Quei quattro stracci in cui hai buttato l'ieri, persa a cercar per sempre quello che non c'è”

Negli ultimi anni il “Maestrone” ha poi dovuto affrontare la sfida dolorosa della malattia, che gli ha quasi interamente portato via la vista.

Silenziosamente e in modo discreto, così com'era la sua vita privata, se n’è andato stamattina, nella sua Pavana; accanto a lui la molgie Raffaella e la figlia Teresa, da sempre legata strettamente al padre e che oggi rappresenta il filo rosso che lega ancora Guccini alla terra cremonese. La famiglia ha fatto sapere che le esequie, per volere del cantautore, si terranno in forma strettamente privata.

Michela Garatti


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commenti


biagio

6 agosto 2026 10:29

Francesco Guccini se ne va con la discrezione che lo ha sempre accompagnato. Rimane l’eredità di un uomo di sinistra nel senso più serio: vicino alla sofferenza, attento alle libertà, solidale con chi resta indietro, capace di trasformare le battaglie di civismo e democrazia in parole che non chiedevano applausi ma responsabilità.

Ha raccontato la vita senza retorica, con quella pietà laica che non si insegna: si pratica. Ha dato voce alle storie comuni, alle fragilità, alle contraddizioni, mostrando che l’impegno non è un proclama ma un modo di stare al mondo.

Oggi lo salutiamo con gratitudine sobria. Le sue canzoni restano, e continueranno a camminare accanto a chi crede che la civiltà sia un dovere quotidiano, non un ornamento.

Francesco, grazie per ciò che ci hai dato. Che il riposo ti sia lieve.

Biagio.

Marzio

6 agosto 2026 11:02

Con Guccini se ne va una pagina di storia.
Storie popolari, storie dolorose e vere.
Appartiene a quel ristretto club di cantautori e compositori che la musica la sapevano ben maneggiare e le parole dei testi nascevano dal cuore e dal vissuto.
Nulla di paragonabile ai giorni nostri.
Guccini ha sempre cantato storie vere in pagine di storia vere...ricordiamo Auschwitz, Il Vecchio e il bambino....e a volte anche irriverente se ci riferiamo all'Avvelenata.....peccato....se ne è andato un grande uomo e mi piace immaginarlo lassù con la sua chitarra a cantare la sua nuova avventura.

gabriele

6 agosto 2026 15:13

Io sono di una generazione diversa. Ho 54 anni ma a me la musica leggera italiana piace tutta. Con Guccini scompare un altro maestro (con la M maiuscola) che ha fatto grande l'Italia. Ha raggiunto Battiato ed altri cantanti ed anche se non sono mai andato ad un suo concerto, lo metto tra i Grandi della musica italiana.