Caso Fakir a Bologna, Jane Alquati commenta la posizione del sindaco Virgilio a difesa dell'operato del primo cittadino di Bologna, Matteo Lepore
Dopo il caso della morte di Abderrahim Fakir a Bologna nel corso di un intervento di pubblica sicurezza da parte della Polizia e al seguito dei violenti scontri avvenuti nel corso della manifestazione convocata dal primo cittadino Matteo Lepore, il sindaco Andrea Virgilio ha preso posizione a difesa dell'operato dell'omologo bolognese Lepore, suscitando la reazione della politica locale, con il commento di Jane alquati, consigliere di minoranza in quota Lega, documento sottoscritto anche da Diego Tarozzi e Filippo Raglio:
"Leggendo sulla stampa nazionale degli strascichi delle vicende di Bologna, abbiamo trovata citata la nostra comunità cremonese. Fortunatamente non per il coinvolgimento di alcun concittadino nei fatti vergognosi di violenza che si sono registrati, ma per un intervento del Sindaco Virgilio che consideriamo decisamente inopportuno. Il nostro Sindaco ha infatti sottoscritto una lettera pubblicata dai maggiori quotidiani italiani, nella quale, insieme ad altri coraggiosi colleghi, difende l’operato del primo cittadino di Bologna, Matteo Lepore.
Secondo Virgilio e colleghi, il Sindaco di Bologna avrebbe interpretato alla perfezione il suo ruolo istituzionale, chiamando alla manifestazione di piazza con toni ambigui in un momento di estrema tensione. Dati gli ingredienti del contesto, le conseguenze erano prevedibili. Ovviamente nessuno sostiene che Lepore sia responsabile materialmente degli scontri avvenuti a Bologna e tutti abbiamo letto del suo dissociarsi dai violenti, a fatti ormai accaduti. Il punto è un altro: un sindaco deve sapere che le sue parole hanno un peso e deve operare da agente di concordia tra i cittadini e le istituzioni, non da seminatore di zizzania.
Noi crediamo che in un simile momento sia il caso di lasciare lavorare gli organi costituzionali preposti alle indagini e non di aizzare processi di piazza né di trarre conclusioni sovversive, come la piazza di Bologna invece ha fatto.
Ci stupiamo che il nostro primo cittadino, Andrea Virgilio abbia fatto prevalere la difesa di partito sul buon senso. Pertanto lo invitiamo ad approfittare di questa occasione di riflessione sui fatti di Bologna, per ragionare sul modello di città che si sta imponendo tragicamente nella nostra Italia e che ultimamente sta raggiungendo anche la nostra Cremona. La vicenda cui abbiamo assistito nel capoluogo emiliano conferma che anche le nostre periferie stanno diventando come le banlieue francesi, dove gli interventi della forza pubblica sono sempre più duri e difficili, ma soprattutto vengono seguiti da rivolte di piazza, rivolte apertamente contro le istituzioni.
Anche nella nostra città stanno aumentando situazioni di degrado, insicurezza e ghettizzazione. Fenomeni che, se ignorati o affrontati solo ideologicamente, rischiano di produrre nel tempo gli stessi problemi che oggi vediamo altrove. Pertanto, più che occuparsi dei “compagni che sbagliano”, il sindaco dovrebbe rivolgere la propria attenzione a Cremona.
Jane Alquati, Consigliere comunale, Capogruppo Lega
Diego Tarozzi, Segretario cittadino della Lega di Cremona
Filippo Raglio, Coordinatore provinciale della Lega Giovani Cremona
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commenti
Stefano
24 luglio 2026 11:48
E ti pareva …. Sindaco imbarazzante
Gianluca
24 luglio 2026 11:58
Tanto per spostare il discorso su altri argomenti e comunque non indovinandone una manco per caso.
Agnese
24 luglio 2026 12:11
"Ci stupiamo che il nostro primo cittadino, Andrea Virgilio abbia fatto prevalere la difesa di partito sul buon senso." Forse voi vi stupite ancora... io no.
Virgilio cerca solo visibilità, null'altro. È, oserei dire, ossessionato dalla visibilità non dal fare e saper fare bene. È un palloncino che si sta lentamente sgonfiando, mostrando tutte le fragilità umane, culturali e professionali di cui è portatore.
biagio
24 luglio 2026 12:16
Sul caso di Bologna occorre prima di tutto rispetto e prudenza. È morto un ragazzo durante un intervento di polizia. Dal mio punto di vista i due agenti hanno operato nel rispetto delle regole e si sono trovati davanti una persona agitata, non collaborativa, in evidente stato confusionale. Proprio per questo rimane una domanda: perché non sono stati richiesti rinforzi? In quattro la situazione sarebbe stata più semplice da contenere, con meno forza fisica e meno rischio di conseguenze tragiche.
Non è una polemica: è una questione operativa che riguarda la sicurezza di tutti, cittadini e agenti.
Sulla posizione del sindaco di Bologna, la polemica che si è sviluppata è chiaramente politica. Si sostiene che il sindaco “avrebbe dovuto prevedere” l’infiltrazione di antagonisti. Ma se il rischio era davvero così evidente, allora a maggior ragione avrebbe dovuto prevederlo chi gestiva l’ordine pubblico: questura, Digos, reparti operativi. Sono loro che dispongono delle informazioni, degli strumenti e delle competenze per valutare la situazione. Se mancava personale, si potevano chiedere rinforzi. Se si riteneva che la situazione potesse degenerare, si poteva proporre di spostare la data dell’assemblea.
Scaricare tutto sul sindaco non è credibile.
Fa male constatare che un centinaio di facinorosi abbiano potuto mettere sotto scacco gli operatori e provocare i danneggiamenti che tutta la città ha visto. Questo è il punto vero: una gestione dell’ordine pubblico fragile, non una convocazione “ambigua” del sindaco. In un paese democratico, chiedere una riflessione pubblica è normale: è parte del ruolo istituzionale.
E vale la pena ricordare che, in casi analoghi, la Lega ha organizzato fiaccolate, presidi e manifestazioni: quando lo fa la destra è “attenzione al territorio”, quando lo fa un sindaco di sinistra diventa “zizzania”. Due pesi e due misure.
Alla fine, i punti sono semplici:
– la giustizia farà il suo corso;
– i due agenti meritano rispetto e chiarezza sulle procedure;
– secondo me l’ordine pubblico va pianificato con maggiore attenzione;
– e non si dovrebbe usare una tragedia per colpire un sindaco che ha fatto ciò che un sindaco fa: parlare alla sua comunità.
Biagio
Luigi
24 luglio 2026 13:14
Virgilio sembra una pecora travestita da lupo. Si atteggia a grande sindaco inciampando ogni 2 per 3 nella sua incapacità di governare ma sottoscrive solidarietà ai colleghi (magari senza neppure leggere cosa sottoscrive, visto che il PD gli ha dato la possibilità di uscire dal nulla esistenziale pur con ridotte capacità professionali).
Solo un pensiero di gratitudine verso chi, ogni giorno, garantisce la sicurezza a Cremona e altrove. Per capire la difficoltà operativa bisogna trovarsi in mezzo, rischiando di persona e salvaguardando il più possibile l'interesse generale. Virgilio preferisce scrivere lettere di solidarieta dal suo studio comunale climatizzato....