La città e le frazioni ostaggio di bande di ladri nelle case: via Giordano-via Cadore, Quartiere Po, Boschetto, San Felice, S.Ambrogio. Un elenco che si allunga ogni giorno: la banda dell'ora di cena
E' un crescendo spaventoso. Ormai sono decine le case di cremonesi prese di mira da bande di ladri nelle ultime settimane. Dalla zona di via Giordano e via Cadore al Boschetto, da San Felice al quartiere Sant'Ambrogio, dal Villaggio Po a via Massarotti fino al centro e poi ai paesi vicini e alle loro frazioni (Costa Sant'Abramo o Gerre). Si tratta probabilmente di bande di origine rom che spesso agiscono contemporaneamente e allo stesso orario, tra le 19 e le 20, quando il bersaglio preferito sono le villette e i ladri sono incuranti persino delle persone che vi abitano: se i proprietari sono al pianterreno l'attacco avviene al primo piano, se sono al piano superiore, ecco l'attacco al pianterreno. Con terrore molti temono lo scontro fisico e stanno pensando di attrezzarsi per ogni evenienza. Molti altri si sono dotati in questi giorni di allarmi sempre più sensibili ma, com'è accaduto in alcuni casi, i ladri sono pronti a prendere a martellate anche le sirene dell'allarme pur di proseguire nel colpo. Polizia e Carabinieri in questi giorni stanno accumulando tante denunce dei proprietari che hanno subito furti o tentativi di forzare porte e finestre. Un voluminoso dossier che non fa che rimarcare la scarsità di dotazione di uomini delle forze dell'ordine in città e provincia in grado di far fronte a una criminalità sempre meno specializzata ma che reputa l'attacco alle abitazioni come il mezzo più semplice per asportare soldi o gioielli. E cresce il turbamento dei residenti per un'azione che toglie alle persone la possibilità di stare tranquille a casa propria. Si pensa alla casa come un rifugio, un luogo di affetti, di ricordi e quiete, l’idea che qualcuno possa infrangere quella soglia senza permesso dà un brivido di inquietudine che diventa poi rabbia. L'inviolabilità della propria abitazione è un diritto che neppure l'elettronica più avanzata dei sistemi d'allarme sembra garantire. In alcuni quartieri già si parla di "ronde volontarie", in altri come al Boschetto si sono interpellati istituti di vigilanza privata per pattugliare le strade, in altri zone c'è l'allarme su whattsapp tra i residenti. Intanto qualcuno chiede che tornino come un tempo e come più volte inutilmente annunciato, i vigili di quartiere incaricati di percorrere le strade della zona, anche a piedi o in mountain bike come succede in altre città per tenere monitorata l'area di loro competenza.
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commenti
Gualtiero Nicolini
24 gennaio 2026 11:17
Ma secondo alcuni sarebbe solo frutto di fantasia e i furti sarebbero diminuiti
E mandarli a casa ?
marco
24 gennaio 2026 11:42
Ma no.... il nuovo decreto sicurezza ha di fatto resa possibile la legittima difesa in casa propria sdoganando il principio che se uno entra in casa mia non posso chiedere in un minuto : "scusi Lei cosa vorrebbe fare? Rubare anche con la violenza, stuprare moglie e figlie oppure solo prendere un caffè?.
E riconosce anche la reazione contro l'intruso riconoscendo lo stato di grave turbamento e alterazione psicologica della vittima.
Ed era ora aggiungo.
Poi i garantisti che vedono sempre l'innocenza del gesto da parte del malfattore 'vittima" del sistema che lo emargina e lo costringe a rubare possono rassegnarsi .
cinzia anna zampini
24 gennaio 2026 11:31
Meno sviolinate e più dati, per piacere, dato che i rapporti annuali della questura ci parlano di una città in cui l incidenza dei fatti criminosi è stabile se non in calo.
Sono i numeri a darci le dimensioni di un fenomeno fatta salva la percezione dei cittadini che non è quantificabile.
Scrivere un articolo come questo serve solo a parlare alla pancia della gente ...creare le condizioni per generare risposte da far-west come sarebbe quella delle ronde e non ultimo incrementare le vendite di sistemi d allarme.