19 gennaio 2026

La Giunti svuota i suoi scaffali e la città perde un'altra libreria, la quarta in tre anni: siamo ancora "città che legge" o abbiamo perso la corona?

“La Libreria Giunti al Punto chiude. Ringraziamo tutti i clienti che ci hanno dato fiducia in questi anni. Ci trovate nei punti vendita di CremonaPo e Iper Gadesco.

Poche, sentite parole accompagnano i lavori di svuotamento degli scaffali, fino a poco tempo fa ricolmi di libri, della Libreria Giunti di Corso Campi a Cremona: la sorella minore delle tre, ultima arrivata e prima ad andare via. Un segnale chiaro per il centro città morente: ci trovate ancora nei centri commerciali.

La storica via dello shopping cittadino abbassa un’altra serranda, intristendo una strada già segnata da una storia (soprattutto recente) decisamente travagliata. Viene quindi da chiedersi se sia sempre stato così; la risposta, logicamente, è no.

Il commercio librario cittadino ha sempre vissuto un equilibrio piuttosto funzionale: librerie per lettori esperti, magari affezionati a un determinato venditore, e chi invece, incuriosito da un titolo o da una copertina particolarmente invitante, ha mosso i primi passi nel mondo della letteratura.

Ben dodici le saracinesche aperte nel 2022, molte meno oggi, purtroppo. Nel frattempo hanno chiuso storiche librerie come le Paoline, Città del Sole e la libreria Spotti, ridisegnando ulteriormente la mappa delle letture in città.

Secondo un’analisi del 2022, la città vantava uno dei maggiori numeri di librerie nel cuore cittadino: solo in Corso Campi sono presenti due punti vendita, la Giunti e il Convegno, a cui si aggiungono la Mondadori e il Libraccio in piazza Stradivari, la Feltrinelli in corso Mazzini, la libreria Spotti in corso Matteotti, le Paoline a porta Venezia, Mondolibri in corso Pietro Vacchelli, la Libreria Ponchielli in piazza Sant’Antonio Maria Zaccaria, Cremonabooks al Museo del Violino e numerosi punti vendita dedicati ai libri per bambini.

A tutto questo si aggiunge una biblioteca di rilievo, sia per dotazione di libri sia per attività, insieme ad altre biblioteche cittadine, come quella del Seminario o quella presso la Facoltà di Musicologia. Il panorama culturale è completato da festival letterari, le edizioni della Fiera del Libro (anch'essa in crisi) e numerose rassegne.

Nel 2022, per il progetto “Cremona che legge”, hanno aderito ben 38 soggetti, tra cui 12 associazioni, 9 librerie, 3 biblioteche e 14 istituti scolastici. Le attività del Patto interessano diversi Settori del Comune e ogni iniziativa può riportare il logo ufficiale del progetto. A oggi sono 25 le iniziative che hanno utilizzato il logo: 5 fiere e festival, 7 gruppi di lettura e 13 incontri o cicli di incontri, a cui si aggiungono le librerie per ragazzi Timpettil e Città del Sole.

Purtroppo, però, negli ultimi tre anni anche Cremona ha visto diverse chiusure: le Paoline, la libreria Spotti e Città del Sole hanno abbassato le saracinesche, segnando una battuta d’arresto in un panorama culturale altrimenti ricco.

Non si può ignorare, però, che l’apertura dei centri commerciali abbia progressivamente destabilizzato gli equilibri che si erano consolidati in decenni di pacifica convivenza e cordiale concorrenza tra le librerie cittadine. I piccoli punti vendita, spesso radicati nei quartieri e nelle vie storiche, hanno faticato a competere con le strategie dei grandi colossi, in grado di attrarre clienti con offerte aggressive, spazi ampi e parcheggi comodi.

Sarà che Cremona è sempre meno “città che legge” (ahimè, una possibilità purtroppo plausibile), o che questo stato di sofferenza sia provocato anche dai giganti commerciali che tendono a soffocare le piccole realtà: probabilmente è una combinazione di entrambe le cose, assieme ad altre concause non indifferenti, soprattutto di natura economica. I margini sempre più ridotti, i costi di gestione in aumento e la concorrenza dei colossi della distribuzione hanno reso la vita difficile anche a librerie storiche e amate dai cittadini, che avevano saputo crescere con la città e formarne la cultura letteraria.

In questo contesto, le chiusure degli ultimi tre anni non appaiono come eventi isolati, ma come segnali di una trasformazione profonda del commercio culturale cremonese. È una sfida che mette in discussione la capacità della città di mantenere viva la sua identità di “Città che legge” e di garantire ai cittadini, giovani e adulti, un accesso capillare e diversificato alla lettura.

Foto di Francesco Sessa Ventura

Filippo Generali


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commenti


Primo Luigi Pistoni

19 gennaio 2026 12:35

Città del sole.