Fondi welfare a rischio: Cremona e altri 7 Comuni lanciano l'appello a Regione e Governo. Della Giovanna: "Valutare le carenze del sistema". Piloni: "Servono risorse stabili e programmazione"
Un appello a Regione Lombardia, al Governo e ad ANCI da parte di 8 Comuni lombardi per una programmazione pluriennale e strutturale delle politiche sociali. A sottoscriverlo per il Comune di Cremona è stata anche l'Assessora alle Politiche Sociali e Fragilità Marina Della Giovanna insieme agli assessori e alle assessore di Bergamo, Brescia, Lodi, Milano, Monza, Pavia e Varese. L'obiettivo della lettera è favorire il dibattito tra istituzioni in una logica di collaborazione per venire incontro alle tante esigenze in corso sui territori.
"I Comuni - si legge nel documento - si trovano oggi a fronteggiare uno squilibrio strutturale tra entrate certe e spese sociali. Da un lato, si registrano la progressiva riduzione o l'incertezza di alcuni finanziamenti destinati al contrasto della povertà e una significativa frammentazione delle fonti di finanziamento; dall'altro, aumentano gli oneri connessi alla presa in carico delle persone e delle famiglie in condizioni di fragilità".
"L'iniziativa dei Comuni lombardi nasce da una valutazione condivisa delle carenze strutturali del sistema di welfare - sottolinea l'Assessora Della Giovanna -. Quello che chiediamo fortemente ai livelli sovraordinati, a partire da Regione fino al Governo, è il superamento della frammentarietà dei finanziamenti e dei bandi a scadenza. Vogliamo far sentire la voce dei territori perché il welfare locale ha bisogno di certezze per poter garantire risposte continuative a problemi sempre più diffusi e complessi".
Un appello condiviso anche dal consigliere regionale Matteo Piloni, che commenta: "Garantire la continuità dei servizi sociali e sociosanitari in Lombardia è sempre più difficile: aumentano i bisogni e i costi, mentre per i Comuni le risorse sono spesso frammentate, incerte e legate a misure temporanee. Per questo condividiamo pienamente l'appello degli otto capoluoghi lombardi e chiediamo che si apra in tempi rapidissimi un tavolo istituzionale tra Governo, Regione, Anci, Comuni e Ambiti territoriali, per garantire la continuità dei servizi nati con il Pnrr, prevedendo risorse strutturali e una programmazione pluriennale delle politiche sociali. Non si può pensare di costruire il welfare territoriale attraverso una successione di bandi e finanziamenti a scadenza".
L'auspicio dei firmatari è che si ponga particolare attenzione alla posizione delle amministrazioni locali nel sistema di welfare. "I Comuni - si legge nella lettera - sono il primo luogo nel quale emergono i nuovi bisogni sociali e spesso l'ultimo presidio a cui persone e famiglie possono rivolgersi. Per questo non è più rinviabile un quadro nazionale e regionale che garantisca livelli essenziali, responsabilità chiare e risorse strutturali, evitando che l'accesso ai diritti dipenda dalla capacità finanziaria dei singoli territori".
E su questo ancora Piloni aggiunge: "Non si può pensare di costruire il welfare territoriale attraverso una successione di bandi e finanziamenti a scadenza – attacca Piloni -. I Comuni sono il primo presidio a cui si rivolgono le persone e oggi sono chiamati a rispondere a bisogni sempre più complessi. Per farlo, però, hanno bisogno di certezze.Il tema, quindi, non riguarda soltanto le risorse, ma anche le modalità di erogazione – conclude il consigliere dem -. Se i finanziamenti arrivano tardi, sono frammentati e non consentono di programmare, i servizi rischiano di non essere garantiti. Regione Lombardia, quindi, deve cominciare a fare la propria parte e farsi promotrice, insieme ai Comuni, di una programmazione pluriennale che garantisca continuità, integrazione e certezza delle risorse"
Gli assessori dei comuni lombardi hanno suggerito la convocazione di un tavolo istituzionale che affronti sei punti complessivi: garantire la continuità dei servizi nati con il PNRR, prevedendo un fondo strutturale dedicato; rafforzare e rendere stabile il Fondo Povertà, assicurando ai Comuni e agli Ambiti risorse adeguate alla crescente domanda sociale; rivedere il sistema di finanziamento degli interventi rivolti ai minori stranieri non accompagnati, ai giovani in prosieguo amministrativo e all'accoglienza, garantendo una copertura adeguata e proporzionata agli oneri effettivamente sostenuti dai territori; rafforzare le politiche per la non autosufficienza, assicurando risorse stabili e adeguate per i servizi domiciliari, semiresidenziali e residenziali rivolti alle persone anziane e con disabilità, nonché per il sostegno ai caregiver familiari; avviare una programmazione finanziaria pluriennale delle politiche sociali e sociosanitarie, che dia certezza ai Comuni e agli Ambiti nella costruzione dei bilanci e dei Piani di zona e definisca con chiarezza responsabilità, livelli essenziali delle prestazioni e modalità di collaborazione tra Stato, Regioni, Comuni, Ambiti territoriali e servizi sanitari; e semplificare e integrare i diversi fondi destinati alle politiche sociali, riducendo la frammentazione delle misure e favorendo una programmazione unitaria e orientata ai bisogni delle persone.
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