14 dicembre 2022

Il Professor Flavio Caroli incanta il pubblico della Biblioteca Statale di Cremona con “Voi siete qui. Discorso sull’arte intorno a noi” scritto con Fabio Fazio

Dove siete? Chissà quante volte ci siamo sentiti fare tutti questa domanda. Ebbene, questa volta abbiamo due alleati speciali che ci aiuteranno a rispondere a questo quesito e al rapporto esistente tra arte e vita: Flavio Caroli e Fabio Fazio. 

Un ritorno atteso quello del Professor Caroli, avvenuto nel pomeriggio presso la Biblioteca Statale di Cremona che, grazie alla collaborazione della Direttrice Raffaella Barbierato, aveva già ospitato qualche mese fa la presentazione della sua ultima opera “I sette pilastri dell’arte di oggi”. Veniamo ad oggi. 

“Voi siete qui”, il nuovo libro del Professor Caroli scritto con l’amico Fabio Fazio, è un testo geniale ed innovativo che prende per mano i lettori e li accompagna alla scoperta dell’arte attraverso un’attenta analisi della vita, del meraviglioso intreccio che esiste tra entrambe. Pagine che si leggono tutte d’un fiato, scritte con la struttura del dialogo. Un’interessante conversazione tra il critico e storico dell’arte e l’autore e conduttore televisivo, che di arte è un grande appassionato e collezionista. 

Proprio attraverso queste righe, come ci hanno abituato nella trasmissione televisiva “Che tempo che fa”, questa volta servendosi, ovviamente, della forma scritta, Fazio pone domande al Professore utilizzando il criterio della ricerca della verità, in chiave di assoluto, un po’ come avveniva negli ambienti legati alla cultura classica d’ispirazione socratico – platonica. 

Serve guardarsi intorno e con la mente aperta, come quella dei bambini, “giocare” al gioco “unisci i puntini” per scoprire quanta arte ci tocca continuamente, ogni giorno. Che cosa ne uscirà? Una figura, un museo, un’opera sconosciuta oppure conosciuta, la certezza è rappresentata dalla suggestiva connessione tra luoghi ed opere differenti. Il resto lo lascio al mistero della lettura.

Siamo difronte ad un libro differente da quelli che siamo abituati a definire testi d’arte. “Voi siete qui” dimostra di essere un’opera al passo con i tempi, comprensibile a tutti. Se la realtà scorre velocemente e tutto si trasforma, il Professor Caroli e Fabio Fazio ci insegnano che, in realtà, tutti noi facciamo parte ogni giorno di questa trasformazione e l’arte appartiene al nostro quotidiano. Il volume, edito da Rai Libri, fa emergere la relazione tra l’arte la libertà, la musica, la guerra, il paesaggio, il sacro, il tempo. Diciannove capitoli nati da un’attenta selezione estrapolata da affascinanti conversazioni registrate ed in seguito approfondite con l’idea proprio di creare questo innovativo lavoro divulgativo. Il nostro compito di lettori? Imparare ad osservare e, come dicono quelli bravi, fare connection (connessioni) interdisciplinari. 

All’interno del libro sono presenti schede tecniche ed opere che hanno la funzione di uno strumento per investigare ed apprezzare la realtà che ci circonda. Che si tratti da Pali Blu di Jackson Pollock, allo Studio dal ritratto di Innocenzo X di Francis Bacon, al Bue macellato di Rembrandt piuttosto che ad Expansion in Space di Marina Abramovic, a cui Flavio Caroli ha assistito in prima persona, l’arte ci insegna a guardarci intorno per capire dove siamo. Un po’ come un sistema satellitare che, passo dopo passo, offre la navigazione all’insegna della massima facilità per trovare il migliore percorso per la nostra destinazione, così come ci mostra la copertina del volume.

Il Professor Caroli può essere definito cremonese d’adozione per il suo amore per Sofonisba Anguissola e la passione per le terre cremonesi, tanto da avere acquistato una dimora immersa nella campagna di Caruberto, proprietà appartenuta proprio al nonno di Sofonisba, ed ogni volta che ci racconta la realtà vista con lo sguardo dello storico conoscitore dell’arte, semplicemente, incanta. Lui la storia l’ha fatta e sa trasmettere quella meravigliosa sensibilità di chi ha vissuto tra i grandi. Come ama sottolineare: “Le presentazioni dei miei libri, per me, sono un po’ come delle magie che si rinnovano, ognuna è differente dall’altra ed in ogni luogo si genera un qualcosa di singolare”.

Lo sguardo dei presenti che hanno assistito interessati e catturati dalla sua ars oratoria è una chiara testimonianza di questa energia particolare che si crea tra oratore e pubblico. Senza dimenticare il fascino di essere immersi tra una moltitudine di antichi saperi conservati nei libri presenti all’interno della Biblioteca Statale di Cremona (denominata fino al 1860 Imperial Regia Biblioteca), che trae le sue origini dalla biblioteca fondata al principio del secolo XVII dai Gesuiti nella città di Cremona, all’interno del loro Collegio. I Gesuiti furono chiamati a Cremona dal vescovo Cesare Speciano (1539-1607) e fin dal principio arricchirono la biblioteca personale dello Speciano di oltre 1200 volumi con incunaboli, rare edizioni cinquecentesche e manoscritti, solo per accennare ad una parte delle preziosità custodite.

 

Se la storia è uno spaccato delle vite che ci precedono, mi permetto di citare una riflessione del giornalista Aldo Cazzullo che condivido e sottoscrivo. Proprio nei giorni scorsi, in un suo articolo pubblicato su Io Donna (inserto del Corriere della Sera) ha parlato di “Voi siete qui” e dello straordinario sollievo ritrovato nell’immagine di Marylin Monroe colorata, solare e sorridente, così come l’aveva vista Andy Warhol e come è proposta nelle pagine del libro, completamente antitetica a quella rappresentata in “Blonde” ultimo film biografico a lei dedicato.

Il grande tema affrontato in “Voi siete qui” è rappresentato dall’arte e dalla vita. Se abbiamo compreso che l’arte deriva dalla vita, ora dobbiamo imparare che nel panorama creativo del nostro tempo siamo quotidianamente immersi nell’arte e nella bellezza che ci circonda, verità che non possiedono confini né che si parli di piccoli borghi né che si parli di grandi città.

Forse, come scriveva Jorge Luis Borges (poeta, scrittore, filosofo) attento precursore dei tempi: “Ormai stanno scomparendo i lettori, nel senso ingenuo del termine, poiché tutti sono critici potenziali”.

 

fotoservizio Gianpaolo Guarneri/Studio B12

Beatrice Ponzoni


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti


Gaetano

15 dicembre 2022 16:59

Un libro che per la prima volta mette al centro il fruitore , un’idea rivoluzionaria se pensiamo a quanto il grande pubblico si senta lontano dai linguaggi dell’arte.