16 agosto 2026

Il relitto della casa galleggiante riemerso a Isola Pescaroli. La sua storia alla "Buca degli Storioni"

Se ne è già scritto diffusamente, e per primi, su Cremonasera.it, della Casa Galleggiante riemersa a Isola Pescaroli, a due passi dal ponte sul Po “Giuseppe Verdi” e ne abbiamo raccontato dettagliatamente tutta la storia. Oggi la si ripropone per mostrare ai lettori le immagini ancora più evidenti e chiare. Mai prima d’ora il fiume era sceso così in basso e, di conseguenza, ora si è in grado di immortalare il relitto in modo appunto più dettagliato, mostrandolo ai lettori.  La casa galleggiante sorgeva proprio lì,  sul Grande fiume, tra San Daniele e Isola Pescaroli nelle immediate vicinanze non solo del ponte “Verdi” ma anche di quel suggestivo luogo di pace che è la “Buca degli Storioni”, uno di quegli angoli di fiume che solo chi frequenta e vive da sempre il vecchio Eridano  può conoscere. Della galleggiante si ha anche una immagine d’epoca messa a disposizione di chi scrive queste righe, pochi anni fa, dalla compianta Margherita Grandi, sempre molto viva nel ricordo di quanti l’hanno conosciuta ed apprezzata per le sue qualità di donna buona, sempre cortese, gentile e sensibile verso tutti. La foto d’epoca  è stata un suo dono ed a lei è giusto, innanzitutto, dedicare il ricordo. La signora Margherita era parente dei proprietari di quel grande natante, i cui resti sono riemersi di nuovo, in questi giorni di magra. L’imbarcazione  apparteneva a persone della vicina Sospiro. Era composta da due barconi in cemento ancorati in parallelo, tra i quali era sistemata una piattaforma su cui era stata sistemata una casetta in laterizio abitualmente utilizzata, in passato, per ritrovi di pescatori, cacciatori di anatre e amici del Grande fiume, per merende conviviali, partite di briscola e quattro chiacchiere in compagnia, direttamente sul fiume. La sua fine è stata decretata in una nebbiosa notte di diversi decenni fa, quando una bettolina in transito, a causa proprio della bruma che avvolgeva il fiume, l’ha speronata. Per il barcone non c’è stato chiaramente nulla da fare, si è inabissato portandosi via ricordi, momenti indimenticabili sul fiume e istanti di vita della gente del Po. Oggi è ancora lì, “ancorato” per altro da una struttura metallica fissata alla riva, finito contro la massicciata del Po e, da decenni, continua a modo suo a “vegliare” sul fiume e sulla sua gente, in silenzio, da autentico, silenzioso ma tenace baluardo del Po. I responsabili del natante erano pressoché tutti di Sospiro e si trattava di Renato Arcari, Andrea Grandi, Ernesto Ballasina, Salverino Grandi, Carlo Bresciani, Ricchetto Grandi e Romano Abruzzi. A Margherita Grandi va di nuovo  il ricordo e il Grazie di chi scrive queste righe e, sicuramente, di tanti uomini e donne del Po appassionati e cultori della storia, e delle storie, dei nostri territori, per la disponibilità e l’attenzione riservata. Margherita era la sorella di Andrea Grandi e la cognata di Ernesto Ballasina. Il luogo, per lo più, era frequentato da pescatori, cacciatori di anatre, appassionati del fiume: tutte persone che, per altro, all’epoca si occupavano di tenere in ordine le sponde del Po. Poi la fine improvvisa; l’incidente con la bettolina, l’inabissamento nel Po, la fine di una epopea. Ma non della storia perché quella, anche se in modo diverso, continua ad essere scritta su entrambe le rive del fiume, ogni giorno, in ogni tempo ed in ogni stagione, anche in questi giorni di eccezionale magra.

Eremita del Po

Paolo Panni


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