Data center, Corte de' Frati dice no: il Consiglio comunale approva una mozione di contrarietà. Il sindaco: "Non è un no ideologico, individuata un'alternativa"
Si apre il fronte dei Comuni contrari al progetto del nuovo data center previsto nel territorio di Pozzaglio ed Uniti. Nella serata di martedì il Consiglio comunale di Corte de' Frati ha approvato una mozione che esprime formalmente la propria contrarietà all'insediamento dell'infrastruttura nell'area di circa 270 mila metri quadrati individuata dal progetto.
A spiegare le ragioni della scelta è stato il sindaco Rosolino Azzali, che ha voluto chiarire come la posizione dell'amministrazione non rappresenti una chiusura nei confronti dell'innovazione tecnologica.
«La nostra non è una posizione ideologica né una contrarietà pregiudiziale ai data center – ha dichiarato Azzali –. Siamo consapevoli che queste infrastrutture rappresentino una componente importante dello sviluppo tecnologico e della transizione digitale. Proprio per questo riteniamo che debbano essere collocate nei luoghi più idonei».
L'amministrazione comunale individua infatti un'alternativa ritenuta più sostenibile: l'area di circa 86 mila metri quadrati delle ex Vivi Bikes - ex Silago, già urbanizzata e destinata ad attività produttive. Una soluzione che, secondo il Comune, sarebbe profondamente diversa dall'attuale proposta, che comporterebbe l'occupazione di circa 270 mila metri quadrati di terreno agricolo con un significativo consumo di suolo.
Tra gli elementi che hanno inciso maggiormente sulla decisione del Consiglio comunale vi è anche la presenza del plesso scolastico di Brazzuoli, frequentato quotidianamente da circa 270 persone tra studenti, insegnanti e personale scolastico.
«La presenza di una scuola nelle immediate vicinanze – ha sottolineato il sindaco – impone un livello di attenzione ancora più elevato e rende indispensabile applicare il principio della massima precauzione, affinché ogni possibile impatto sulla salute, sull'ambiente e sulla qualità della vita sia approfondito con il massimo rigore scientifico».
Nelle conclusioni del suo intervento Azzali ha richiamato un principio che considera guida dell'azione amministrativa: «Non abbiamo ereditato la Terra dai nostri padri, l'abbiamo presa in prestito dai nostri figli». Un concetto che, secondo il primo cittadino, richiama la responsabilità delle istituzioni nel consegnare alle future generazioni un territorio capace di coniugare sviluppo, innovazione e occupazione con la tutela dell'ambiente, della salute e della qualità della vita.
Con il voto favorevole alla mozione, Corte de' Frati si aggiunge così ai Comuni che hanno espresso perplessità sul progetto del data center, alimentando il confronto territoriale su un'opera destinata a incidere profondamente sull'assetto urbanistico e ambientale dell'area.
Foto di Francesco Sessa Ventura
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commenti
Adolfo
29 luglio 2026 08:32
Scommetto che non sanno neanche cos’è, ma votano contro.
Soliti NIMBY, solite idee grulline o giù di li.
Tony
29 luglio 2026 17:30
Si informi ne stanno facendo uno simile a Travagliato. Gli ingegneri e i medici stimano temperatura di 2 gradi superiore nel raggio di 10 Km. Senza contare i problemi di approvvigionamento idrico (l' agricoltura dove la mettiamo?) ed elettrico( probabili blackout nei dintorni). Non fa già abbastanza caldo????
Adolfo
29 luglio 2026 20:19
A Cremona abbiamo un acciaieria che consuma vagonate di elettricità, altro che data center, e non è mai uscita una sola lamentela per l’aumento delle temperature.
Quindi sono tutte stupidaggini di persone che non sanno nulla, altro che ingenieri e medici ( che poi un medico come misura l’aumeto delle temperature con termometro da ascella?)
Bah…
Michele de Crecchio
29 luglio 2026 21:33
Temo, se sono bene informato, che il Consiglio Comunale di Corte de' Frati abbia scoperto ciò che era già ampiamente compreso nelle intenzioni dei proponenti e cioè il riutilizzo, nell'ambito di una trasformazione territoriale di ben più colossali dimensioni, anche dei terreni già, in passato, occupati dalle dismesse officine Vivibikes e Milago. Di tali terreni e delle grandi costruzioni industriali su di essi preesistenti, si parlò diffusamente, pochi anni or sono, quando pareva che qui si dovessero trasferire le attività della cremonese industria Feraboli. Credo che, proprio in tale ipotesi di riutilizzo, le stesse costruzioni fossero già state allora fatte oggetto di importanti lavori di riqualificazione, con significative prospettive di occupazione lavorativa.