Ecco come l'"Homo stupid" lascia le spiagge lungo il Po: bottigliette di vetro, plastica, sacchetti, resti di bivacchi e tanti pneumatici
Si è parlato più volte di Homo Sapiens e Homo di Neanderthal, i cui resti sono gelosamente, scrupolosamente e attentamente conservati nel Museo Paleoantropologico del Po di San Daniele Po, una realtà culturale di eccezionale valore per l’intero bacino del fiume Po. Realtà nata dalla passione, dalle competenze, dagli studi e dal lavoro che giovani dei nostri territori hanno compiuto, negli anni, guidati dalla passione per la storia delle nostre terre e, in particolare, del Grande fiume. Realtà che merita di essere sostenuta, valorizzata, promossa, conosciuta e frequentata, senza se e senza ma, per il grande valore che ha. Per conoscere invece un’altra specie, quella dell’ “Homo Stupid” non servono musei, né studi, né progetti. E’ sufficiente recarsi sullo spiaggione che si trova sotto al ponte “Giuseppe Verdi” che collega Emilia e Lombardia, Cremonese e Parmense, nel tratto compreso tra San Daniele Po, Roccabianca e Polesine Zibello. Ma anche su altri spiaggioni dei dintorni, come quello di Ca’ Granda, di Motta Baluffi, di Zibello e di Polesine, per citarne alcuni, la situazione non è molto diversa. Purtroppo i segni dell’ “Homo Stupid” sono lì da vedere, tra bottigliette di vetro, altre di plastica, sacchetti, resti di cibarie e bivacchi e, addirittura (questo da tempo), numerosi pneumatici. Con buona pace delle tante politiche che da anni si fanno per la salvaguardia dell’ambiente e dei nostri corsi d’acqua; con buona pace delle campagne che, sempre da tempo, si fanno per evidenziare i danni causati da plastiche e microplastiche in mari e fiumi, ecco che ci sono continuamente i furbi di turno che sono lontani anni luce dall’avere un grado di civiltà che possa essere considerato nella norma e, per “rubare” un termine al gastrofotografo cremonese Lilluccio Bartoli, sotto al piano della forfora questi soggetti non hanno nulla. Le immagini, alcune delle tante, parlano da sole e ci fanno dire che purtroppo è una battaglia persa. Il fiume non soffre solo per il caldo e la siccità. Soffre per la violenza e la stupidità che ogni giorno subisce dall’uomo, anche da soggetti che hanno magari svariate lauree in tasca ma a portarsi via la loro immondizia fanno troppa “fatica”. Chissà se patiscono di mal di schiena o di improvvisi problemi deambulatori o se, semplicemente, non arriva materia grigia sotto al piano della forfora.
Eremita del Po
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