Ricordando Gian Maria Casaroli domenica il grande raduno equestre "Dove si va" con caccia al tesoro lungo il Po
Sembrava la classica mattina invernale, post natalizia, in cui il paesaggio è imbiancato dal gelo e la gente vive, in serenità, i giorni delle feste. Ma il 28 dicembre 2005, poco dopo l’alba, la serenità si trasforma in dolore, ogni parvenza di festa viene cancellata come un ghiacciolo al sole. Sul ponte “Giuseppe Verdi” che collega Cremonese e Parmense nel tratto compreso tra San Daniele Po, Polesine Zibello e Roccabianca, un’auto ed un mezzo pesante si scontrano. Per un giovane di appena 19 anni, Gian Maria Casaroli, residente appena di là dal ponte, a Pieveottoville, vigile del fuoco volontario, il cammino terreno finisce lì ed il dramma si materializza in tutta la sua cinica tragicità. Gian Maria, per tutti Giamma, si stava recando a San Daniele Po, al lavoro, in una azienda locale. Dove lo aspettavano, come ogni giorno e dove non è mai arrivato. Un dramma che lascia tutti sbigottiti e che si aggiunge alle non invidiabile lista degli incidenti mortali avvenuti sul ponte “Verdi”: non il primo e purtroppo nemmeno l’ultimo. Un “sacrario”, una fila di tragedie che, verrebbe da dire, non sono servite a nulla. Perchè ogni giorno, tutti i giorni e tutto il giorno, su quel ponte è un continuo sfrecciare di auto e camion che non rispettano nulla. Non rispettano i limiti di velocità, non rispettano il divieto di sorpasso, pigiano sul clacson e lampeggiano all’impazzata se ti azzardi a rispettare i limiti. La gente fa molto in fretta a dimenticare; c’è anche da dire, senza girarci attorno, che se alla fine del ponte ci fosse una pattuglia delle forze dell’ordine attrezzata di alcoltest e narcotest molta gente proseguirebbe il viaggio a piedi e, in agenda, dovrebbe inserire anche almeno un viaggio in tribunale. Del resto è noto che molti si svegliano se gli tocchi il portafogli, o se li fai andare a piedi. Bisognerebbe forse mettere una lapide, molto ben visibile, con incisi i nomi di coloro che sul ponte hanno perso la vita: forse qualche coscienza si sveglierebbe.
Nel caso di Giamma si deve fare un discorso a parte perchè proprio lì, in riva al fiume, è nato un capolavoro. Uno di quei “miracoli” che, in fin dei conti, non devono stupire nemmeno più di tanto perchè la gente del Po è così: piange i propri morti in silenzio e sa alzare gli occhi al Cielo, guardando avanti, con speranza. Sa rimboccarsi le maniche, senza far chiasso, quando è ora e sa realizzare il bene con operosità e generosità, senza bisogno di “riflettori”. Dalla tragedia di Giamma è sbocciata una storia speciale, fatta di amicizia e di solidarietà, di legami e di capacità di saper guardare avanti, facendo il bene, nel segno dell’amicizia e dell’amore per il prossimo. Nelle fertili e rigogliose terre del Grande fiume, dove iniziano a mostrarsi i primi colori dell’autunno, del resto, accadono spesso singolari prodigi, forse mai abbastanza conosciuti, che sono invece l’essenza di quella autentica generosità che da sempre, caratterizza la gente del Po. Gente laboriosa e sanguigna, gente abituata a rimboccarsi le maniche più che a far scorrere le parole; gente che nel momento del bisogno sa essere presente,. Uno di questi “miracoli” è quello che, ormai da anni, si “materializza” col primo fine settimana di ottobre, grazie all’evento “Dove si va”, tra Ragazzola e Polesine Zibello.
La 19esima edizione è in programma domenica 4 ottobre, rinnovando quel capolavoro, che profuma di prodigio, che porta il nome di Giamma. Una opera d’arte creata dalla sua famiglia e dai suoi tantissimi amici, anche quelli che lo sono diventati dopo che lui era già “andato avanti”. Le sue grandi passioni, vale a dire gli amici, la compagnia, i cavalli, la musica, l’allegria sono diventati gli ingredienti per dare vita a questa spettacolare caccia al tesoro a cavallo, a coppie, lungo le rive del Po, divenuta ormai uno dei più grandi raduni equestri d’Italia. Sarebbe riduttivo definirla solo una festa perché è diventata un movimento di amicizia e solidarietà che ha portato il nome del Giamma in Italia e nel mondo Da sempre, infatti, vengono sostenuti progetti di carattere sociale, specie a favore dei bambini, ma anche degli anziani e delle persone in difficoltà.
L’appuntamento di domenica 4 ottobre, aperto ovviamente a tutti (anzi più si è e più, anche con poco, si contribuisce fare del bene) è promosso dal Centro ippico Benpensata, dagli Amici del Giamma, dalle Guide equestri ambientali e dalla Bassa Bike. Nel magnifico scenario della corte Le Giare di Ragazzola si parte alle 8 col raduno e l’iscrizione obbligatoria dei cavalieri. Alle 8,30 la colazione e la partenza per la caccia al tesoro lungo le rive del Po tra i territori di Polesine Zibello e Roccabianca. Alle 12,30 la scuderizzazione, il pranzo in corte con musica, sorprese e premiazioni. Per i più piccoli ci saranno Pompieropoli, laboratori con Le 2Stonate e, alle 15, lo spettacolo equestre dei bambini della Benpensata. Per l’occasione l’associazione Bassa Bike promuove anche la tradizionale <Pedalata al Dove si va> con due percorsi offroad di 40 km con guida o traccia Gpx e 65 km cin traccia Gpx, Per iscriversi alla pedalata è possibile contattare i numeri 3472932553, 34708114883, 3482902205 e 3477220953. Per la caccia al tesoro a cavallo, info e iscrizioni ai numeri 3336047549, 3480651011 e 3475832122.
Eremita del Po
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