25 luglio 2026

Lettera a Lepore, il sindaco Virgilio risponde alla Lega con 5 domande sulla sicurezza: "La Lega vuole continuare a commentare o contribuire a risolvere i problemi?"

Diventa un nuovo terreno di scontro politico anche a Cremona la lettera di solidarietà sottoscritta dal sindaco Andrea Virgilio e indirizzata al primo cittadino di Bologna, Matteo Lepore, dopo la guerriglia nata durante la manifestazione indetta proprio da Lepore a seguito della morte di Abderrahim Fakir. 

Dopo le parole di critica giunte dalla Lega (leggi qui) e sottoscritte da Jane Alquati, consigliere di minoranza in quota Lega, insieme a Diego Tarozzi e Filippo Raglio, stamattina Virgilio risponde prima via social e quindi con un comunicato ufficiale alle critiche e lo fa con una serie di domande indirizzate proprio alla Lega, chiamando in causa sia i politici locali che la Regione Lombardia e il governo centrale. Queste le parole di Virgilio:

"Sicurezza e territorio: cinque domande alla Lega

Condivido alcune domande che vorrei porre alla classe dirigente della Lega qui a Cremona, lo faccio dopo questo articolo (leggi qui) che conferma lo stile, le priorità e le carenze strutturali di questo soggetto politico.
La prima domanda è questa: che cosa ha fatto concretamente la Lega per la sicurezza del Paese e di Cremona in quattro anni di governo nazionale?
Perché la sicurezza non si garantisce con i comunicati locali, ma rafforzando gli organici delle forze dell’ordine, investendo sui presìdi territoriali, sostenendo i Comuni e assicurando risorse adeguate. Se dopo quattro anni la Lega continua a descrivere città fuori controllo, dovrebbe forse spiegare che cosa non ha fatto il Governo di cui fa parte.
La seconda domanda riguarda le passerelle istituzionali. Ogni volta che arriva a Cremona un sottosegretario leghista, gli esponenti locali si dispongono ordinatamente per la fotografia, annunciano attenzione e promettono impegno. Poi, però, le promesse restano promesse. Quali risorse aggiuntive sono arrivate? Quali organici sono stati rafforzati? Quali impegni sono stati realmente mantenuti? Per governare non basta accompagnare un sottosegretario in visita in Prefettura : bisogna anche verificare che, quando se ne va, lasci qualcosa di più di una fotografia.
La terza domanda nasce proprio dal linguaggio utilizzato dalla Lega. Paragonare le periferie delle città italiane alle banlieue parigine non è soltanto un’esagerazione propagandistica: è una curiosa forma di autoflagellazione politica. Se davvero il quadro fosse quello descritto la Lega dovrebbe ammettere che, pur governando il Paese da quattro anni, non è stata capace di affrontarlo. Quando si governa, la denuncia senza una soluzione diventa una confessione di impotenza.
C’è poi il ruolo della Regione Lombardia, amministrata dalla Lega da decenni. Che cosa sta facendo la Regione per sostenere le polizie locali? I Comuni chiedono da tempo strumenti, formazione, risorse, personale e un quadro normativo adeguato. La polizia locale non può essere utilizzata come sostituto permanente delle carenze degli organici statali. È un presidio fondamentale, ma ha compiti e funzioni proprie. Anche su questo, meno propaganda e più risposte sarebbero utili.
A Cremona esiste poi una questione molto concreta: la Cittadella della sicurezza prevista nell’area dell’ex Politecnico, in via Sesto. L’ex caserma Manfredini è stata trasformata rapidamente in una sede universitaria. Dall’altra parte, il percorso che dovrebbe portare alla realizzazione della Cittadella della sicurezza in un immobile ora gestito dal Demanio è ancora fermo.
I parlamentari della Lega conoscono lo stato della pratica? Hanno interpellato il Governo? Hanno sollecitato il Demanio e i ministeri competenti? Oppure preferiscono lasciare quell’area al palo, rinunciando a un presidio che sarebbe strategico non soltanto per il quartiere, ma per l’intero territorio cremonese? Questa sarebbe una battaglia utile per Cremona. Decisamente più utile dell’ennesimo attacco al sindaco.
C’è infine un tema che riguarda la prevenzione e la cosiddetta comunità educante. Tra le firmatarie del documento della Lega compare l’ex assessore Jane Alquati, che durante la propria esperienza amministrativa inserì nel regolamento delle scuole dell’infanzia che sono gratuite, la possibilità di rendere il servizio a pagamento. Una scelta che racconta quale fosse allora la loro idea di attenzione alle famiglie e ai bambini.
Una politica seria della sicurezza comincia proprio dalla scuola, dai servizi educativi, dall’integrazione, dal contrasto alla dispersione, dal sostegno alle famiglie e dalla capacità di accompagnare anche i giovani di seconda generazione. Non si costruisce una comunità educante mettendo un prezzo all’ingresso della scuola dell’infanzia, per poi scoprire anni dopo il valore della prevenzione.
Comprendo il nervosismo della Lega, o almeno dei pochi esponenti che ancora cercano di rappresentarla. È un partito che ha smarrito la propria identità: nato per difendere i territori, è diventato uno dei partiti più centralisti; nato contro il potere romano, oggi vive stabilmente nei suoi palazzi. E quando un partito non riesce più a spiegare che cosa è diventato, prova spesso a parlare più forte degli altri.
Io ho sottoscritto, insieme ad altri sindaci, una lettera di solidarietà istituzionale al sindaco di Bologna, che ha dovuto affrontare una tragedia drammatica nella propria città. Non ho firmato una dichiarazione di impunità, né una sentenza giudiziaria: ho manifestato vicinanza a un collega e a una comunità colpita. La legalità viene definita dalle leggi e accertata dalle autorità competenti, non dalle sezioni locali di un partito.
Prima di accusare i sindaci la Lega dovrebbe guardare il bilancio del Governo che sostiene, della Regione che amministra e degli impegni che non ha mantenuto a Cremona.

La domanda finale è la più semplice: la Lega vuole continuare a commentare i problemi o intende finalmente contribuire a risolverli? Noi continuiamo a lavorare. Loro, quando avranno terminato con le fotografie e i comunicati, ci facciano sapere."


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commenti


Alessandro

25 luglio 2026 09:37

Virgilio bla bla bla bla. Chissà chi gli avrà scritto il tutto.

Adolfo

25 luglio 2026 09:59

Ma una giusta sto sindaco riesce a farla?

Martino

25 luglio 2026 10:21

Virgilio non riesce ad uscire dalla perenne infantile campagna elettorale (noi buoni, loro cattivi) spostanto i propri insuccessi e casini su un piano nazionale che poco c'entra con Cremona.
Se un sindaco non è capace di sostenere il lavoro delle forze dell'ordine con parole, presenza e fatti (epiche sono le sue assenze il 10 aprile, il 5 giugno, il 21 giugno...) poi l'ordine pubblico lo andrà a fare lui... da buon samaritano e con il sostegno morale dei suoi colleghi sindaci di sinistra incapaci di governare le città (es. sospensione/ revoca licenze attività ex art. 100?) ma capaci solo di scaricare le responsabilità ai livelli amministrativi superiori.

harry

25 luglio 2026 10:32

Gent.mo sig. Sindaco, non le sembrano precipitose le posizioni del Sindaco di Bologna, e le sue subito dopo, a breve distanza dal triste episodio di Bologna del 19 luglio?
La manifestazione é avvenuta il 20/21 luglio e la solidarietà al Sindaco di Bologna l'ha espressa, con altri Sindaci, il 22/23 luglio.
Senza sapere, al di la delle immagini e dell'emotività, gli esiti delle indagini?
Giova ricordare che, se si trattava di disagio psichico, come sembra, un eventuale TSO lo doveva emanare il Sindaco della città.

Valeria

25 luglio 2026 12:35

Gli errori sono per i principianti. Virgilio è un politico navigato: punta al disastro.
"Pronto qui Cremona... Salerno?"
🤣🤣🤣🤣

Adolfo

25 luglio 2026 13:15

Virgilio è come la filastrocca a Carosello di Cimabue: fa una cosa ne sbaglia due.

Alfonso

25 luglio 2026 14:38

Povero sindaco...
Qualcuno gli ricorda che non è a bordo campo a tifare il Sant'Imerio e a verificare chi ce l'ha più lungo (il fiato)?
Sempre a battibeccare anzichè FARE BENE PER CREMONA. Deve annoiarsi nel suo ufficio... sempre a giocare a solitario con l'attenzione verso l'esterno da Salerno a Genova, da Roma a Bologna.
La testa su Cremona MAI!!!

Emilia

25 luglio 2026 16:25

Val di Susa, scontri alla marcia No Tav. Assaltato al cantiere di Chiomonte.
Virgilio, serve l'indirizzo per un'altra lettera di solidarietà?
Nel caso chiedi pure...

Alarico

25 luglio 2026 16:25

Non avrei mai pensato di scrivere con tanta amarezza della città che amo. Oggi sento di non poter tacere.
Sono cresciuto con valori che allora chiamavamo di sinistra: dignità del lavoro, giustizia sociale, difesa dei più deboli, libertà di parola, rispetto dello Stato. Valori seri, pagati spesso con sacrifici personali, non con un video sui social o con una frase costruita per ottenere un titolo.
Ho conosciuto il Sessantotto e si protestava contro il potere, si discuteva per ore, si leggevano libri, ci si divideva anche duramente. Si poteva sbagliare, e si è sbagliato molto, ma esistevano idee, passione politica, desiderio di cambiare la società.
Oggi vedo troppo spesso soltanto spettacolo.
Vedo persone che invocano la libertà quando fa comodo e gridano al sopruso appena incontrano un limite. Vedo rappresentanti pubblici comportarsi come se le istituzioni fossero un palcoscenico personale. Vedo la vicenda Salis, con il pesante contrasto tra i diritti proclamati e la controversia sul licenziamento di due collaboratori. Vedo Scuderi in Belgio trasformare un intervento delle forze dell’ordine in una rappresentazione politica immediata.
Non è questo il coraggio civile.
È la perdita del pudore, della misura e, qualche volta, della vergogna.
Si usa continuamente la parola “fascismo” per descrivere tutto ciò che proviene da destra. Si dimentica che l’autoritarismo può nascere anche a sinistra: quando ci si considera moralmente superiori, quando il dissenso diventa una colpa, quando la violenza viene compresa o attenuata perché commessa dalla parte ritenuta giusta.

Il fascismo storico è una cosa seria e non dovrebbe essere ridotto a un insulto da comizio. La sua lezione, però, dovrebbe essere chiara: nessuna idea è democratica quando pretende di non avere limiti, avversari o contraddittorio.
Dalla storia abbiamo imparato poco.
Per questo considero grave la posizione assunta dal sindaco Andrea Virgilio sui fatti di Bologna.
Signor Sindaco, fare la differenza sarebbe stato semplice. Bastavano poche parole:
ci sono indagini in corso;
attendiamo i magistrati;

nessuna violenza è accettabile;
le forze dell’ordine e lo Stato meritano rispetto.
Questo avrebbe dovuto dire un sindaco.
Non servivano solidarietà di schieramento, difese preventive o nuove contrapposizioni politiche. Non serviva il rumore della piazza. Serviva la sobrietà di chi rappresenta tutti i cittadini, anche quelli che non lo hanno votato.

Un sindaco non è un militante con la fascia tricolore.
Quando un rappresentante delle istituzioni rinuncia alla prudenza per inseguire il clamore, non unisce: divide. Quando anticipa il giudizio o offre l’impressione di farlo, non difende la giustizia: indebolisce la fiducia nello Stato.
Questa è l’Italia che non riconosco più.
Un Paese nel quale tutti parlano di diritti e pochi ricordano i doveri. Nel quale la libertà viene confusa con l’assenza di regole.

Avevamo idee, signor Sindaco.

Oggi troppo spesso abbiamo slogan, telecamere e persone disposte a tutto pur di restare al centro della scena.
La politica dovrebbe educare al senso del limite, non cancellarlo tentando di passare la palla a chi si ritiene avversario per tentare una bella figura. la comunità che fine fa?! Si distrugge.

Alarico

Alberto

26 luglio 2026 06:39

Lectio Magistralis

Carlo

26 luglio 2026 04:24

Il governo in questi 4 anni ha fatto poco, in questo il Sindaco ha ragione. Ma a livello locale un Sindaco ha poteri enormi. Ad esempio chiudere i distributori d'alcol notturni ( minimarket ) anziché limitarli oppure utilizzare la polizia locale in modo diverso. Magari modificando gli orari dei turni affinché possano essere presenti nelle ore del bisogno...Il sindaco potrebbe inoltre spendere meno soldi a favore degli immigrati ( tipo mandarli in piscina a nostre spese ) e usare quel risparmio a favore di acquisto telecamere o illuminazione in zone buie..