L'ex caserma La Marmora (proprietà di AEM) si apre per il FAI il 10 e 11 ottobre per riscoprire il suo passato. Quale sarà il suo futuro?
Quale sarà il futuro dell'ex caserma La Marmora, l'immobile storico recentemente acquisito da AEM (braccio operativo del Comune di Cremona)? Per ora non ci sono ancora risposte, ma quel che è certo è che aprirà al pubblico in occasione delle Giornate d'Autunno del FAI, il prossimo week end del 10 e 11 ottobre. Un'occasione unica per i cremonesi e non solo per riscoprire questo edificio dalla lunga storia e il patrimonio storico e architettonico di questo complesso da oltre 6 mila metri quadrati che vanta oltre 4 secoli di storia, dalla fine del VXI secolo arrivando alle vicende più prossime a noi, quando accolse i profughi istriani, fiumani e dalmati.
L'apertura straordinaria e le motivazioni strategiche che hanno portato a questa decisione sono state presentate stamattina in conferenza stampa a Palazzo Comunale, alla presenza di Tommaso Coppola, presidente di AEM Cremona, Davide Bruneri, capo delegazione FAI a Cremona, l'architetto Angelo Landi, l'assessore al turismo Luca Burgazzi e alle opere pubbliche e urbanistica Paolo Carletti.
Come detto poco sopra, l'ex Caserma La Marmora è stata acquisita da AEM Cremona a gennaio 2026 e ora l'apertura in occasione delle Giornate FAI d'Autunno potrebbe rappresentare, oltre ad un momento di conoscenza aperto a cremonesi e turisti, anche un primo stimolo rivolto a soggetti privati per riqualificare un'area centrale della città e nel frattempo ha affidato all'architetto Landi uno studio archivistico e storiografico necessario per la valorizzazione futura del complesso.
"L'acquisizione dell'ex Caserma La Marmora da Cassa Depositi e Prestiti revoca un lungo periodo di abbandono e attiva una duplice opportunità per la città - commenta Tommaso Coppola, presidente di AEM Cremona -. Questo investimento consente, da una parte, di consolidare e valorizzare il parcheggio di via Villa Glori – snodo strategico gestito da AEM per l'accessibilità al centro storico – e, dall'altra, di restituire ai cittadini un complesso con oltre 400 anni di storia, pronto a ridefinire il volto di un intero quartiere nel cuore di Cremona".
Davide Bruneri ha invece spiegato come è nata l'idea da parte del FAI: "Quando in primavera abbiamo visto le immagini dell'interno della Ex Caserma La Marmora, diverse persone mi hanno suggerito che sarebbe stato bellissimo poterla visitare nelle Giornate FAI. Ne ho discusso insieme alla delegazione e con entusiasmo abbiamo deciso di prendere informazioni per capire la fattibilità della cosa. AEM è stata da subito estremamente disponibile e felice di aprire con noi le porte di un luogo rimasto chiuso e dimenticato per decenni".
L'apertura straordinaria per il week end del 10 e 11 ottobre dunque rappresenterà anche un'importante leva in ottica turistica, per fare scoprire un luogo centrale della città rimasto fuori dalla portata dei visitatori per anni. "Questa prima apertura straordinaria dell'Ex Caserma La Marmora ci permette di tornare a guardare da vicino un luogo importante della storia di Cremona, oggi entrato nel patrimonio di AEM - sottolinea l'assessore Burgazzi -. Siamo all'inizio di un percorso: il complesso deve ancora essere recuperato, ma possiamo finalmente iniziare a ragionare sul suo futuro. La Caserma si inserisce nel più ampio processo di rigenerazione urbana che sta interessando il centro della città, con l'obiettivo di trasformare patrimoni oggi sottoutilizzati in nuove opportunità per Cremona. Quella di oggi è quindi una prima occasione per riaprire un luogo e iniziare a costruirne il futuro".
Sulla stessa linea anche l'assessore Paolo Carletti, che aggiunge: "L'apertura dell'ex Caserma La Marmora per le Giornate FAI è un assaggio di cui i cremonesi potranno godere, una sorta di anticipazione della prossima fruibilità dell'immobile grazie all'acquisizione da parte di AEM. Anche questo è un tassello importante nella nostra ottica urbanistica di recupero di tanti splendidi luoghi della nostra Cremona e fa il paio con l'operazione relativa al mercato ortofrutticolo e della zona annonaria". Nel corso della conferenza stampa l'Amministrazione ha ringraziato AEM Cremona per l'acquisizione di un complesso pluristratificato ribadendo l'importanza del recupero di questi vuoti urbani, in particolare di quelli che hanno un elevato valore storico.
Il professor Angelo Landi, a cui AEM ha affidato lo studio archivistico e storiografico necessario sul complesso, ha tracciato un ritratto storico-architettonico del complesso dell'ex caserma La Marmora, spiegandone le peculiarità già emerse dai primi approfondimenti.
"L'ex Seminario vescovile di Santa Margherita, oggi noto come ex Caserma La Marmora, è uno dei più significativi palinsesti architettonici del centro storico di Cremona. La sua storia attraversa oltre quattro secoli e riflette le profonde trasformazioni della città: da luogo religioso a istituzione per la formazione del clero, da presidio militare a spazio di accoglienza e di possibile riuso contemporaneo. - ha spiegato Landi - Le origini del sito risalgono al priorato dei Santi Margherita e Pelagia, documentato nel 1547 e legato alla figura dell'umanista cremonese Marco Girolamo Vida. Nel clima della riforma seguita al Concilio di Trento nacque il Seminario diocesano, che nel 1588 trovò qui la propria sede. Sotto il vescovo Cesare Speciano, tra la fine del Cinquecento e i primi anni del Seicento, il complesso fu radicalmente trasformato: dormitori, scuole, refettorio, cucine, cortili e portici diedero forma a un grande organismo collegiale, alla cui realizzazione contribuì l'architetto Francesco Laurenzi. Nei secoli successivi il Seminario continuò a crescere, incorporando case e terreni vicini, verso l'attuale corso G. Garibaldi, arricchendosi di nuovi spazi di studio, di preghiera e di rappresentanza. A metà Ottocento si presentava come un vasto complesso organizzato attorno a tre cortili porticati.
Nel 1884, in seguito al trasferimento del Seminario nella nuova sede (via Milano), l'edificio venne acquisito dall'Amministrazione Militare e trasformato nella caserma «La Marmora»: un intero isolato di case fu acquisito e demolito, dando vita alla "piazza d'armi", lo spazio oggi adibito a parcheggio. Nel secondo dopoguerra accolse profughi dalmati, istriani e provenienti dal Corno d'Africa. La storia del complesso si conserva attraverso la stratificata successione di testimonianze materiali, memorie riconducibili a differenti comunità, un patrimonio di straordinario interesse per Cremona".
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