12 luglio 2026

Il sindaco di Crema Bergamaschi dopo l’accoltellamento mortale: “Tragedia grande. Serve più attenzione dello Stato”

“Un altro accoltellamento, un'altra giovane vittima. Di fronte a una tragedia come questa il primo dovere è quello del rispetto per la vittima, per la sua famiglia e per il lavoro degli investigatori.
Ma sarebbe sbagliato fermarsi a questo e fingere che la sicurezza non sia una preoccupazione reale dei cittadini. Anzi, che non sia un problema reale: lo è e va affrontato con grande decisione dallo Stato.
Ne sono convinto da sempre: la sicurezza è un bene comune. Rende possibile la serenità e la stessa coesione sociale. E’ un patrimonio di tutti, anche e soprattutto dei più fragili. Certamente per tutte le persone perbene, quale che sia la loro provenienza e il loro contesto sociale di riferimento: sono la grandissima maggioranza e non vogliono e non possono sentirsi ostaggio di giovani e giovanissimi delinquenti che usano il coltello con una disinvoltura agghiacciante. Non vogliono che accada nelle metropoli e a maggior ragione che accada nelle piccole città di provincia, la cui vivibilità è un elemento da custodire in modo ancor più geloso. 
A Crema abbiamo affrontato il tema della sicurezza sempre con spirito unitario: all’unanimità, sinistra, destra o centro che sia, abbiamo votato tanto il Patto per la Sicurezza che il Regolamento di Polizia Urbana. Significa che, al di là della reciproca caricatura che la politica oggi induce a fare per ragioni di consenso (una dinamica stupida e improduttiva per il Paese), c’è una serietà tra i rappresentanti politici e civici locali che si svolge nelle stanza istituzionali, a dispetto di ciò che capita talvolta sulle pagine dei giornali. 
Con quella stessa serietà, con quello stesso spirito, in qualità di Sindaco di Crema sento di dover esprimere nuovamente, ancora più chiaramente, tutta la preoccupazione che la nostra comunità nutre rispetto all’esplosione di questi fenomeni. 
Da molto tempo il Comune di Crema, nelle sedi istituzionali competenti, ha rappresentato con chiarezza la necessità di rafforzare il presidio del territorio e le capacità investigative delle forze dell'ordine, chiedendo maggiore attenzione per Crema e per il Cremasco, specialmente in determinati luoghi (più o meno sempre gli stessi ed esattamente quelli, guarda caso, in cui sono avvenuti i vari episodi). E’ un tema che abbiamo posto con continuità. Oggi lo ribadiamo, con ancora più forza, avvertendo ancor di più l'urgenza che questi episodi, sempre legati ai giovani, sempre legati a determinati contesti sociali, vengano affrontati in modo risoluto dallo Stato.  
Serve più Stato sul territorio. Più Stato nella comunità.  
Per questo ribadiamo la necessità di un incremento delle risorse a disposizione delle forze dell'ordine, una richiesta che avevo già formalmente indirizzato al Governo, al Ministero degli Interni, negli scorsi mesi.  
Proprio in questi giorni anche il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha evidenziato come l'assegnazione di circa 180 nuovi agenti alla Lombardia sia largamente insufficiente rispetto al peso demografico ed economico della nostra regione, parlando di una distribuzione che non risponde alle reali esigenze del territorio. 
Servono più uomini, più presidi e strumenti adeguati per garantire la sicurezza ai cittadini. Strumenti repressivi, strumenti di indagine, ma anche strumenti preventivi, sociali ed educativi. In questo senso a Crema stiamo estendendo la rete di videosorveglianza e la Polizia Locale è sempre più una forza in sostegno delle altre Forze dell’Ordine (anche stanotte, sulla rissa iniziale, è stata la prima ad intervenire). Dall’altro lato l’attività di educativa di strada recentemente messa in campo porterà i suoi benefici. Ma bisogna avere il coraggio di pensare e ripensare in profondità ogni strumento. E di farlo insieme, nella pluralità degli sguardi del sociale, della formazione, dell’ordine pubblico. Spesso anche della sanità. Tutti settori del “pubblico” che faticano ad interagire e che, quando lo fanno, spesso si limitano alle formalità, legati da una burocrazia che ne depotenzia il contributo, dettando rigidamente i confini delle competenze e dei poteri, mentre i problemi continuano a stare lì, in mezzo alla gente.  
Non possiamo accettare che la delinquenza giovanile diventi una nuova normalità. Non possiamo accettare come normale il giovane sangue riverso sull’asfalto. A Crema e ovunque” 

Così ha postato via social il sindaco di Crema Fabio Bergamaschi.

Stefano Mauri


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commenti


Blek

12 luglio 2026 12:01

Certamente la sicurezza è un problema reale e non una falsa percezione come a Cremona qualche altro politico di governo locale voleva dipingerla. All'insegna di quanto erano lontani da una sua comprensione realistica. E ciò nonostante costui può vantare che a Cremona non ci sono stati ancora morti, a differenza dei 2 giovani a Crema in pochi mesi. Non ci sono stati ma ci sono arrivati vicino, nel caso di via eridano e di via santa croce. E di tanti altri che ne sappiamo?. Eppure laddove lei parla di una sicurezza caricaturale finalizzata al consenso politico, mi pare che anche lei caschi male, A mio parere non è per un consenso politico che si lanciano certi allarmi, ma per una realtà violenta che a mio avviso è ancora troppo sottovalutata nelle sue basi ideologiche, nella sua essenza,nella sua rappresentazione,, come la piega che le indagini hanno o avevano preso nei casi si Modena Perugia e dell'accoltellamento di Milano ai danni di un avventore di un bar. È questa sorta di censura ad affrontare certi argomenti, certe specificità, certi meccanismi quanto di essi , una vera e propria ignoranza ,che ritarda o rende inefficace anche una certa prevenzione dei fenomeni, al di là della ridicolaggine di certe misure previste per legge come ill daspo, l'avviso orale ..

Nonna sprint

12 luglio 2026 13:43

Serve spedirli subito al loro paese, stop!!