L'attracco dell'ex cava di Cascina Ronchetto: una perla lungo l'asta del Po. Potrebbe diventare volano per il turismo fluviale e interzonale. Ma per il piccolo Comune di Motta Baluffi mancano i fondi
Per chi ama il Grande Fiume e ne conosce le aree più suggestive della bassa cremonese, non sarà certo un nome nuovo quello dell'attracco dell'ex cava di Cascina Ronchetto, dove tra l'altro fino a qualche anno fa era attivo anche l’acquario del Po, oggi chiuso, gestito per anni da Vitaliano Daolio. Siamo in territorio di Motta Baluffi, comune rivierasco che accoglie appunto questa che si può definire una vera e propria perla della nostra golena, l'unico attracco in acque ferme di tutta l'asta del Po e dove si trova anche l'ex cava di Cascina Ronchetto, oggi trasformata in un centro di pesca sportiva gestito dal Comune. Un luogo suggestivo e dagli scorci davvero fiabeschi, che tra l'altro è recentemente entrato a far parte del PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) e che dunque potrebbe essere un riferimento di grande importanza all'interno dei progetti di turismo lento e di turismo intermodale, considerando che tra Cremona e Casalmaggiore si trovano solo gli attracchi di Isola Pescaroli e, appunto, di Motta, dove anni fa era arrivata anche la motonave Stradivari.
Insomma, un gioiello che anche l'amministrazione comunale vorrebbe valorizzare e che potrebbe rappresentare un volano per il turismo fluviale ma, come per tanti enti locali di piccole dimensioni, non sono i progetti e la volontà a mancare, bensì i fondi. "Di fatto questo attracco ha già tutto quello che serve per diventare un punto di snodo per il turismo intermodale, - spiega il primo cittadino Antonietta Premoli- grazie anche alla ciclabile VenTo e alla presenza di due strutture ricettive, l'ostello "La Canonica" e la "Locanda La Motta" e non dimentichiamo il progetto di recuper dello storico "Portale del Corvo".
Non grandi interventi, dunque, ma opere di sistemazione e ristrutturazione che però, per il bilancio di un ente piccolo come il Comune di Motta, diventano costi importanti e, salvo qualche bando specifico, inaffrontabili. "Nei pressi dell'attracco ci sono già i bagni, che però oggi non sono pienamente fruibili. Con relativamente poca spesa si potrebbero ripristinare, così come si potrebbe sistemare anche l'aspetto dell'eliminazione delle barriere architettoniche. - aggiunge Premoli- Inoltre servirebbe intervenire per dragare adeguatamente il fondo del canale che collega il laghetto al Po, un interento che va fatto in modo adeguato e con cognizione di causa, nel rispetto dei livelli del bacino e del fiume. Insomma, possiamo dire che qui c'è già praticamente tutto quello che serve, ma mancano i soldi per le opere di riqualificazione"
Nei giorni scorsi anche il consigliere regionale Dem Matteo Piloni è stato in visita a Motta Baluffi, dove ha incontrato il sindaco Premoli e con lei ha effettuato anche un sopralluogo all'ex cava di Cascina Ronchetto.
"Con la sindaca Premoli, che ringrazio, sono tornato all'ex cava di Cascina Ronchetto – fa sapere Piloni – un'area bellissima, immersa nel verde, con un attracco fluviale realizzato anni fa e collegato al Po attraverso un canale. La volontà dell'amministrazione è quella di poterla valorizzare e, con il contributo della Regione, basterebbe davvero poco per farlo. Potenziare il turismo fluviale valorizzando anche quest'area, da poco inserita nel PLIS locale, mi sembra un obiettivo importante, anche in relazione all'importante infrastruttura ciclabile Vento, che passa anche da Motta Baluffi" ha concluso Piloni, annunciando che proverà a interloquire con l'assessorato regionale competente.
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