10 luglio 2026

Matrimonio tra liuteria e arte moderna. Al Museo del Violino (nella sala Amati) arriva stabilmente "Sala effe", una galleria d'arte moderna che allestirà mostre d'arte contemporanea

Una grande galleria d'arte moderna nel Salone Amati del Museo del Violino. A breve l'annuncio ufficiale che già dai primi di settembre porterà ad un incontro tra l'arte moderna e la grande liuteria. Lo spazio si chiamerà "sala effe", sui social già figura la specifica di cosa si tratta: "uno spazio dove l’arte contemporanea trova ascolto e genera connessioni. Collocato in un’ala del prestigioso museo del violino di Cremona vuole essere una cassa di risonanza per l’arte verso la città. Come le effe intagliate nel corpo del violino da cui il suono prende prende vita si propone come fonte generatrice di possibili incontri tra pubblico e linguaggi innovativi". Dunque un matrimonio tra l'arte antica vecchia di oltre 500 anni (la grande liuteria così ben rappresentata negli spazi del Museo del Violino) e l'arte contemporanea. Gli spazi del Salone Amati in passato hanno accolto grandi mostre di straordinario successo come quella sui grandi fotografi americani (ad esempio "Magnum Life, Il fotogiornalismo che ha fatto la storia"), su Janiello Torriani, sui grandi arazzi della Cattedrale, sui dipinti romani recuperati in piazza Marconi, su "Il Novecento di Mario Coppetti". Ultimamente si erano tenute già alcune mostre di Tapirulan dedicate agli illustratori moderni ma adesso, a parte il periodo della Triennale, le esposizioni di arte contemporanea troveranno presenza stabile al Museo del Violino. La conferma è arrivata oggi da Virginia Villa che, in una intervista su "Mondo Padano" spiega il matrimonio con l'arte moderna: "Da alcuni anni in collaborazione con Tapirulan ospitiamo una mostra di illustratori contemporanei e qualcos'altro è stato fatto nel recente passato. Ora si è venuta a creare un'occasione che permette di dare al padiglione "Amati" un futuro connotato dall'arte contemporanea nella continuità, caratteristica che sappiamo essere fondamentale. Il padiglione viene affidato con un rapporto di subcomodato a una neonata associazione e la prima mostra sarà inaugurata a settembre. Come Museo recupereremo questo stesso spazio in occasione della Triennale ma poi verrà di nuovo restituito all'arte contemporanea. E a proposito di contemporaneità: mi preme sottolineare che il Museo del Violino, da sempre, ha avuto grande interesse a parlare non solo del passato, ma anche ad occuparsi di presente e futuro...."


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commenti


Carlo

10 luglio 2026 14:21

Spazio per mostre sulla liuteria contemporanea no, arte contemporanea si.
Ma non è il museo del violino??
In questi dodici anni di museo a parte all’inaugurazione, per i liutai di mostre il museo del violino non ha organizzato un bel nulla, e mi si parla di presente…

Cristina

10 luglio 2026 14:29

Se servono soldi subaffittando lo si capisce, ma che si voglia "vendere" il matrimonio tra la liuteria e l'arte moderna, anche un bambino capisce che non c'entrano nulla proprio avendo visitato le precedenti esposizioni.

Luca

10 luglio 2026 18:38

Per fare mostre di liuteria bisogna essere competenti. Cosa propone MdV? ancora le 2 chitarre Stradivari già studiate, discusse, audite... nessuna fantasia nè proposta davvero nuova. Solo cose trite e ritrite, una noia mortale.
I maggiori visitatori sono le scolaresche (elementari e medie) che si bevono tutto o quasi col "mito di Stradivari". Di specialisti o appassionati se ne vedono pochi nel Museo... e questo la dice lunga sulla qualità del prodotto offerto. Quindi avanti arte contemporanea, e se non funziona nemmeno questa, McFonald con le "f" con sconto del 10% sull'ingresso al MdV per chi compra un Cheeseburger!

Francesco Capodieci

11 luglio 2026 01:34

Non riesco a condividere i giudizi fortemente critici di Carlo, Cristina e Luca circa l'utilizzo stabile del Salone Amati del Museo del Violino come sede di mostre di arte varia. In passato molte di esse si sarebbero tenute presso il Centro culturale "S. Maria della Pietà" di piazza Giovanni XXIII, chiuso ormai da vari anni, senza alcuna prospettiva di una riapertura imminente (al pari di Palazzo Cittanova e dell'auditorium della Camera di Commercio, sede di concerti, convegni e altri eventi culturali). Ben venga, allora, un nuovo spazio espositivo all'interno di una realtà viva e dinamica come il Museo del Violino (a differenza del Museo civico "Ala Ponzone" che nel 2025 ha fatto registrare oltre 4.000 presenze in meno rispetto al 2024 e che, fino al prossimo 6 settembre, potrà essere visitato solo dalle ore 9 alle 14, avendo inspiegabilmente rinunciato anche alle aperture serali estive, che avevano riscosso un certo successo negli scorsi anni).

un liutaio

11 luglio 2026 08:49

E chi dice che al museo del violino, o meglio nella sala pensata (?) per esposizioni temporanee, ci devono essere solo mostre di liuteria contemporanea, qualunque cosa intendano i commentatori con "liuteria contemporanea"?
Questa sala è ampiamente sottoutilizzata (eufemismo). Se si tolgono quattro o cinque mostre degli anni passati, tra l'altro alcune veramente belle e ben fatte, una su tutte quella su Janello Torriani, ci sono millanta mostre passate sul territorio italiano, o organizzate da gallerie d'arte italiane, che potevano trovare spazio in questa sala. Intanto sarebbe interessante sapere quanto costa l'affitto della sala in oggetto...che nemmeno il comune si sforzi di organizzare ogni tanto almeno una mostra fotografica (ce ne sono in giro di strepitose), beh, è un pochino strano, a meno che debba pagare un affitto esorbitante per esporre qualcosa in "casa propria".... Vorrei che qualcuno del comune rispondesse, ovviamente con spiegazioni concrete. Temo non avverrà.
Riguardo poi i commenti precedenti, mi verrebbe da pensare che chi ha scritto non solo non ha mai visitato una museo o spazio espositivo all'estero ma nemmeno in Italia. E che dire della frase "questo la dice lunga sulla qualità del prodotto offerto"... in fondo, a parte gli strumenti della collezione del concorso triennale (che a mio avviso dovrebbero essere in giro per il mondo a fare da "ambasciatori" della liuteria moderna e non in vetrine dove si fa pure fatica a vedere bene gli strumenti) cosa vuoi che sia la collezione degli strumenti storici? In fondo, come ha detto l'ispettore Clouseau, "Quando hai visto uno Stradivario li hai visti tutti".....

Alberto

11 luglio 2026 17:05

Quando uno staff direzionale come quello del MdV che ha a disposizione un palazzo intero, soldi da privati e da sponsor pubblici, una collezione importante e un prodotto come la musica e che non riesce a fare mostre a tema musicale... e che deve sempre ropiegare su proposte esterne oer fare qualcosa in quegli spazi vuoti, significa una cosa sola che non è idoneo a ricoprire il ruolo che ha.
Capisco che la "pappa pronta" di Tapirulan è preferibile allo sbatti, specie se il tuo stipendio rimane sempre uguale che si faccia o non faccia.