28 settembre 2026

Tutto Puccini in opere e parole, emozionante spettacolo al Filo nel centenario della prima di Turandot

Gli storici hanno calcolato che Giacomo Puccini avrebbe redatto oltre diecimila lettere. Un’autobiografia ante litteram, si direbbe. Un racconto di sé stesso srotolato nel corso dei lunghi anni di compositore di successo internazionale. E quelle lunghe riflessioni sono diventate la trama di Puccini si racconta. Evento andato in scena al teatro Filo nell’ambito delle celebrazioni del centenario della prima rappresentazione dell’opera Turandot.

Opera ultima e incompiuta dell’artista di Torre del Lago e che ha assunto un’importanza centrale nel catalogo pucciniano. A proporre questo viaggio nella storia sanguinaria della principessa, la voce del soprano Astrea Amaduzzi, il pianoforte di Mattia Peli e l'attore Alessandro Braga. 

Attorno all’universo musicale di Puccini il suo mondo di rapporti con amici e collaboratori, come Guido Marotti e i librettisti Giuseppe Adami (librettista proprio di Turandot) e Giovacchino Forzano. Personaggi che hanno accompagnato Giacomo in quegli ultimi cinque anni tribolati della sua esistenza. 

Complessivamente uno spettacolo variegato che ha riproposto i cavalli di battaglia pucciniani. Dal Vissi d’arte da Tosca, al Nessun dorma da Turandot. Passando per Un bel dì vedremo da Madama Butterfly fino a quel capolavoro sinfonico rappresentato dall’ Intermezzo di Manon Lescaut. E c’è stato spazio anche per Chopin con la sua Marcia Funebre.

Poi tanto Puccini parlato. Recitato, fin quasi declamato. Un Giacomo quotidiano immerso nella sua ricerca costante del sentimento. Della passione. Del fuoco artistico. Alla ricerca perpetua e costante dell’emozione disegnata dall’invenzione melodica. Ma anche un compositore conscio di essere arrivato agli ultimi giorni. 

 Astrea Amaduzzi, voce tradizionale con accenti fortemente tragici, ha proposto un Puccini intenso. Legato a schemi interpretativi tradizionali che hanno emozionato. E perché no entusiasmato il pubblico. 

 Mattia Peli al pianoforte è risultato assolutamente convincente più nel momento dell’ accompagnamento rispetto ai brani solistici anche se nell’intermezzo di Manon è stato superlativo come nel finale di Nessun dorma eseguito solo alla tastiera.  

Alessandro Braga voce che dato vita alle parole del compositore lucchese. Bravo nel saper condurre il racconto come nel far vibrare la prosa del musicista.

Il concerto è stato sostenuto dal patrocinio e la collaborazione del Comune di Cremona e dalla Società Filodrammatica Cremonese e promosso dal Festival Internazionale itinerante di Belcanto Italiano.

Applausi del pubblico. Un buon anticipo della Turandot in programma al Ponchielli venerdì sera.

rf


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