2 ottobre 2026

Cremona, smantellati due allevamenti lager di cani e di altri animali protetti: uno nel cremasco e uno nel cremonese. Recuperati oltre 100 cani, tartarughe, un gheppio e altri animali selvatici

Condizioni igieniche pessime per oltre 100 cani, di ogni età e razza, dei quali uno deceduto a causa della malnutrizione e di diverse patologie non curate. Ma anche tartarughe, avifauna protetta, anche un gheppio. Due veri e propri lager, dove gli animali erano detenuti in condizioni idecenti, costrettti a  vivere tra i propri escrementi e senza le dovute cure, uno nel cremasco e uno nel cremonese.

Nei giorni scorsi, i militari della specialità forestale dell’Arma dei Carabinieri di Cremona hanno condotto un’importante operazione di Polizia Giudiziaria finalizzata alla chiusura di due allevamenti abusivi di cani, di altri animali d’affezione, di specie protette, selvatiche ed esotiche, custoditi in violazione di numerose norme penali ed amministrative, nel territorio della Provincia di Cremona. I militari, per mezzo di una preliminare azione investigativa, ricostruivano l’intera attività illecita, deferendo 2 persone alla locale Procura della Repubblica.

Sotto l’attenta guida dell’Autorità Giudiziaria, il 21 aprile scorso, 10 militari del Nucleo Carabinieri Forestale e del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare di Cremona, del Nucleo Carabinieri Forestale di Crema, del Reparto Carabinieri CITES di Pavia e con il supporto di 4 veterinari dell’ATS Val Padana, distretto di Cremona, compivano mirate perquisizioni in due allevamenti abusivi della Provincia, uno nel cremasco e uno nel cremonese, legati fra loro in un sodalizio criminale e familiare.

I carabinieri accertavano i reati di “detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze”, art. 727 c.p., “furto venatorio”, art. 625 co. 7 c.p., “detenzione illecita di animali CITES”, anche a fini commerciali, in violazione degli articoli 1 e 2 della L. 150/92 e numerose violazioni di carattere amministrativo. Inoltre, veniva contestato il reato di “gestione illecita di rifiuti speciali non pericolosi”, di cui all’art. 256 co. 1 del D.Lgs. 152/2006, per lo smaltimento illegale delle deiezioni animali, in particolare quella connessa all’allevamento abusivo di cani. Infine, è in fase di valutazione anche il reato di "maltrattamento di animali" art. 544 Ter. Trattandosi di fatti in attesa di giudizio definitivo per i quali, nei confronti degli indagati, sussiste la presunzione di innocenza.

Sono stati posti sotto sequestro penale 22 cani affidati a specifiche associazioni, purtroppo uno di questi è deceduto per la grave malnutrizione e per le numerose patologie presenti al momento delle perquisizioni. Altresì, sono state sequestrate 13 tartarughe (Testudo spp.) e un Gheppio (Falco tinnunculus) inseriti nell’allegato A del Reg. 338/97 della CITES, vari esemplari di specie di pappagallo, ricadenti nell’allegato B della suddetta normativa, ed altri animali appartenenti all’avifauna autoctona, considerata patrimonio indisponibile dello stato e tutelata ai fini della normativa sul prelievo venatorio.

Sono stati posti sotto sequestro amministrativo dal personale veterinario di ATS Val Padana circa 100 cani di varie età e razze per violazione delle norme regionali relative all’allevamento abusivo di cani.

Il sentimento di affetto che l’uomo prova nei confronti degli animali trova un preciso riscontro giuridico nella legislazione vigente. Da diversi anni, ormai, la legge italiana tutela la vita e la salute degli animali, non solo domestici. L’evoluzione normativa è andata di pari passo con la coscienza civile del nostro Paese, riconoscendo agli stessi animali un’intriseca tutela giuridica.

I reati in danno degli animali risultano particolarmente esecrabili e sono quasi sempre connessi al loro commercio illecito, con grave rischio per gli animali e per gli ignari acquirenti. Le attività condotte dai Carabinieri Forestali hanno fatto emergere ancora una volta quanto il problema sia presente e diffuso per territorio della Provincia di Cremona.

I Reparti della specialità forestale procederanno le attività di polizia giudiziaria in questo settore con mirati servizi di prevenzione e repressione, sempre in collaborazione con l’Autorità sanitaria, con i Sindaci del territorio e con le altre componenti dell’Arma dei Carabinieri.


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commenti


Monia

3 ottobre 2026 18:44

Metteteci loro in quella fogna!!!! Una bella e sostanziosa multa da fargli passare la voglia solo di guardare ancora un animale.

Manuel

3 ottobre 2026 21:03

Non è sufficiente la multa (che non pagheranno), ci vuole il divieto permanente l’attività d’allevamento ed un periodo di proibizione la detenzione animali d’affezione.