Ex-Inam in condizioni sempre più degradate. La struttura di viale Trento e Trieste cade letteralmente a pezzi ma dei progetti di recupero (casa di comunità e Università) non se ne parla più
I piccioni regnano sovrani in quegli spazi, tra le tapparelle rimaste socchiuse che offrono protezione per i nidi e i davanzali su cui posarsi indisturbati. Siamo all'ex-Inam di Viale Trento e Trieste, la vecchia "mutua" per i cremonesi, di proprietà dell'ASST di Cremona. Oggi questi spazi, in disuso da oltre 15 anni, stanno soffrendo un grave degrado mentre i progetti di recupero per ora sono rimasti solo sulla carta, a partire dalla conversione in casa di comunità -aperta sì, ma in via Belgiardino- fino alla possibilità di renderli la sede della facoltà di medicina, che non verrà realizzata qui con grande probabilità.
Per ora al suo interno rimane solo la sede del CPS (centro psicosociale), mentre la struttura prosegue il suo lento e costante degrado edilizio.
Se dall'ingresso di viale Trento e Trieste le condizioni non appaiono così gravi, benchè sia evidente il suo stato di inutilizzo, la parte più ammalorata si vede dal retro, dagli appartamenti di via Bertesi che si affacciano proprio sulla struttura: impossibile non notare ampie aree da cui sono cadute le caratteristiche mattonelle bordeaux che rivestono l'esterno dell'edificio e che lentamente si staccano e finiscono a terra; alcune sono in procinto di cadere e restano sospese al muro, ma è evidente che presto faranno la stessa fine. "Spesso sentiamo dei rumori, soprattutto di notte e restiamo sempre col dubbio se si tratti dell'ennesima mattonella che cade o se ci sia qualche ladro che si aggira sui terrazzi" raccontano i residenti.
Tetti, grondaie e davanzali accolgono i numerosi piccioni che nidificano tra i vetri e le tapparelle rimaste socchiuse, qualcuno è morto, altri stanno covando."Ce ne sono tanti, quelle finestre con le tapparelle su sono perfette per loro, vede. Quello forse è morto, sono due giorni che è fermo lì e non si muove. Mah..."
A terra, nello spazio verde sul retro, la situazione non è certo migliore, con l'erba che cresce indisturbata, arbusti ed erbacce che sono persino più alti della muraglia che separa l'area dell'ex-Inam da alcuni cortili; naturalmente in questo degrado proliferano anche i topi, che si aggirano indisturbati nella sporcizia e negli spazi abbandonati, salendo sulla muraglia di confine e spostando persino le tegole che la proteggono.
"Lì di fianco ci sono le scuole (la scuola elementare Trento e Trieste, ndr) e secondo me anche per loro questa situazione può essere pericolosa o fastidiosa. Poi c'è quell'albero sulla proprietà confinante, vede com'è alto? Ha già superato di parecchio il tetto - ci mostra ancora un residente - potrebbe fare dei danni seri, ma nessuno dice niente e rimane così".
Insomma, una struttura che fino a una ventina di anni fa era un punto di riferimento per la sanità cremonese, oggi versa in condizioni disastrose, con uno stabile di grandi dimensionni praticamente in disuso, lasciato a se stesso e oggi senza un piano di recupero in grado di valorizzarlo e ridargli una funzione e un'utilità per la comunità.
Foto Francesco Sessa Ventura
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commenti
Marzio
24 luglio 2026 10:58
Il problema dell'incuria non si pone minimamente nelle stanze di Palazzo....sono troppo impegnati a gestire le carriolate di soldini che arrivano per piantumazioni (e non per mantenimento), piscina faraonica e compagnia a briscola. Quando di parla di stabili fatiscenti e pericolosi si fa orecchio da mercante e morta lì.
Meglio pensare un supermercato in più che mantenere in buone condizioni il nostro patrimonio.
Gianluca
24 luglio 2026 11:52
Fateci un parking multipiano.
Claudio
24 luglio 2026 17:25
...gratuito, s'intende!
Enrica
24 luglio 2026 13:38
Aspettano che il Cavaliere metta mano al portafoglio! Se non ci fosse Lui !!
Manuel
24 luglio 2026 15:08
Se è di ASST, cioè di Regione Lombardia, che c’entra la giunta comunale?
Al massimo le si può imputare di non stimolare efficacemente l’ente superiore, ma probabilmente l’ha anche fatto.
Anna L.Maramotti Politi
24 luglio 2026 17:25
Lasciare al tempo dell'abbandono gli edifici pubblici per proporre la costruzione di nuove strutture è segno di un'incuria civica. È un ossimoro?
Michele de Crecchio
25 luglio 2026 00:52
Anche se clamorosamente disambientato, soprattutto per l'orrendo colore delle instabili piastrelline color prugna scura che ne rivestono le facciate, l'edificio di gusto "tardo razionalista" (se non ricordo male, progettato dal milanese arch. Terzaghi) sorse sul terreno ex Carminati messo a disposizione dal Comune di Cremona. Sono vecchio a sufficienza per ricordare anche che su tale terreno sorgeva, in precedenza, oltre a magazzini vari, anche un modestissimo edificio, di grossolana fattura, destinato agli alunni ritenuti mentalmente ritardati che vi seguivano le attività a loro riservate, allora denominate (temo anche ufficialmente e non solo nello sbrigativo linguaggio popolare) con la brutale titolazione di "scuole differenziali"!