12 luglio 2026

Il senatore Ancorotti: “La sicurezza non è solo un affare di Stato. Porterò a Roma il caso Crema”

"Il gravissimo episodio avvenuto questa notte a Crema impone una riflessione seria. Sarà la magistratura, insieme alle Forze dell'Ordine, a ricostruire quanto accaduto e ad accertare le responsabilità.

Il punto però non è il singolo episodio, ma il fatto che negli ultimi mesi Crema è stata teatro di diversi fatti di violenza e criminalità in vari quartieri della città. Non possiamo più parlarne come se fossero casi isolati:  è il culmine di un'escalation che l'Amministrazione ha finora continuato a minimizzare.
La sicurezza è il primo diritto dei cittadini e deve tornare a essere alla base della qualità della vita della nostra comunità. I cremaschi hanno diritto di sentirsi sicuri quando escono di casa, nei quartieri come nel centro storico. Non possono continuare a essere rassicurati con dichiarazioni di facciata mentre la situazione, nei fatti, resta fuori controllo.

L'amministrazione cittadina chiede più Stato sul territorio. Ma non può essere solo lo Stato a rispondere di quello che accade a Crema. Il Comune ha votato un Patto per la Sicurezza e un Regolamento di Polizia Urbana: bene, ma se gli episodi continuano a ripetersi, sempre nelle stesse zone, la domanda che l'amministrazione deve porsi prima di guardare a Roma è cosa non ha funzionato qui, a Crema, di quello che era già stato deciso di fare.

Invocare lo Stato dopo ogni fatto di sangue non basta se non si accompagna a un'assunzione di responsabilità locale. La sicurezza si costruisce ogni giorno sul territorio, non si delega interamente a Roma quando la situazione è già degenerata.

C'è poi un ragionamento che va fatto senza ipocrisie: senza consumo non c'è spaccio. Chi acquista droga non è un soggetto estraneo al problema, ma finisce per foraggiare e proteggere chi spaccia, diventandone di fatto un fiancheggiatore. Anche su questo serve un cambio di passo, con un'attenzione che non si fermi soltanto a chi vende ma coinvolga anche chi acquista.

Porterò la questione a Roma, ai colleghi di partito e al Governo, per capire quali strumenti concreti e rapidi si possono attivare per Crema. Non bastano le parole di vicinanza: serve un impegno immediato per la sicurezza della nostra città”.

Questo il pensiero del senatore Renato Ancorotti dopo l’ennesimo omicidio di un giovane a Crema.

 

Stefano Mauri


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commenti


Manuel

12 luglio 2026 13:32

Intanto che il senatore Ancorotti proverà a convincere Piantedosi a mandare altri 3 poliziotti a Crema, Bergamaschi ed assessori vari si preparino, taccuino e manganello in mano, a svolgere indagini, prevenire e reprimere il crimine.
Ad Ancorotti e compagnia cantante consiglio: se siete oramai consapevoli di non saper governare, dimettetevi e farete miglior figura oltre a restituire un po’ di speranza agli italiani.
Ancorotti, d’altronde, non ha certo bisogno della politica per sbarcare il lunario: una posizione, pure di prestigio, nella vita se l’è fatta; i compagni di partito o coalizione vedranno di arrangiarsi come potranno... di soldi ne hanno comunque già incassati parecchi.

Marcello

12 luglio 2026 18:05

Prima avete aperto i cancelli a Lampedusa, poi avete riempito le città di piedi nulla facenti, ora vi lamentate che non c'è sicurezza, le questure con i fogli di via si passano l'un l'altra gli indesiderati... credo che non bastino più solo gli agenti in strada. C'è bisogno di politici che sappiano cosa fanno perchè i loro errori li pagano tutti. È tempo di responsabilità e di regole certe e serie. Diversamente sarà la giungla dove ci sarà la legge del più forte (e non il più ricco...) e dall'altra parte cresceranno gli estremismi. Piloni-Ancorotti&co. non frignate. Siete politici ben remunerati con responsabilità territoriali. Scaricare le colpe non paga più. Agite!

marco

13 luglio 2026 04:11

Bravo hai ragione.
Quando si dice di volere allontanare dall'Italia i senza permesso di soggiorno che delinquono come sia una cosa normale per il giudice di turno li rilasci subito per poi consentirgli di fare di peggio (vedi anche ultimo caso di Milano ) i Cinque stelle , Schlein & c. insorgono affermando che è colpa del Governo e delle nuove norme sicurezza e dei centri di rimpatrio per i quali l'Europa ha dato ragione all'Italia.
Vannacci e la nuova vita dell'estrema destra sono un loro prodotto che è frutto della mancanza di visione del problema Sicurezza vissuto dai cittadini.
Hai voglia ad affermare "quando saremo al governo aggiustiamo tutto....dalla padella alla brace".
E la.stessa cosa è accaduto a Cremona con false percezioni di insicurezza dei cittadini millantate dal Sindaco e lasciar correre situazioni che oramai sono difficili da gestire anche se metti telecamere a gogò.

Manuel

13 luglio 2026 07:04

Quando non si hanno più argomenti, si prova a buttarla in caciara.
Ti faccio presente che i giudici, sbagliando o indovinando come tutti gli altri lavoratori, applicano la legge per come la confezionano i politici ed in più hanno anche la necessità di chiedere se vi sia posto in galera (carceri strapiene), indirizzando i casi più gravi: questo sempre al netto di superficialità o negligenze individuali.
I centri di rimpatrio, specialmente all’estero, costano tanto ed oltre a sottrarre risorse economiche, non possono che dare “ospitalità” ad un numero limitato di persone (quelli in Albania circa 1000-1400). La detenzione deve rispettare un limite di tempo, perché non puoi rinchiudere in eterno persone che non abbiano commesso reati che non siano la clandestinità, quindi devi già ipotizzare un rimpatrio: è qui il nocciolo la questione, cioè impegno diplomatico, pazienza ed ancora soldi.
Minniti non propose CPR all’estero ed ottenne migliori risultati. Certo, come fanno tutti, foraggiò i libici e le loro carceri/lager, ma secondo me così tranquillo non dorme perché, prima o poi, qualche magistrato, all’Aia, vorrà guardarci dentro.
A differenza tua, ho ascoltato diverse conferenze stampa di Vannacci e dei suoi sodali e, a parte l’avversione per la sinistra, la sua “discesa in campo” è stata determinata dall’incapacità l’attuale governo di dare risposte ai problemi del paese: sennò che senso avrebbe avuto uscire dalla Lega e fondare un nuovo partito?
Su Cremona altra reiterata, noiosa litania. La giunta attuale (e precedente) ha cavalcato la strategia della percezione (sbagliando?), ma le statistiche, ovviamente, vengono dal ministero l’Interno e divulgate dal prefetto (rappresentante del governo nelle province) e dunque queste due istituzioni devi mettere in discussione. Tra l’altro non si è mai sentito un rappresentante la minoranza consiliare a dire, scrivere che prefetto o ministro l’Interno abbiano sbagliato calcoli o dichiarazioni.