Il pianoforte Anelli del 1925 donato dagli eredi Facciotto alla Camera di Commercio. Fa parte del Museo Diffuso "Anelli"
È stato ufficialmente inaugurato oggi, 1° ottobre, il pianoforte Anelli del 1925 donato dagli eredi Facciotto alla Camera di Commercio e sapientemente restaurato da Tamagni e Nazzari di Cremona. Presenti alla cerimonia il Presidente della Camera di Commercio, dott. Gian Domenico Auricchio, il Segretario Generale dott. Marco Zanini, il prof. Fabio Perrone, gli eredi Facciotto, il dott. Raffaello Vignali, già presidente del Conservatorio “Verdi” di Milano e mons. Francesco Follo, già membro della Segreteria di Stato della Santa Sede e Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'UNESCO a Parigi. Lo storico pianoforte modello XI, matricola n. 6701, è entrato a far parte del Museo Diffuso “Anelli” come ventesimo strumento della collezione territoriale che ripercorre, attraverso i pianoforti “musealizzati” della Ditta Anelli, la produzione cremonese dal 1918 al 1968.
«Accogliamo con particolare piacere nella sede di Cremona – ha dichiarato Gian Domenico Auricchio – questo pianoforte Anelli, uno strumento che porta con sé oltre un secolo di storia e una vicenda familiare profondamente legata alla musica. Ringrazio gli eredi Facciotto per la generosità della donazione e il professor Fabio Perrone per aver accompagnato con competenza questo percorso. La Camera di Commercio ha voluto sostenere il restauro dello strumento perché la valorizzazione del patrimonio musicale rappresenta da tempo una parte importante della nostra azione sul territorio: attraverso il progetto Masterclass “A Place to Play”, il Cremona Summer Festival, le collaborazioni con istituzioni musicali e formative e le numerose iniziative dedicate ai giovani interpreti, promuoviamo non solo la cultura musicale, ma anche la formazione, l’incontro internazionale e l’attrattività di Cremona. L’ingresso di questo prezioso modello XI nel Museo Diffuso “Anelli” si inserisce pienamente in questo percorso e restituisce alla comunità un nuovo tassello della storia musicale e produttiva della città, affidandolo anche alle generazioni future».
Ha poi preso la parola il prof. Fabio Perrone. «Nel ringraziare la Camera di Commercio, il presidente Auricchio e il Segretario generale Zanini per la sensibilità e la disponibilità mostrate nell’accogliere il pianoforte Anelli modello XI matricola n. 6701 nella sala ribattezzata per l’occasione sala “Pietro Anelli”, desidero richiamare in questa occasione un fatto storico che lega ancor di più questo strumento alla Camera di Commercio. Nella seduta camerale del 23 luglio 1928, Pietro Anelli espose al Consiglio Provinciale dell’Economia di Cremona quella che fu ribattezzata «La pagina della vergogna italiana» ovvero una pubblica denuncia di una pratica diffusa tra molti produttori italiani dell’epoca di usare nomi e marchi stranieri o di fantasia (soprattutto tedeschi o mitteleuropei) per riuscire a vendere scadenti pianoforti nazionali facendoli passare per prestigiosi strumenti musicali esteri. Le osservazioni di Pietro Anelli in merito ai temi posti di “concorrenza sleale” e di uso di “marchi fittizi” produssero un elenco di circa quaranta costruttori italiani (attivi soprattutto in Piemonte, Lombardia e Veneto) che con i loro prodotti recanti marchi fittizi, ingannavano commercialmente gli acquirenti, screditando la qualità e l'onestà della produzione artigianale e industriale italiana. Anelli fu, in tal senso, un difensore ante litteram del Made in Italy e, per dirla con le sue parole pronunciate nel 1928 in questa in Camera di Commercio […] “non è coi nomi falsi, né con gli imbrogli, che si può mirare alla grandezza di ogni singola Industria, né di uno Stato. Ma solo perseguendo sull’onesta via che il lavoratore Italiano onesto, ha bisogno ora più di prima di vedersi tutelato negli sforzi che deve compiere per concorrere ognuno nel proprio ramo alla grandezza d’Italia”».
«La famiglia Facciotto – ha infine ricordato Iolanda Facciotto – si trasferì ad Alfonsine, in provincia di Ravenna, nel 1964 e il pianoforte fu acquistato a Ravenna da Cesare Facciotto nello stesso anno perché io potessi iniziare a studiare pianoforte. Sia mio papà Cesare, perito minerario e tenore per passione, sia mia mamma Franca Lippi, professoressa di lettere poi preside, erano grandi appassionati di musica. L’acquisto di questo strumento fu una grande ricchezza per tutta la famiglia, tanto che fu sempre conservato in casa come un tesoro prezioso, anche dopo l’acquisto di un moderno mezza coda che mi consentì di diplomarmi nel 1981 al Conservatorio Frescobaldi di Ferrara. L’idea di donare questo strumento alla Camera di Commercio – ha concluso Iolanda Facciotto – affinché ritornasse nella sua città di origine ha un profondo significato per la nostra famiglia. Così ben restaurato da Tamagni e Nazzari grazie alla disponibilità della Camera di Commercio, potrà riacquistare un grande valore storico. Noi eredi desideriamo ringraziare di cuore il prof. Fabio Perrone che, tramite nostro cognato dott. Raffaello Vignali, già Presidente del Conservatorio “G. Verdi” di Milano, ha curato con passione e grande competenza l’iter per il restauro e la conservazione di questo bene musicale, trovando la disponibilità e l’accoglienza del Presidente Gian Domenico Auricchio e della Camera di Commercio per una piena valorizzazione del pianoforte Anelli modello XI matricola n. 6701 in una delle sale camerali».
Ha chiuso la presentazione del pianoforte la pianista Kloi Malaj del Conservatorio di Cremona con un momento musicale che ha spaziato da Johann Sebastian Bach (Preludio e Fuga BWV 851 e 893) a Fryderyk Chopin (Scherzo n. 2 op. 31) mostrando le qualità sonore dello strumento centenario che ha ancora una voce dolce e squillante.
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