Il Po sempre più un deserto. Potrebbe arrivare a -9. A rischio i prelievi idrici per l'agricoltura
Dopo aver raggiunto e superato il record negativo storico arrivando ad una quota di 8 metri e 53 centimetri sotto lo zero idrometrico, il Po continua a presentarsi in un paesaggio pressoché surreale. Un deserto a cielo aperto che, di questo passo, può solo diventare più evidente ed è ben difficile che i temporali di questo fine settimana, il secondo di luglio, possano invertire la situazione. Tutto dipenderà, ovviamente, da come si comporterà il meteo da qui ai prossimi giorni e alle prossime settimane ma non è da escludere che il fiume, complici anche i prelievi ad uso irriguo che potrebbero purtroppo avere i giorni contati (salvo piogge importanti) possa arrivare anche a toccare i 9 metri sotto lo zero idrometrico, “polverizzando” tutti i record precedenti. Una serie di indirizzi per il territorio al fine di promuovere un uso equo della scarsa risorsa idrica disponibile a scala distrettuale in un quadro fortemente critico:indicazioni di suggerimento che non comportano alcun vincolo e sono limitate al solo Bacino del fiume Po (e non all’intero Distretto) sono state discusse ed adottate venerdì in sede di aggiornamento dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, coordinato dall’Autorità di Bacino del fiume Po e che ha riunito tutti i partner in via straordinaria a Taglio di Po (Rovigo), presso la sede del Consorzio di bonifica Delta del Po, la cui presidente Virginia Taschini, insieme al direttore generale Rodolfo Laurenti hanno accompagnato, prima dell’inizio dei lavori, il team del Settore “Gestione Risorse Idriche” dell'Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, nel territorio di Porto Tolle;qui, coadiuvato dai funzionari dell’ADBPO, il dirigente dell’ente Francesco Tornatore ha preso visione di alcune situazioni particolarmente critiche, come quelle alle prese irrigue dello Scolo Scoetta (dove è in funzione un sistema di pompe mobili per garantire la risorsa idrica all’agricoltura), del Canale Ca’ Mello e della presa al potabilizzatore di Ponte Molo. “Una situazione particolarmente complessa e delicata, quella del territorio del Delta del Po, a causa del perdurare di valori di portata ridotti che determinano purtroppo condizioni favorevoli all’intrusione salina che, nel ramo di Pila/Venezia, si attesta a 20 chilometri dalla foce e nel ramo di Goro è giunta anche fino a 25 chilometri– ha sottolineato Francesco Tornatore, dirigente dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po –. La presenza dell’Osservatorio qui, oggi, intende essere un segnale affinché l’attenzione permanga alta sullo stato di queste condizioni che, ormai da un mese abbondante, stanno determinando difficoltà sempre più marcate nell’approvvigionamento irriguo, nell’idropotabile, dove Acque Venete è costretta a limitare i prelievi e che rischiano di compromettere l’habitat e la biodiversità dell’ecosistema”. Ma il Veneto non è l’unica regione del Nord Italia a subire le criticità causate dalle ripetute ondate di afa e a sperare nei previsti temporali dei prossimi giorni: il quadro permane infatti difficile in diversi comprensori del Distretto, come in Piemonte, dove la Regione ha convocato per lunedì un focus d’emergenza avendo ricevuto richiesta di rilasci ulteriori dagli invasi di monte verso il Lago Maggiore, per poter minimamente continuare a fornire risorsa idrica al Po, soffre l’idropotabile e anche l’uso irriguo (specie le aree risicole, con una riduzione di circa l’80% della risorsa –fonte: ANBI); nelle zone della Liguria le elevatissime temperature hanno contribuito a determinare una situazione idrologica superficiale in lieve deficit, mentre permangono ancora criticità alle falde; in Lombardia il deficit medio di risorsa ha raggiunto il 40%e si valuta un soccorso irriguo per il Lago d’Idro (in particolare difficoltà) fino al 20 luglio, termine della stagione irrigua. Difficoltà, seppur minori, anche in Valle d’Aosta per l’approvvigionamento idrico all’agricoltura; resiste la Toscana, che non segnala richieste di deroghe e dove il deflusso ecologico è pienamente garantito; in Emilia-Romagna diverse richieste di deroga sui corsi d’acqua minori appenninici, ora al vaglio di ARPAE e dighe piacentine di Mignano e Molato (piene entrambe al 42%) che proseguono nel fornire l’acqua all’agricoltura locale, mentre Ridracoli (pieno sino al 78%) e Conca (percentuale di riempimento: 62%) stanno sostenendo il comparto idropotabile della Romagna in quella che è praticamente la fase di picco stagionale di richiesta d’acqua. Questi i valori registrati nelle stazioni di riferimento al 7 luglio: Piacenza 188 metri cubi al secondo; Cremona 232 m3/s; Boretto (RE) 261 m3/s; Borgoforte (MN) 271 m3/s; Pontelagoscuro, sul Delta, 307 m3/s (ma nelle ultime ore i valori si attestano a circa 289m3/s). Giù in picchiata i Grandi Laghi Regolatori che, alla data dell’8 luglio, registrano volumi inferiori ai valori medi di riferimento: nell’arco dell’ultima settimana si è registrata una riduzione della percentuale di riempimento pari a circa il -17% per il Lago Maggiore (-33 cm in una sola settimana, che equivalgono a 69 milioni di metri cubi d’acqua perduti);-15% per il Lago di Como;-18% per il Lago d’Iseo;-8% per il Lago d’Idro; e -5% per il Lago di Garda. Volumi invasati inferiori alla media anche per la risorsa idrica delle dighe montane. Alla luce delle condizioni osservate e dei modelli previsionali elaborati, la severità idrica a scala distrettuale è stata dunque confermata “Media in assenza di precipitazioni”. Nell’ottica del prosieguo del costante monitoraggio delle situazioni più critiche sulle diverse aree del Bacino, l’Osservatorio tornerà a riunirsi il prossimo 21 luglio.Tutti i dati analitici del Distretto sono visibili e consultabili sul portale istituzionale dell’ente al link:https://www.adbpo.it/osservatorio-permanente/ .
Nel frattempo anche in terra cremonese le preoccupazioni sono parecchie, anche in vista dell’immediato futuro e, come sempre accade in questi casi, sono in tanti coloro che colgono l’occasione per osservare ed ammirare il fiume in queste condizioni eccezionali come sono in tanti che si recano sugli spiaggioni sia per pescare che per concedersi qualche tintarella.
Eremita del Po
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