26 maggio 2026

Preoccupa il Po, verso una nuova storica magra. Nessuna piena primaverile. L'allarme del professor Persico

Una nuova storica magra del Po e una pesante stagione siccitosa in corso? Le premesse ci sono tutte e tra coloro che lanciano l’allarme c’è una voce autorevole, quella del cremonese Davide Persico, grande esperto di fiume e docente all’Università degli studi di Parma.  “Con temperature decisamente sopra la media, ma soprattutto con scarse precipitazioni invernali e primaverili – avverte Persico - il Po si appresta ad un nuovo record di magra. A causa dell'interruzione del funzionamento dell'idrometro digitale sul ponte di Isola Pescaroli, si è preso come riferimento l'idrometro di Cremona. Alla stessa data di ieri, nel 2022, in periodo di presiccità, il livello del fiume era di -7 m, esattamente come in queste ore. Esattamente come allora, non si è manifestata la piena primaverile. Prepariamoci ad un'estate di penuria d'acqua”.

La primavera, infatti, non ha portato alcuna piena (a differenza di quanto accaduto negli ultimi due anni) e la situazione si sta già ampiamente manifestando. A questo di aggiunga quanto contenuto in un articolo pubblicato sul portale lescienze.it il 25 maggio, che potete leggere qui https://www.lescienze.it/riviste/2026/05/25/news/il_futuro_di_un_fiume-21967900/ in cui si legge chiaramente che “Il Po e il suo bacino idrografico stanno subendo l’impatto imponente della crisi climatica. Quello che ci attende dipenderà dalla velocità di adattamento a una situazione già compromessa” e si evidenzia che “Il 24 luglio 2022, nel letto del fiume Po nei pressi di Pontelagoscuro, in provincia di Ferrara, scorrevano 104 metri cubi di acqua al secondo. Poco più di un decimo della portata che di norma si misura in questo periodo dell’anno nel punto che costituisce la sezione di chiusura del bacino idrografico, dove confluiscono tutte le acque che il fiume drena prima di dividersi nei rami del delta”.

Pochi giorni fa, il 22 maggio, si è anche riunito  l’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici del distretto idrografico del fiume Po coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po ed è stato rilevato che la prima metà di maggio è stata contraddistinta da un quadro meteorologico caratterizzato in primo luogo da temperature inferiori alla media e precipitazioni che, in quota, hanno riportato la neve aumentando così la disponibilità idrica. I dati, riferiti a valori parziali aggiornati subito dopo la metà del mese di maggio, restituiscono uno scenario che, pur senza evidenziare criticità diffuse di rilievo immediato, mostra elementi di attenzione in prospettiva. In tale contesto, i Grandi Laghi prealpini hanno mantenuto volumi invasati complessivamente in linea o superiori ai valori medi di riferimento. Diversamente, il comparto nivale continua a presentare condizioni inferiori alla norma nonostante le recenti nevicate tardive, sia sull’arco alpino che sull’Appennino. Per quanto riguarda i deflussi, le portate transitanti nelle principali sezioni del fiume Po sono state caratterizzate, nella prima metà del mese, da una serie di moderati incrementi, protrattisi fino alla metà di maggio; tuttavia, considerando i valori medi alla metà del mese, tali portate risultano inferiori alla media stagionale. Presso la sezione idrometrica di Pontelagoscuro, i deflussi si mantengono comunque sopra i 450 m³/s, soglia critica associata al rischio di intrusione salina. Le previsioni per i prossimi giorni indicano condizioni di tempo stabile, accompagnate da temperature in aumento su valori superiori alla norma. In tale scenario, lungo l’intera asta del fiume Po è attesa una progressiva riduzione dei deflussi. Un elemento rilevante del periodo è rappresentato dalle recenti nevicate tardive, che, unitamente alle temperature relativamente basse registrate nella prima metà di maggio, hanno contribuito a incrementare i valori dell’equivalente in acqua del manto nevoso, aumentando la disponibilità idrica complessiva del Distretto. Nonostante ciò, persistono criticità localizzate nei bacini lombardi dei fiumi Brembo e Serio. Guardando alle dinamiche attese nel breve termine, il previsto significativo aumento delle temperature comporterà un innalzamento dello zero termico anche oltre i 3.000 metri di quota, con conseguente rapida fusione del manto nevoso recentemente accumulato. Se da un lato i volumi derivanti dalla fusione potranno contribuire al riempimento degli invasi, dall’altro la sostanziale assenza di precipitazioni e l’aumento delle temperature richiederanno particolare attenzione per gli equilibri idrici del Distretto, anche in relazione alla crescente domanda d’acqua. L’attenzione resta quindi rivolta anche ai mesi estivi, alla luce degli scenari previsionali stagionali attualmente disponibili, che indicano una probabile persistenza di temperature superiori alla norma climatologica anche per il prossimo periodo. Alla luce di quanto sopra evidenziato, a seguito della seduta dell’Osservatorio, dove sono stati condivisi e commentati tutti i dati aggiornati e le informazioni disponibili, la severità idrica a scala distrettuale passa da “BASSA con precipitazioni” a “BASSA in assenza di precipitazioni” con l’eccezione dei bacini lombardi dei fiumi Brembo e Serio per i quali si passa da una severità idrica “MEDIA con precipitazioni” ad una severità idrica “MEDIA in assenza di precipitazioni”.A sottoscrivere tutto questo sono stati i Membri dell’Osservatorio Ministero della Transizione Ecologica Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Dipartimento della Protezione Civile Autorità Distrettuale del Fiume Po Regione Emilia Romagna Regione Liguria Regione Lombardia Regione Piemonte Regione Toscana Regione Valle d’Aosta Regione Veneto Provincia Autonoma di Trento Regione Marche Istat Ispra Crea  Agenzia Interregionale per il Po Terna Rete Italia Consorzio del Ticino Consorzio dell’Adda Consorzio dell’Oglio Anbi Utilitalia Anea Assoelettrica. Nel frattempo è tutto pronto per uno degli eventi più attesi dell’anno lungo il fiume, vale a dire la 73esima edizione del Raid Pavia Venezia, la storica competizione motonautica in acque interne che domenica 31 maggio 2026 riporterà sul Po, ovviamente anche lungo tutto il tratto cremonese, e nella Laguna Veneta piloti, team e appassionati provenienti da tutta Italia e dall’estero. L’evento, molto atteso, dovrà fare i conti con la crisi idrica già in corso.

Entrerà nel vivo già da venerdì 29 maggio a Pavia, quando nell’area paddock dell’Associazione Motonautica Pavia inizieranno le verifiche tecniche e amministrative delle 91 imbarcazioni iscritte. Fin dalle prime ore della giornata sarà possibile visitare liberamente il paddock allestito in Strada Canarazzo, osservando da vicino sia i nuovi scafi protagonisti dell’edizione 2026 sia le storiche imbarcazioni che hanno scritto pagine leggendarie del Raid. Nel pomeriggio, alle 17, spazio alla tradizionale parata cittadina: circa 25 barche sfileranno sui carrelli trainati dai mezzi di assistenza attraversando il centro di Pavia, da viale della Libertà a Strada Nuova, passando sul Ponte Vecchio prima del rientro alla sede dell’Associazione Motonautica Pavia. Anche la giornata di sabato 30 maggio sarà dedicata agli ultimi preparativi. Dalle 9 alle 15 proseguiranno le verifiche tecniche e amministrative, mentre alle 17.30 si terrà il briefing ufficiale con i piloti, durante il quale il Comitato Organizzatore illustrerà il percorso e le principali criticità legate alle condizioni del fiume. L’edizione 2026 sarà infatti caratterizzata da un’importante modifica del tracciato dovuta alla carenza idrica del Ticino. La partenza in acqua è stata spostata a San Nazzaro d’Ongina, nel Piacentino, circa cento chilometri più a valle rispetto al percorso tradizionale. Una scelta resa necessaria dalle numerose secche che rendono difficoltosa la navigazione nel tratto iniziale, ma che consentirà comunque di disputare regolarmente la gara evitando un annullamento come accaduto in passato. Il Raid inizierà comunque ufficialmente da Pavia anche se su strada. Domenica mattina i team partiranno dalla sede dell’Associazione Motonautica Pavia con imbarcazioni e mezzi di assistenza diretti verso il punto di alaggio sul Po, rispettando tempi prestabiliti e regolamenti stradali, pena eventuali penalizzazioni. La partenza in acqua è prevista dalle ore 7 del mattino. Dopo il passaggio alla Conca di Isola Serafini, i concorrenti affronteranno un primo tratto cronometrato di 146 chilometri fino al rifornimento facoltativo di Torricella di Sissa. Da lì scatterà la seconda parte di gara, lunga 215 chilometri fino a Voltagrimana, comprendente anche il celebre tratto Revere-Pontelagoscuro valido per l’assegnazione della prestigiosa Coppa Montelera. L’arrivo finale sarà come da tradizione a Brondolo, nel comune di Chioggia, presso il Club Nautico Marina del Sole. I migliori classificati raggiungeranno poi l’Arsenale di Venezia dove, all’interno del 7° Salone Nautico di Venezia, si svolgeranno le premiazioni ufficiali della storica competizione.

Eremita del Po

 

 

Paolo Panni


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