Doppio appuntamento all'Adafa sabato 6: “Cremona decostruita” celebra il 75° anniversario del Gruppo Fotografico Cremonese e il concerto dell’Orchestra MAGMAmusica
Per celebrare il 75° anniversario del Gruppo Fotografico Cremonese BFI–ADAFA, il mese di giugno sarà caratterizzato da due distinti appuntamenti culturali: da una parte la mostra fotografica "Cremona decostruita", dall’altra il concerto dell’Orchestra d'archi MAGMAmusica. Due eventi, espressione di linguaggi artistici differenti, proposti nell’ambito delle iniziative dedicate alla ricorrenza.
La mostra Cremona decostruita, ospitata presso ADAFA in via Palestro 32, nasce dal desiderio di osservare la città oltre la sua immagine più consueta e stereotipata. Il progetto invita a scomporre, ricomporre e reinterpretare ciò che appare familiare, restituendo una Cremona frammentata ma riconoscibile, fatta di contrasti, vuoti, presenze inattese e nuove possibilità narrative.
Attraverso fotografie che sottraggono il superfluo e aprono prospettive insolite, gli autori costruiscono una mappa collettiva, imperfetta ma viva, in cui la città emerge nelle sue tensioni, nelle sue fragilità e nelle sue possibilità espressive.
Espongono: Lucia Arrigoni, Maria Angela Braga, Alberto Bruschi, Germano Coelli, Tiziana Coppetti, Alessandro Chiusa, Fabio De Gennaro, Romeo Domaneschi, Federica Federici, Enrico Fermi, Brunella Fogaroli, Mietta Gerevini, Vito Gerevini, Paolo Ghiringhelli, Lauro Guindani, Cesare Lombardi, Maurizio Manzi e Davide Volpi.
L’inaugurazione della mostra è prevista per sabato 6 giugno alle ore 17. L’esposizione resterà visitabile fino al 30 giugno, dal martedì alla domenica, dalle 17 alle 19.
Parallelamente alle iniziative fotografiche per il settantacinquesimo anniversario, spazio anche alla musica con il concerto dell’Orchestra d'archi MAGMAmusica, formazione che proporrà un programma dedicato a Felix Mendelssohn e Gustav Holst. Il concerto verrà preceduta da una guida all'ascolto a cura della musicologa Giovanna De Simone.
L’orchestra sarà diretta dal maestro Pietro Mianiti, con la partecipazione dei solisti Marco Rozzi (flauto) e Silvano Gregori (oboe).
Il programma comprenderà la Sinfonia per archi n.10 MWV N 10 di Mendelssohn e due pagine di Holst: la Saint Paul’s Suite Op. 29 e il Fugal Concerto Op. 40 n. 2, offrendo al pubblico un percorso musicale che attraversa differenti atmosfere, dalla scrittura contrappuntistica alla vivacità ritmica.
Fotografia e musica seguiranno dunque percorsi distinti ma ugualmente significativi all’interno delle celebrazioni per i 75 anni del Gruppo Fotografico Cremonese, offrendo al pubblico occasioni diverse di incontro con l’arte e la cultura.
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commenti
Michele de Crecchio
1 giugno 2026 21:24
Interessante iniziativa, alla quale credo sia opportuno portare la massima attenzione e che mi auguro possa anche contribuire a risollevare il modesto livello attuale del dibattito cittadino sui temi urbanistici e ambientali.
Una sola considerazione mi sento, per ora, di anticipare: Cremona sembra, purtroppo, avere attualmente scarsa considerazione (e, in generale, troppo poca memoria "storica") delle sue pur significative e recenti vicende politiche, culturali ed urbanistiche.
Con un certo disappunto avevo già, recentemente, visto il quotidiano locale regalare ai suoi lettori un breve ricettario di cucina tradizionale cremonese, intitolandolo "Cui pée sota al tàavol!", il tutto senza nemmeno, come a mio parere sarebbe stato sicuramente cortese e, forse, anche doveroso, citare il nome della signora cremonese che, a suo tempo, aveva già pubblicato, con la stessa efficace titolazione, un ben più ricco trattatello.
Nei prossimi giorni, lo stimato circolo culturale cittadino ADAFA aprirà al pubblico una mostra di fotografie sotto lo stimolante, anche se già diversamente da tempo ideato, titolo di "Una città decostruita". Anche in questo caso, nessuna citazione, per quanto mi risulta, sembra che purtroppo venga fatta del ponderoso studio di quattro neolaureati in architettura, recante identico titolo che era gia stato pubblicato sulla rivista locale "Colloqui cremonesi" all'inizio degli anni settanta: di quel gruppo, chi scrive è, purtroppo, oggi l'unico componente ancora sopravvissuto A tale studio si era già ispirato, anni dopo, uno splendido volume successivamente pubblicato dalla Libreria Ponchielli, volume che si avvaleva della intrigante titolazione di "La città ricostruita". Di questo volume erano autori, tra gli altri, l'architetto Daniro Mandelli, appassionato urbanista comunale e l'indimentabile Luigi Ghisleri, fotografo dilettante e tenace raccoglitore di memorie locali, troppo precocemente strappato alla sua efficace azione di animatore della cultura popolare. Il singolare titolo, forse "criptico" per molti, evidentemente richiamava, senza però banalmente ricopiarlo, il lavoro precedente e, opportunamente, lo completava e approfondiva.
Michele de Crecchio