11 giugno 2026

Il Piviale dei Pappagalli di Selvaggia, figlia di Federico II e lo straordinario legame con Cremona

Il Museo Diocesano di Vicenza custodisce un  abito nuziale legato indelebilmente a Cremona. Trattasi del Piviale dei Pappagalli. Il piviale è un paramento sacro in seta realizzato nel 1200 in officine specializzate siciliane.

Giunge a Vicenza dal Vescovo Bartolomeo da Breganze nel 1260 su dono di San Luigi dei Francesi, cioè re Luigi IX di Francia. Questa è la versione religioso-popolare molto poco documentata.

Nella storia di Bartolomeo da Breganze (detto anche Bartolomeo da Vicenza ), non c’è alcun riferimento al paramento che appare custodito nella Chiesa di Santa Corona di Vicenza tra fine 1200 e inizio 1300. Diventa quindi assai strano credere che la versione popolare sia veritiera.

Una versione invece più accettata dagli studiosi colloca il Piviale a Vicenza portato dal tiranno di Vicenza Ezzelino III da Romano, detto Ezzelino il Terribile.

Arriva qui il nesso tra Cremona e Vicenza, infatti Ezzelino III è coevo di Federico II. Il frate cronista Salimbene de Adam è un francescano che opera tra Parma, Borgo San Donnino (Fidenza ) e Cremona tra il 1240 e il 1280. Salimbene  narra la storia di quel periodo sul “Cronica” e annota la cattiveria di Ezzelino III definendolo demonio e massacratore ( Dante lo citerà nella Divina Commedia non certo per la sua bontà ).

Nello stesso periodo, Salimbene de Adam parla anche di Federico II a Cremona.

E’ noto che l’imperatore Federico II di Svevia, della famiglia degli Hohenstaufen ha un legame con Cremona che inizia il 28 luglio del 1212 quando lungo la Via Postumia viene protetto da milizie cremonesi.

Dopo qualche anno Federico II conferma  ai Cremonesi le concessioni su Crema.

Nel 1218 e 1225 chiede aiuto sempre a Cremona per il controllo dei suoi interessi in Lombardia. E’ appurato che Federico II abbia soggiornato vari anni e varie volte a Cremona.

Cremona è una sua capitale dell’Impero del Nord Italia ove la sua presenza è citata una ventina di volte in circa 15 anni.

Pare risiedesse in zona Monastero di San Lorenzo, alla periferia della urbe del 1200. Nel 1233 Cremona è divisa da lotte intestine con una guerra civile e chiede aiuto a Federico II che invierà Podestà di corrente imperiale.

Il legame vero e proprio si ha nel 1237, il 28 novembre di questo anno si svolge la Battaglia di Cortenuova.

Da una parte i Ghibellini imperiali con milizie cremonesi a favore di Federico II, coadiuvati da truppe di Ezzelino III da Romano e Pavesi e Parmensi e Reggiani e Modenesi. Dall’altra i Guelfi del nord Italia con la Lega Lombarda di Milano, Piacenza, Crema, Mantova, Lodi, Bergamo, Brescia, Verona e Vigevano. La vittoria di Federico II sulla  Lega Lombarda portò alla disfatta dei milanesi che lasciarono il Carroccio sul campo e che venne trainato a Cremona in segno di vittoria.

Festa per le strade di Cremona e il figlio del doge di Venezia, Pietro Tiepolo incatenato a seguito del Carroccio Milanese, esibito come trofeo di guerra e trainato da un elefante bardato delle insegne imperiali.

Era un mondo crudele quello del 1200, dove il veneziano era esposto al pubblico ludibrio a Cremona e poi trasferito a Pisa, incarcerato a Trani e giustiziato con il corpo cucito in un sacco e appeso in alto sulla torre del Castello di Trani che fosse visibile alle galee veneziane in caso di attacco.

Questo sodalizio non è solo tra Cremona e Federico II ma anche tra Ezzelino III e Federico II.

Tale alleanza politica produce il matrimonio tra Ezzelino e Selvaggia di Staufen. Selvaggia è la figlia illegittima di Federico II e nasce nel 1225.

Tutto mi porta a credere che, essendo Selvaggia figlia naturale del padre Imperatore, potesse essere portata con sè, ergo risiedere a Cremona nei viaggi e residenze del padre nella città.

Una festa per il matrimonio di Selvaggia si farà a Cremona e sarà detta Magna Curia ad avvalorare la tesi che Selvaggia qui era benvoluta.

Il 23 maggio del 1238 a Verona, presso la chiesa di San Zeno, Ezzelino sposa Selvaggia che aveva poco più di 13 anni.

L ‘abito nuziale di Selvaggia, comunque parte del suo corredo, era composto proprio dal Piviale dei Pappagalli.

Selvaggia, figlia del più grande Imperatore del Medioevo detto Stupor Mundi, che  forse cammina per le contrade di Cremona con la cattedrale appena ricostruita , il Torrazzo non ancora edificato e il Palazzo del Comune forse non del tutto terminato.

Selvaggia che dorme in un edificio accanto al monastero di Sanctum Laurentium, dove si narra che Federico II alloggiasse nelle sue residenze a Cremona.

Selvaggia divenuta adulta morirà strangolata o avvelenata da Ezzelino nel 1244 a Verona e a soli 20 anni.

Selvaggia era forse figlia di una nobile donna del casato dei Lancia.

La città di Cremona era divisa ancora in 4 quartieri con 4 bandiere e 4 porte , Ariberta, Natali, Pertusio e San Laurentium, appunto la porta verso est e già citata , orientata verso San Michele.

Cremona ottocento anni fa che cela un luogo del centro della città come destinazione d’uso per stalla per un elefante, uno solo e portato da Federico II.

Elefanti menzionati come animali fantastici anche da Salimbene che li ha potuti vedere : “l’Imperatore Federico mandò in Lombardia un elefante con molti dromedari, camelli, leopardi, girofalchi e astori che passarono da Parma, ed io li vidi, e si fermarono a Cremona”

E ancora in altra parte del Cronica si legge

Imperatore ricevette quel suo elefante che aveva a Cremona , sul cui dorso si ergeva una torre di legno a foggia del carroccio dei Lombardi  ed era quadra e ben formata e aveva quattro bandiere , una ad ogni angolo…e dentro chi conduceva la bestia con molti saraceni…”

Ecco il collegamento tra Federico II e Cremona , tra Cremona e Selvaggia, tra Cremona e Vicenza.

Ma non c’è solo questa storia a collegare le due città.

A Vicenza oggi ci sono anche le due statue della fine del 1400 dello scultore Alberto Maffioli. Le statue erano state commissionate per il Duomo di Cremona ma vengono intercettate dal decennio di dominio  Veneziano a Cremona e portate in Veneto ad inizio del 1500.

Venezia che non ha mai perdonato a Federico II la morte del suo  figlio Pietro Tiepolo.

Venezia che, ancora dopo 250 anni, ricorda Cremona come città fedele all’Imperatore nel suo passato e ne asporta i simboli del potere del 1400, le statue mai terminate di Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza che dovevano essere esposte sulla facciata del Duomo.

Francesco Sforza, quello degli accordi segreti con i Veneziani e di un altro matrimonio di interesse con una Visconti (sposa a 16 anni nel 1441 ).

Le nobil Donne sposate e a volte uccise per la ragion di Stato, donne che hanno incrociato le vicende di Cremona.

Maurizio Mollica


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti