Venti di guerra e i prezzi di gas e carburanti schizzano alle stelle. Già evidenti i primi aumenti di diesel e benzina. Per le bollette, attesi rincari dell'ordine di almeno 400€ l'anno
Vola il prezzo dei carburanti: già tra ieri e oggi alla pompa gli aumenti sono scattati immediatamente, segnando un incremento importante per chi deve fare il pieno. Sono i venti di guerra, il timore che il conflitto in medioriente si allarghi ancora di più e subito il primo effetto è l'impennata dei prezzi di diesel e benzina che poi, a cascata ed inevitabilmente, porteranno -a stretto giro- ad un rincaro dei costi dell'energia e non da ultimo dei prezzi a scaffale dei prodotti: basta guardare quanti camion ogni giorno trasportano merci sulle nostre strade per capire la portata di questi aumenti sui prezzi al consumatore.
Gli effetti della nuova Guerra del Golfo non si sono fatti attendere nel vecchio continente e nel nostro Paese, come mostrano chiaramente le foto inviate da un nostro lettore che già ieri aveva documentato i primi -significativi- aumenti dei prezzi dei carburanti a Cremona e che oggi, a distanza di poche ore, ne confermano il nuovo rincaro. Cinque centesimi in più da un giorno all'altro: "E' andata ancora bene, - ha detto il benzinaio- tempo una settimana e aumenterà ancora”. Non è servita una settimana: da ieri a oggi altri 7 centesimi in più per il diesel e 2 per la benzina. In 24 ore. E non finisce qui... avrebbe detto il compianto Corrado, solo che oggi anche lui avrebbe poco di che ridere, dal momento che se diesel e benzina sono i primi segnali evidenti ed immediati dei rincari dovuti al conflitto, tra poco anche le bollette di gas e luce metteranno in difficoltà le tasche di molti cittadini. Le associazioni infatti provano già a fare una stima di (ulteriori) aumenti delle utenze, che non sarebbero inferiori ai 400€ l'anno e potrebbero arrivare anche a superare gli 800€ tra utenze e carburanti.
E le notizie che arrivano dal Golfo non promettono nulla di buono: la notizia di stamattina è che lo stretto di Hormuz, come dichiarato dai pasdaran -i Guardiani della rivoluzione, il più potente corpo armato dell'Iran- sarebbe sotto il loro controllo completo, minacciando di attaccare con missili e droni le navi in transito, che trasportano petrolio e gas naturale e che quindi ora restano bloccate. Hormuz, ricordiamo, è uno snodo cruciale nei traffici del greggio a livello mondiale, da qui passano circa un quinto delle esportazioni del petrolio prodotto nel Golfo.
A questo poi si deve aggiungere che la durata del conflitto non è prevedibile; qualcuno parla già dell'innesco di un'economia di guerra e di contrazioni dei consumi. Per ora l'attenzione è sugli aumenti e, soprattutto, sulle eventuali speculazioni che potrebbero esserci anche a livello internazionale in caso di aumenti ingiustificati. Di certo è che le prime a pagare i costi di questa nuova Guerra del Golfo saranno ancora una volte le famiglie, che vedranno aumentare significativamente le bollette di luce e gas, l'impatto del carrello della spesa e il costo del pieno dell'auto. Come succede già anche a casa nostra e come testimoniano, al di là delle proiezioni e delle previsioni, le foto del nostro lettore.
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