Il "Ferragosto cremonese" con la Battagliola e la Festa del Toro. Quello strano furto dei vestiti di Berta e Baldesio
Fino al 1575 vi era il "ferragosto cremonese" con la BATTAIOLA e la FESTA DEL TORO. Queste feste , definite popolari si svolgevano rispettivamente 14 e 15 agosto.
Il 14 di Agosto la piazza della cattedrale diveniva caotica per la usanza dei Birichini di guerreggiare. I giovani popolani (detti appunto Birichini) simulavano una battaglia a ricordo del duello di Giovanni Baldesio, avvenuto 500 anni prima.
La Bataiola diveniva spesso cruenta creando risse e vendette personali. Era probabilmente anche uno sfogo per il popolo ma sfociava in violenze e disordini.
In tale scenario arrivavano poi i Brendatori (una delle tante corporazioni cittadine ) che riempiendo le "brende" non di vini ma di acqua, pulivano la piazza irrorandola per il gran caldo e la sporcizia della battaglia di solito portata a termine con “cucumeri,meloni,pomi…”
I brendatori erano anche coloro deputati a intervenire per primi su incendi urbani.
Dopo la pulizia della piazza era anche uso che le autorità cittadine vestissero le due statue di Giovanni Baldesio ( Zanino ) e sua moglie Berta de Tolentini o de Zolis. Le statue erano ricoperte di panni bianchi e rossi che simboleggiavano i colori dello stendardo del Comune.
Tra la folla veniva poi lanciato un berretto detto rigotto e chi lo riusciva a prendere veniva ricompensato in denari.
La festa della vigilia della Assunta terminava con il Vespro, probabilmente intorno alle ore 19, con un Toro che, tenuto da 4 macellai (altra corporazione), veniva fatto girare per la piazza ad anticipare la Festa del Toro del giorno dopo.
Il 15 Agosto iniziava la Festa del Toro davanti alla Cattedrale che portava e porta il nome della Assunta.
Si iniziava con preghiere ed offerte in denaro. La festa era, diremmo oggi sponsorizzata, dalle corporazioni dei Macellai e dei Navaroli.
Il 15 di Agosto la festa religiosa si sovrapponeva a quella pagana.
Se da una parte si ricordava la Vergine Maria, dalla altra si ricordava la presa della Biancarda, il carroccio del Comune di Parma, che il 18 agosto del 1250 veniva sconfitta in battaglia durante le guerre comunali. Il carroccio nemico venne tenuto per decenni in platea Parva (piazza Stradivari ) a simbolo e monito della sconfitta degli emiliani.
La vicinanza tra 15 e 18 agosto univa le due ricorrenze esaltando la cittadinanza.
Il giorno di ferragosto dunque un toro veniva portato in Piazza del Duomo, esibito, cavalcato e portato in chiesa in una manifestazione sacra e pagana.
Una coreografia di pifferai, giocolieri, musici, panche sotto il Palazzo del Comune e autorità sull’arengario.
Non ci è dato sapere se alla fine della cerimonia il toro fosse ucciso,macellato e distribuito al popolo in piazza. La festa fu abolita dopo la visita del Cardinale Carlo Borromeo che vietò tutte le feste popolar religiose e tutte le feste con premi e animali, appunto nel 1575.
Lo stesso cardinale abolì in molte chiese gli altari laterali se non rinchiusi da cancellate o ringhiere dando priorità all’unico altare principale.
Nella occasione della visita alla città, la chiesa di Strada Canoon intitolata a San Donnino, venne ribattezzata San Carlo, assumendo poi definitivamente questo titolo.
Una curiosità : nel 1565 cittadini deputati segnalano il furto dei vestiti delle statue
“ fu robbato a Giovannino della Balla et la Bertazola, di notte li vestimenti et sin qui non si sa li dellinquenti ancor chi siano…”.
Fu emanata una grida con ricompensa di 25 ducati d’oro. Probabilmente i colpevoli non furono mai scoperti o indicati da qualcuno.
Le statue, secondo Cavitelli Ludovico ( che a fine 1500 scrive gli Annales) erano collocate dal 1082 accanto alla facciata del duomo.
Ciò è abbastanza inverosimile dal momento che la Cattedrale venne costruita nel 1107 e distrutta da un terremoto nel 1117 ,ricostruita nel 1129 e consacrata nel 1196.
Probabile che le statue furono costruite dopo il 1200 e poste a ridosso del Duomo sotto la Bertazzola stessa edificata però ai primi del 1500.
Prima di tale data la facciata del Duomo era priva di porticato e colonne.
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