8 giugno 2026

Ci sono i fondi, c'è il progetto ma la burocrazia blocca la scuola materna di Motta Baluffi che resta chiusa da 5 anni

Ci sono i soldi (da oltre un anno e mezzo), c’è un progetto definitivo già approvato e “straapprovato”, ci sarebbero anche le condizioni per iniziare lavori che sono a dir poco attesissimi. Ma la realtà è che alla scuola materna di Motta Baluffi, tristemente chiusa da cinque anni esatti (un anniversario non certo da festeggiare), tutto tace e nulla si muove. Non perché manchino i bambini, come si potrebbe erroneamente pensare per un paese di poche centinaia di abitanti. Il problema è sempre e soltanto uno: la famigerata burocrazia che, ancora una volta, blocca tutto. Di cosa meravigliarsi? In Italia, da anni e annorum, sotto elezioni (e quando sennò) abbiamo sempre sentito i vari aspiranti ai poco sacri velluti romani (quelli abitualmente cosparsi di colla ultrarapida per deretani piatti e pelati) riempiersi di frasi fatte riguardanti lo snellimento della burocrazia, il miglioramento della sicurezza, il sostegno alle famiglie. La realtà, perché poi parlano i fatti e non le chiacchiere, è che la sicurezza è peggiorata, che sono sempre di più le famiglie che non arrivano a fine mese e che la burocrazia è più pesante del più pesante dei macigni e con grovigli (e tentacoli) che fanno anche vergogna. Venendo ai fatti di Motta Baluffi, come noto la scuola materna è stata chiusa nel 2021, dichiarata inagibile a causa di una crepa, perché ha la sfortuna di essere stata costruita su una falda che, specie nei mesi estivi, continua ad abbassarsi creando quindi problemi che i tecnici definiscono, giustamente, di ordine sismico. L’Amministrazione comunale non è certo stata con le mani in mano e si è subito attivata per mettere in sicurezza e riaprire l’edificio. I risultati sono arrivati già a fine 2024 quando il Comune ha ottenuto un  finanziamento di 383.809,54 euro tramite il bando regionale Recap con l'intervento principale che riguarda la riqualificazione energetica, la messa in sicurezza e l'adeguamento sismico della scuola materna. Ai 383mila euro del Pirellone se ne sono aggiunti una sessantina stanziati a bilancio dal Comune con fondi propri per raggiungere la cifra necessaria. Il progetto è stato già approvato ed i lavori sono stati affidati. Ma basta passare davanti alla scuola per vedere che nulla, nemmeno un fuscello, si muove. Cosa è successo? Come spiegato dal sindaco Antonietta Premoli proprio quando i lavori stavano per iniziare è emerso un cavillo burocratico dovuto ad una situazione pregressa, che per altro non riguarda Motta Baluffi né la nostra amministrazione, che ha portato al blocco momentaneo dei lavori che stavano iniziando”. A quando la ripresa? In questo caso la risposta è il classico “non si sa” perché, giustamente, è inutile e controproducente illudere i cittadini raccontando loro di tempi che, in realtà, nessuno conosce. Di certo, salvo miracoli, per l’inizio dell’anno scolastico la scuola non sarà pronta e le famiglie si sono già dovute arrangiare diversamente. “La realtà – dice a malincuore il sindaco Antonietta Premoli – è che la burocrazia, con tutti i suoi grovigli, non fa che mettere in grande difficoltà gli Enti locali, soprattutto quelli di piccole dimensioni come il nostro. Lavori che non riescono a partire, altri che vengono fermati, cose semplici che si complicano per assurdità varie e, alla fine, chi ci rimette, prima ancora dei Comuni, sono le persone, le famiglie, i cittadini tutti sempre più esasperati e sfiduciati, e come dar loro torto?”. Del resto, e non è un mistero, ormai pochi anni fa, per sbloccare la situazione vergognosa che si era creata a carico del poco distante ponte sul Po “Giuseppe Verdi”, permettendo di sbloccare i lavori, era stato necessario l’intervento di Capitan Ventosa (cose che solo in Italia possono accadere). A Motta Baluffi sarà necessario l’intervento di Capitan Fracassa?

Eremita del Po

Paolo Panni


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti