La grande magra del Po. Fiume sotto osservazione. Preoccupa la vicinanza dei periodi con poca acqua e la frequenza di siccità severe. Urgono interventi
Continua a mantenersi su livelli record, o comunque molto importanti, la grande magra estiva del Po. Dopo aver toccato, martedì, all’idrometro di Cremona, gli 8 metri e 56 centimetri sotto lo zero idrometrico, questa mattina, mercoledì 29 luglio, il fiume ha continuato a mantenersi su quote significative, decisamente in magra, oscillando tra i meno 8 metri e 50 centimetri delle 8,30; gli 8 metri e 55 centimetri delle 9.30 e gli 8 metri e 40 centimetri delle 13. Un “saliscendi” normale, in queste condizioni, che potrebbe da un momento all’altri far registrare nuovi record negativi storici ma, soprattutto, continua a vedere il Po in grande sofferenza, con una estate ancora lunga e previsioni che, per diversi giorni, non annunciano un filo d’acqua al Nord. Il cremonese Davide Persico, professore associato dell’Università di Parma, analizzando le variazioni medie del livello idrometrico estivo del Po dal 1996 al 2026 (espresse in metri rispetto allo zero idrometrico), integrando una proiezione predittiva per i prossimi 10 anni (2027-2036), ha sottolineato che i dati riflettono l'andamento reale registrato nelle principali stazioni d'indagine d'alveo (come Piacenza e Cremona), segnate da una marcata tendenza alla decrescita a causa del mutamento dei regimi precipitativi e della frequenza di siccità severe.
“La previsione – ha precisato - non è una certezza, ma è una valutazione probabilistica che tiene in considerazione numerosi fattori tra cui le precipitazioni, l'incremento della Temperatura media, la riduzione dei ghiacciai ecc. In uno scenario futuro, vedremo certamente gli affluenti di destra disseccarsi drasticamente, mentre quelli di sinistra ridursi fortemente di portata. Uno scenario di questo tipo presuppone una programmazione a lungo termine e impone drastici cambiamenti al modello agroeconomico della Pianura Padana. Bisogna prenderne presto coscienza per agire di conseguenza. Non è il nuovo record di magra che deve preoccupare – ha concluso - bensì la frequenza dei periodi di magra oltre i meno 7 metri da osservare e considerare”.
Nel frattempo la nuova brusca discesa del Po ha fatto riemergere di nuovo, a due passi dal ponte “Giuseppe Verdi”, i resti del traghetto che un tempo collegava San Daniele Po e Roccabianca, di cui si è già ampiamente scritto su questa testata mentre sulla sponda opposta, a Zibello (Parma), all’altezza della lanca della Via Longa, sono riemersi i poveri resti del vecchio “Barcon ad Baldo”. Infine, dalla vicina provincia di Mantova, La Direzione Navigazione Interna di Aipo (Agenzia Interregionale per il fiume Po) informa che, a causa di un ingente accumulo di materiale flottante nella conca di San Leone - ramaglie e risulte di sfalci non eseguiti da Aipo - per ragioni di sicurezza il transito per la conca è temporaneamente interdetto alle imbarcazioni minori. Il passaggio in conca è comunque consentito alle navi ed alle imbarcazioni di servizio di vigilanza e soccorso. La piena navigabilità verrà ripristinata al termine delle operazioni di rimozione del citato materiale, stimato entro pochi giorni.
Eremita del Po
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